Diritti sul lavoro: insieme, oltre i confini, รจ meglio
Due casi – la campagna Right2Water e le proteste dei piloti Ryanair – dimostrano quanto siano importanti, per lโaffermazione dei diritti dei lavoratori, le alleanze transnazionali. Ne abbiamo parlato con Imre Szabรณ, Darragh Golden e Graham Finlay

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Bruxelles, marzo 2019, proteste contro il social dumping a livello europeo - ยฉ Alexandros Michailidis/Shutterstock
(Questo contributo viene pubblicato nel contesto del nostro progetto TraPoCo, dedicato allo studio della mobilitazione sociale transnazionale in Europa)
Le contestazioni politiche transnazionali hanno un ruolo centrale nel campo delle politiche sul lavoro dellโUnione europea, soprattutto a causa della natura sovranazionale sia delle legislazioni in merito sia degli attori coinvolti.
Per capire meglio la natura e la portata di queste contestazioni e dei diversi tipi di mobilitazione che si sono sviluppate e si stanno sviluppando a livello europeo e transnazionale, abbiamo intervistato Imre Szabรณ, Darragh Golden e Graham Finlay, ricercatori presso la University College Dublin, che stanno studiando due casi di azioni politiche transnazionali aventi come oggetto le politiche del lavoro in Europa: lโiniziativa dei cittadini europei (ICE) Right2Water e la protesta dei piloti Ryanair.
La vostra ricerca si sviluppa a partire dallโattuale situazione del mercato del lavoro europeo e dalla natura sempre piรน sovranazionale sia delle politiche e della legislazione che delle aziende e compagnie che governano certi settori. Di che cosa trattano nello specifico i vostri studi? Come si sono sviluppati?
Il focus principale dei nostri studi e delle nostre ricerche sono le politiche del lavoro nel contesto di integrazione europea, un argomento che รจ stato trascurato molto durante gli anni. Il nostro obiettivo รจ tentare di riportare lโattenzione su questo ambito, considerando anche le implicazioni sociali che ne derivano.
La nostra analisi รจ principalmente concentrata su tre aree di ricerca: i diritti sociali, i servizi pubblici e i rapporti di lavoro. Vogliamo indagare gli intrecci e le relazioni tra essi in un contesto di riproduzione sociale del capitalismo e rispetto ai processi di mercificazione, de-mercificazione e politicizzazione, a livello transnazionale.
Per comprendere questi processi nel contesto europeo, abbiamo distinto due tipi diversi di integrazione: lโintegrazione โverticaleโ e lโintegrazione โorizzontaleโ. Quando parliamo di integrazione โverticaleโ intendiamo una modalitร di intervento โdallโalto verso il bassoโ, da unโautoritร superiore tramite legislazione, ovvero tramite trattati, regolamenti e direttive.
Lโintegrazione โorizzontaleโ riguarda invece il libero movimento di beni, di capitale-lavoro e servizi allโinterno dellโUnione europea, e avviene principalmente attraverso pressioni del mercato, tramite dinamiche concorrenziali e competitive, che possono riguardare le imprese, ma anche i lavoratori.
Come รจ emerso nei nostri casi studio, l’integrazione "verticale" โ come quella riguardante gli interventi volti a liberalizzare e privatizzare lโacqua – risulta piรน facilmente politicizzabile perchรฉ individua un "obiettivo" preciso, spesso istituzionale; invece lโintegrazione โorizzontaleโ โ ovvero quella relativa a interventi di imprese multinazionali โ presenta piรน difficoltร nei processi di mobilitazione, soprattutto a causa della competitivitร spesso interiorizzata anche dagli stessi sindacati, che inibisce di fatto azioni a livello transnazionale.
Riassumendo, la ricerca riguarda quindi i processi di integrazione europea e di (de)mercificazione e le campagne di mobilitazione transnazionali nelle aree dei diritti sociali (salari minimi UE), dei servizi pubblici (diritto allโacqua) e dei rapporti di lavoro (Ryanair, sciopero transnazionale).
