Darina Eradze (foto O. Krikorian)

Darina Eradze (foto O. Krikorian)

In Georgia ci sono vari centri e servizi di assistenza per i minori, ma quando i bambini diventano adulti non sono pronti per vivere in modo indipendente nella società. ChildPact si occupa di loro

23/06/2016 -  Onnik Krikorian Tbilisi

Darina Eradze aveva solo undici anni quando sua madre non ha avuto altra scelta che inserirla in un centro di assistenza. Dopo anni di convivenza con un padre che aveva problemi psicologici, Darina dice che lei e suo fratello venivano picchiati quasi ogni giorno. La situazione è peggiorata ulteriormente quando dopo aver ipotecato la loro casa per un prestito di affari, suo padre l’ha persa, e la famiglia è stata sfrattata. Il padre dormiva nei parchi, mentre Darina e il resto della sua famiglia hanno dovuto cercare riparo in edifici abbandonati.

Oggi, Darina ha 19 anni ed è una giovane piena di fiducia e intelligente, grazie al sostegno ricevuto da varie organizzazioni non governative che formano la sezione di ChildPact in Georgia, la Coalizione Georgiana per l'Infanzia e la Gioventù. La coalizione è stata costituita nel 2012, e oggi è composta da una rete di una cinquantina di Ong. Darina è particolarmente grata alla Caritas e alla Ong Our Home Georgia, nonché la Fondazione Natakhtari, un fondo caritatevole stabilito da una delle principali società di bevande della Georgia.

"Quando avevo 15 anni, ho iniziato a pensare a cosa fare nella vita ed ho deciso di studiare psicologia", spiega Darina. "Ma da quando ho compiuto 18 anni, non potevo più vivere con la Caritas. Così l’ong Our Home Georgia e la Fondazione Natakhtari hanno coperto il costo dell’affitto di un appartamento per il primo anno. Hanno anche pagato per un insegnante di matematica. Ora, un'altra Ong mi aiuta, ma senza quella prima assistenza non sarei stata in grado di studiare per diventare psicologa, per poter aiutare i bambini con problemi simili ai miei".

Infatti, coloro che sono coinvolti nelle questioni di tutela dei minori in Georgia sottolineano che, mentre ci sono molti servizi di assistenza per i beneficiari di età inferiore ai 18 anni, i problemi veri emergono una volta che i minori diventano adulti. Inoltre, spiega Darina, gli stereotipi persistono. "Alcuni genitori non vogliono nemmeno che i loro figli studino con quelli che provengono dagli istituti", dice. "Voglio cambiare questa situazione e aiutare i bambini a trovare il loro posto nella società."

Nonostante questi stereotipi persistenti, la Georgia ha comunque fatto notevoli progressi nel ridurre il numero di bambini che vivono in centri di assistenza, da oltre 5.000 nel 2005 a poche centinaia oggi. Il numero di istituzioni statali è stato ridotto da 49 a 3. Attualmente ci sono 930 bambini in affidamento, 340 in piccoli gruppi di case, 340 in istituto, e anche alcuni ospitati da istituzioni gestite dal Patriarcato georgiano. Ma anche in questa situazione, come sottolineato da un report della Coalizione Georgiana per il benessere infantile e giovanile, circa 35-45 bambini compiono 18 anni ogni anno, e da allora si trovano senza sostegno sociale, opportunità di formazione, residenza permanente o lavoro.

Sono molte le Ong consapevoli di questo problema e che offrono alcuni servizi a bambini e giovani adulti, come Darina, e questa è una questione che la sezione di ChildPact Georgia  è pronta ad affrontare, in collaborazione con le autorità, per trovare soluzioni a lungo termine. La Coalizione per l'infanzia e la Gioventù Georgiana è una rete adatta a svolgere questo lavoro.

Marina Menteshashvili è responsabile dei progetti a World Vision e membro del working group della Coalizione Georgiana per l'Infanzia e la Gioventù che si occupa del tema “Lasciando i centri di assistenza”, uno dei quattro argomenti chiave sul quale la rete si concentra. Il problema, dice, è significativo, perché quando gli adolescenti lasciano l’assistenza, sono spesso carenti delle competenze di vita e delle reti sociali necessarie per avere una vita indipendente. "C'è il rischio che alcuni finiscano nel furto e nella prostituzione, mentre altri rischiano di finire vittime del trafficking," dice Menteshashvili.

La speranza all’orizzonte

L’Ong SOS Villaggi dei Bambini in Georgia, un altro membro della Coalizione Georgiana per l'Infanzia e la Gioventù e presidente del gruppo tematico “Lasciando i centri di assistenza”, è particolarmente prolifica in questo settore. Oltre il sessanta per cento dei bambini sotto la loro cura ha ricevuto una formazione professionale, e il 34% di loro è entrato in percorsi di istruzione superiore. E anche se il tasso di occupazione di quelli che lasciano l’assistenza è del 42%, il 26% ha un reddito superiore al salario minimo e solo il 17% vive in alloggi inadeguati.

L’Ong Our Home Georgia, fondata nel 2011, sta lavorando incessantemente per raggiungere livelli simili, e in particolare in cooperazione con la Fondazione Natakhtari, che l'anno scorso ha guadagnato 161.313 GEL (€ 67.522) dalla vendita di limonate per il sostegno di 163 adolescenti.

"Natakhtari ha deciso di fare della responsabilità sociale una priorità e ci ha contattato per una consulenza", dice, Manana Omarashvili, della Ong Our Home Georgia. "Ci hanno chiesto qual è la lacuna principale nel sistema di protezione del bambino, e abbiamo risposto con lo sviluppo del concetto di una vita indipendente. A loro è piaciuto e abbiamo iniziato a lavorare insieme. Siamo ora supportati da loro e forniamo servizi ai bambini di età compresa tra 15-18 anni che vivono in case per piccoli gruppi, così come coloro che hanno lasciato i centri di assistenza e sono adulti".

"Questo è di vitale importanza," continua Omarashvili, soprattutto perché non ci sono ancora disposizioni di legge per l'organizzazione dei servizi post-assistenza o supporto per chi ha lasciato i centri di assistenza. "Dopo che l’assistenza dello stato è terminata, i bambini che vivevano in case per gruppi o con famiglie affidatarie hanno bisogno di sostegno. Non sono pronti per la vita indipendente. Hanno bisogno di professioni, alloggio e abilità sociali".

Mirela Oprea, segretaria generale di ChildPact, dice che  "la creazione di un quadro nazionale per migliorare questa situazione è esattamente ciò a cui la coalizione sta lavorando. La Coalizione Georgiana per l'Infanzia e la Gioventù è ancora molto giovane, ma crediamo che parlare con una voce unitaria dia più forza alle organizzazioni della società civile che lavorano in questo campo, e porterà a cambiamenti positivi attraverso un gran numero di settori di intervento.”

Onnik James Krikorian è un giornalista britannico che lavora con il ChildPact, una coalizione di Ong regionale di protezione ai bambini della regione del Mar Nero, per aumentare la consapevolezza dei problemi riguardanti la protezione dell'infanzia in Armenia e in Georgia.


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