Più treni, meno emissioni
GiĆ oggi i treni offrono unāalternativa ragionevole per circa metĆ delle rotte aeree a corto raggio più intensamente utilizzate in Europa. Ulteriori miglioramenti e incentivi potrebbero portare a ridurre le emissioni di CO2 legate ai trasporti. Uno studio firmato Greenpeace-OBC Transeuropa

Piu-treni-meno-emissioni
Ā© mentalmind/Shutterstock
CāĆØ un modo piuttosto semplice con cui gli europei potrebbero diminuire le loro emissioni di CO2: prendere più spesso il treno invece dellāaereo per spostarsi allāinterno del continente ā o rendere più semplice e conveniente farlo. La rete ferroviaria europea ĆØ densa e in molti paesi relativamente veloce, e giĆ oggi offre unāalternativa ragionevole per circa metĆ delle rotte aeree a corto raggio più intensamente utilizzate.
Lasciando da parte le rotte che puntano a isole non raggiungibili con la ferrovia, uno studio che abbiamo realizzato per Greenpeace mostra che per il 34% delle 150 principali tratte aeree a corto raggio allāinterno dellāUnione europea esiste unāalternativa via treno che impiega meno di 6 ore a collegare le due cittĆ interessate. Tra le tratte che richiedono più di 6 ore, circa un quarto sono coperte da treni notte diretti o che impiegano meno di 12 ore. Allargando lo sguardo anche oltre i confini dellāUE, percentuali simili valgono per le 250 principali tratte aeree a corto raggio in Europa che dispongono almeno teoricamente di unāalternativa ferroviaria.
Se i passeggeri iniziassero davvero a usare il treno invece dellāaereo su queste tratte, i voli in Europa trasporterebbero 54 milioni di persone in meno ogni anno, per un risparmio di CO2 pari a 3,5 milioni di tonnellate. Ć la quantitĆ di gas serra analoga a quella prodotta dai consumi energetici annuali di 2,3 milioni di famiglie.
Verificando durata, itinerario e distanza delle possibili alternative via treno ai voli più gettonati, appare chiaro che in molti casi usare la ferrovia può davvero costituire un’opzione plausibile ā soprattutto se si intervenisse per migliorare i collegamenti e gli snodi più critici. Per lā84% dei voli considerati ĆØ possibile percorrere in giornata la stessa tratta via treno, e questo vale anche per tratte apparentemente molto distanti, come Amsterdam-Madrid, Roma-Bruxelles o Parigi-Varsavia. Nellā82% dei casi esistono treni diretti tra la cittĆ di partenza e quella di destinazione, o sono comunque sufficienti 1 o al massimo 2 cambi.
Certo, ci sono anche casi in Europa dove il treno non costituirĆ mai unāalternativa allāaereo ā a meno di non prevedere qualche tipo di combinazione con i traghetti. Oltre alla maggior parte delle isole, ĆØ questo ad esempio il caso di cittĆ separate da un mare, come accade per le tratte Roma-Atene o Helsinki-Stoccolma.
Miglioramenti necessari
BenchĆ© in alcuni casi siano giĆ almeno teoricamente competitivi coi collegamenti aerei, i collegamenti ferroviari allāinterno dellāEuropa potrebbero essere migliorati in vari punti.
Ad esempio, tra Vienna e Bucarest esiste un treno diretto, ma si muove a una media di 55 km/h e impiega oltre 19 ore per giungere a destinazione. In altri casi sono i tempi di attesa nelle stazioni intermedie ad allungare il viaggio a dismisura: Milano e Vienna sono relativamente vicine, ma occorre cambiare 4 volte per spostarsi dallāuna allāaltra in treno la mattina ā una situazione simile a quella che si ritrova tra Amsterdam e Copenhagen.
Con miglioramenti infrastrutturali, o anche solo con lāintroduzione di nuovi collegamenti sulla rete esistente e una migliore pianificazione degli orari, una quota ulteriore di collegamenti ferroviari potrebbe insomma diventare competitiva con le corrispondenti tratte aeree.
Sarebbe particolarmente importante intervenire su alcune linee e snodi ferroviari strategici. Ad esempio, moltissime alternative alle principali tratte aeree interne allāUnione europea passano dalla linea Parigi-Barcellona. Eppure prima della pandemia esistevano solo 3 treni diretti al giorno tra le due cittĆ , ora ridotti a due, e nessun treno notte diretto. Dāaltra parte, in alcuni casi occorre passare da Parigi per andare dallāItalia alla Spagna o dalla Spagna alla Germania solo perchĆ© i collegamenti ferroviari nella regione alpina sono poco serviti. Ad esempio, dei buoni collegamenti tra Marsiglia e Milano o tra Lione e Basilea potrebbero rivelarsi molto preziosi.
Mentre allāinterno dei singoli stati i treni costituiscono giĆ unāalternativa molto valida agli aerei ā perlomeno nei paesi con reti ferroviarie veloci ā i collegamenti internazionaliĀ costituiscono uno dei principali punti deboli dellāofferta ferroviaria attuale in Europa, dato che si appoggiano solo su poche linee e spesso prevedono pochi treni al giorno.
Un altro punto debole sono i treni notte, che permetterebbero alla ferrovia di competere con gli aerei su tratte più lunghe. Esiste solo una manciata di treni notte allāinterno dellāUnione europea, e con lo scoppio della pandemia sono stati soppressi alcuni tra quelli che erano più importanti nellāoffrire unāalternativa ai voli aerei, come il Venezia-Milano-Parigi.
Infine, ĆØ verosimile che almeno una parte delle persone che usano lāaereo per spostarsi tra due cittĆ vicine e ben servite da treni lo faccia in realtĆ per fare scalo e imbarcarsi su un altro volo: per offrire unāalternativa reale a questi passeggeri non bastano buoni collegamenti ferroviari tra le due cittĆ , ma servono anche collegamenti diretti o rapidi con i grandi aeroporti, che finora sono piuttosto rari in Europa.
Scenari per il futuro
Nei prossimi anni saranno sempre di più i treni che, almeno sulla carta, offriranno una buona alternativa ai voli interni in Europa, grazie allāintroduzione di una serie di nuovi treni notte internazionali e al completamento di alcuni grossi interventi di miglioramento sulla rete, come il Tunnel di Base del Brennero.
Occorreranno però misure aggiuntive affinchĆ© il traffico dei passeggeri si sposti davvero sulle rotaie e diminuiscano di conseguenza le emissioni di CO2 legate ai trasporti. Una strada possibile ĆØ la soppressione dei voli a corto raggio, di cui si ĆØ iniziato a discutere in Francia , Austria e Belgio. Ad esempio, Greenpeace chiede allāUnione europea di chiudere le tratte aeree per cui esiste unāalternativa via treno che impiega meno di 6 ore.
ServirĆ però senzāaltro intervenire anche sui prezzi, che sono tra i fattori che più hanno spinto i passeggeri verso gli aerei nello scorso ventennio. Da un lato le autoritĆ potrebbero sovvenzionare il trasporto ferroviario e incentivare la concorrenza tra gli operatori, dallāaltro potrebbero tassare maggiormente il trasporto aereo.
In evidenza
- JanŔa e antijanŔismo
- LibertĆ dei media