Le politiche del lavoro stanno vedendo interventi sempre piรน verticalizzati della governance europea; considerando questo contesto e questa dinamica, come rispondono e agiscono le organizzazioni sindacali e chi si occupa di diritti dei lavoratori? Quali sono i loro obiettivi, a livello locale, nazionale e transnazionale?
Nellโambito delle politiche europee sul lavoro, con le nostre ricerche e i nostri studi cerchiamo di dimostrare che gli interventi di integrazione โverticaleโ – di cui abbiamo parlato prima – hanno un ruolo essenziale nei processi di mobilitazione e politicizzazione dei lavoratori e delle persone. La dimensione โdall’alto verso il bassoโ, propria di questo tipo di interventi, รจ di fatto piรน facile da politicizzare, perchรฉ cโรจ un obiettivo chiaro – che puรฒ essere unโistituzione, una direttiva o un organismo sovranazionale – da prendere di mira, contro cui creare mobilitazione e costruire coalizioni.
Per capire e conoscere i contenuti, e quindi gli obiettivi, delle azioni e delle lotte sindacali, su tutti i livelli, dobbiamo guardare al contenuto proprio dei processi di integrazione, a ciรฒ che sta effettivamente accadendo attraverso lโintegrazione a livello europeo. ร infatti in atto un processo di mercificazione attraverso il quale persone, come lavoratori o utenti di servizi pubblici, sono spinte a funzionare come merci in una logica di mercato e a sviluppare relazioni di tipo consumistico, concorrenziale, e rapporti di lavoro individualistici.
Quello che organizzazioni sindacali e attivisti per i diritti dei lavoratori cercano di combattere รจ questo: combattono contro la mercificazione, a favore di una de-mercificazione dei servizi, dei rapporti di lavoro e dei lavoratori stessi.
Un esempio di come queste azioni vengono messe in atto รจ rappresentato dallโIniziativa dei cittadini europei (ICE) – Right2Water, uno dei nostri oggetti di studio. In questa esperienza si รจ visto come รจ possibile mobilitarsi contro la mercificazione di un bene pubblico a livello transnazionale. Per poter costruire una mobilitazione transnazionale di successo la federazione sindacale europea dei lavoratori dei servizi pubblici (EPSU), che ha coordinato la campagna, ha dovuto contare sul sostegno dei sindacati e dei movimenti sociali a livello locale e nazionale, altrimenti non avrebbe avuto abbastanza risorse e il messaggio non sarebbe arrivato in maniera cosรฌ ampia. Questo ha dimostrato quanto la creazione di collegamenti tra i livelli transnazionale, nazionale e locale sia cruciale.
Parlando di sindacati e organizzazioni sindacali in un quadro europeo e transnazionale, cosa potete dirmi della situazione italiana? E, visto che parte dei vostri studi si soffermano anche sul vostro contesto, ovvero quello irlandese, che rapporto cโรจ tra le due situazioni, considerando anche il fatto che sia Italia che Irlanda sono stati tra i paesi piรน afflitti dalla crisi economica e dalle politiche di austerity?
Storicamente il movimento sindacale italiano รจ sempre stato caratterizzato da un forte internazionalismo, radicato in una visione di classe ampia, che va oltre i confini nazionali. LโIrlanda invece, per ragioni storiche e geografiche, non ha mai visto un cosรฌ forte spinta sovranazionale. Lโidea di base era fondata sullโanti-imperialismo – che di fatto รจ una sotto-componente dellโinternazionalismo -, ma lo stesso movimento sindacale รจ sempre stato molto frammentato e debole.
Anche a livello di visione e fiducia nellโEuropa, lโesperienza italiana e quella irlandese si differenziano: le organizzazioni sindacali italiane sono sempre state molto attive a livello europeo, mentre in Irlanda la dimensione sovranazionale non รจ mai stata presente nel dibattito e lโattenzione รจ sempre rimasta a livello nazionale, sugli accordi di partenariato sociale e sulla contrattazione collettiva locale. Queste dinamiche, nel contesto irlandese, sono perรฒ cambiate negli ultimi anni, con lโallargamento dellโUE e la conseguente maggior mobilitร della forza lavoro.
Rimane perรฒ estremamente importante lโinterazione e il dialogo tra i diversi livelli: il locale, il nazionale e il transnazionale. Se guardiamo di nuovo allโIniziativa dei cittadini europei – Right2Water, si รจ trattato di una campagna transnazionale, costruita sul successo di iniziative nazionali, come il referendum italiano contro la privatizzazione dellโacqua. Lโesperienza irlandese a proposito รจ stata particolare e significativa, perchรฉ inizialmente i sindacati e la societร civile irlandese non avevano partecipato alla campagna e alla raccolta firme; solo in un secondo momento, in seguito alle richieste avanzate dalla troika di introdurre una tariffazione dellโacqua, lโIrlanda ha assistito a una delle maggiori mobilitazioni di sempre, riuscendo a coinvolgere unโampia gamma di attori, dai gruppi di comunitร locale ai sindacati ai partiti politici. Anche in questo caso, รจ stato molto interessante vedere i vari livelli (locale, nazionale, transnazionale) interagire e dialogare tra loro.
Vorrei soffermarmi maggiormente sui due casi studio che avete seguito e di cui avete anche giร parlato, lโiniziativa dei cittadini europei "Right2Water" e le proteste dei piloti Ryanair: quali sono le caratteristiche delle due esperienze? In queste due situazioni paradigmatiche, i bersagli delle contestazioni sono su due livelli diversi, da una parte le istituzioni europee e dallโaltra il mondo aziendale e delle multinazionali: quali sono le somiglianze e le differenze tra le due esperienze?
La campagna Right2Water รจ stata la prima Iniziativa dei cittadini europei (ICE) di successo: per la prima volta si รจ utilizzato a livello europeo questo strumento di democrazia diretta, introdotto dal trattato di Lisbona, con un obiettivo che aveva al centro la de-mercificazione di un bene pubblico, dichiarando a livello transnazionale che le questioni legate ai servizi e beni pubblici – come in questo caso il diritto allโacqua – sono di fatto questioni legate ai diritti umani.
La chiave del successo di questa iniziativa si trova in due elementi: da un lato la campagna ha potuto contare su una coalizione molto ampia di sindacati e movimenti sociali, anche molto diversi e politicamente distanti, che ha fatto sรฌ che lโiniziativa riuscisse a coinvolgere e mettere dโaccordo moltissime persone. Dallโaltro lato, lโacqua come bene mercificabile era stato preso di mira da interventi cosiddetti โverticaliโ, ovvero attraverso una direttiva volta a liberalizzare e privatizzare un bene pubblico. Questo ha permesso alla mobilitazione di individuare un obiettivo chiaro e preciso, sia a livello politico (ovvero la Commissione Europea e le legislazioni UE) sia a livello aziendale (ovvero i grandi attori del mercato dellโacqua, le multinazionali).
Per quanto riguarda le proteste dei piloti Ryanair, la questione e gli obiettivi sono stati molti diversi. Il target era infatti una multinazionale, che con le sue 79 basi in Europa rappresentava (e rappresenta tuttโoggi) un modello perfetto di integrazione orizzontale. Gli sforzi di Ryanair nel bloccare per tre decenni qualsiasi tentativo di contrattazione collettiva avevano posto anche altre compagnie aeree sotto pressione e competizione, inibendo qualsiasi forma di azione transnazionale nel settore. Nel dicembre 2017 perรฒ un gruppo di piloti legati a un sindacato, il Comitato europeo di rappresentanza dei dipendenti (EERC), รจ riuscito a coordinare con successo scioperi in tutta Europa, costringendo Ryanair a riconoscere finalmente le organizzazioni sindacali. Come emerso nella nostra ricerca, questo perรฒ non sarebbe stato possibile senza la mobilitazione avvenuta in Danimarca, dove nel 2014 i sindacati avevano cercato un dialogo con la compagnia aerea per discutere i contratti collettivi. Questa esperienza dimostra quanto i contesti di integrazione โorizzontaleโ siano molto difficili da politicizzare, ma possono anche motivare e portare alla costruzione di una solidarietร transnazionale.
La ricerca si concentra anche sui diritti umani e sul loro ruolo in questo tipo di azioni collettive. Quali sono le relazioni tra i diritti umani e i movimenti per i diritti dei lavoratori? Come e quando vengono invocati e rivendicati i diritti umani?
Lโambito di studio dei diritti umani in relazione con le azioni per i diritti dei lavoratori รจ molto interessante, perchรฉ nel contesto delle organizzazioni sindacali e della contrattazione collettiva vi รจ una visione dei diritti umani ormai dominante e a volte problematica. Troppo spesso i diritti umani vengono infatti visti come una sorta di bene (o meglio di merce) individuale, che la persona ha o dovrebbe avere. Lโiniziativa Right2Water fornisce un esempio molto chiaro di come una mobilitazione possa portare a una visione piรน collettiva e a una comprensione piรน ampia di un diritto. Come si legge in molta letteratura internazionale sui diritti umani, รจ essenziale porre lโattenzione non solo sullโimportanza di ottenere un determinato diritto, ma anche sul processo attraverso il quale il diritto viene ottenuto. Un processo che dovrebbe essere caratterizzato da trasparenza, responsabilitร e partecipazione, concetti che non sempre sono facili da ritrovare nella comprensione standard dei diritti umani.
Un altro punto di analisi riguarda invece le modalitร attraverso le quali i diritti umani vengono chiamati in causa. Se prendiamo ad esempio la questione del salario minimo, vediamo come inizialmente sia stato invocato il diritto a un adeguato standard di vita, contenuto nella Carta Sociale, senza tenere in considerazione diritti contenuti nella Carta dei Diritti Fondamentali, come il diritto alla libertร di associazione o il diritto alla contrattazione collettiva. La Carta dei Diritti Fondamentali ha uno status giuridico completamente diverso allโinterno dellโUnione Europea rispetto alla Carta Sociale e questo ha portato a tensioni, soprattutto dal punto di vista giurisprudenziale.
Quindi, la nostra ricerca vuole indagare e scoprire dove e come i diritti umani vengono invocati e che tipo di lotte, contestazioni e discussioni sorgono attorno ad essi.
In un mondo del lavoro sempre piรน globalizzato e anche alla luce degli sviluppi pandemici e post-pandemici, quali sono le prospettive delle politiche del lavoro e delle azioni e iniziative sindacali, sia a livello locale che transnazionale?
Gran parte delle dinamiche inerenti la crisi pandemica (cosรฌ come altre crisi, come quella economica, che non possiamo vedere separate) hanno riguardato e riguardano la pressione posta e imposta su lavoratori e datori di lavoro, in un percorso di ridefinizione di ciรฒ che viene considerato un lavoratore essenziale. La speranza รจ che questo abbia dato e dia alle persone un maggior potere di contrattazione e che porti a un ripensamento generale delle modalitร di organizzazione del lavoro, sia da parte della societร che dei lavoratori.
La pandemia e le restrizioni hanno inoltre evidenziato la qualitร transnazionale della catena di approvvigionamento delle merci e di forza lavoro, attraverso i confini esterni dellโUE, ma anche al suo interno. Quello che speriamo – ma si tratta di una visione molto ottimista – รจ che questo porti a un ripensamento strutturale di questioni come lโimmigrazione e le politiche migratorie, ma anche a livello di consapevolezza collettiva. Il livello europeo e transnazionale puรฒ essere un luogo di contestazione in grado di influire realmente sulle nostre vite: le risorse ci sono, la consapevolezza cโรจ, la crisi cโรจ. E le esperienze reali delle persone – quelle negative, legate allโessere stati esposti al CoVid19, allโaver dovuto lavorare in condizioni non sicure, allโessere pagati con salari da sfruttamento – stanno fungendo da fattore motivante.
Quindi anche le motivazioni ci sono, le motivazioni per cambiare, per ripensare al sistema e alle modalitร di azione in questo mondo; cโรจ di fatto uno spazio, a livello europeo, per azioni collettive e contestazioni transnazionali.
Il supporto della Commissione europea per la produzione di questa pubblicazione non costituisce un endorsement dei contenuti che riflettono solo le opinioni degli autori. La Commissione non puรฒ essere ritenuta responsabile per qualsiasi uso che possa essere fatto delle informazioni in essa contenute. Vai alla pagina del progetto Trapoco
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