Società civile

In Serbia come in Sudafrica: una Commissione per la Verità e la Riconciliazione

25/02/2002 -  Anonymous User

Inizia i suoi lavori la Commissione per la Verità e la Riconciliazione voluta da Kostunica. In un momento certo non facile ma significativo: i primi intensi giorni del processo a Slobodan Milosevic.

Croazia: obiettori di coscienza e servizio civile

22/02/2002 -  Anonymous User

Quando si parla di diritto all'obiezione di coscienza, fra tutti gli stati nati dalla dissoluzione della ex Jugoslavia la Croazia costituisce un caso unico. Durante la guerra, tra il 1991 e il 1995, la Croazia riconosceva infatti il diritto all'obiezione di coscienza e introduceva una forma nazionale di servizio civile. Traduziuone a cura di Federica Filippi.

In edicola: la strada per Istambul

20/02/2002 -  Anonymous User

Altan, Paolo Rumiz ed Emilio Rigatti

Macedonia: nuova difesa e nuove speranze per gli obiettori

19/02/2002 -  Dejan Georgievski Skopje

Alcune indicazioni sulla nuova difesa militare macedone e sulla nuova legge che regola, ancora in modo non adeguato, il diritto all'obiezione di coscienza.

Servizio civile e militare: situazione in cambiamento in Serbia

18/02/2002 -  Ada SoštarićMihailo Antović Belgrado e Nis

Un rapido sguardo ad una delle questioni più controverse nonché tema di dibattito in Serbia in questi giorni: servizio civile e servizio militare. A cura di Ada Sostaric e Mihailo Antovic.
Nella Repubblica Federale di Jugoslavia (FRJ) svolgere il servizio civile è possibile, ma impraticabile in realtà. La FRJ, e soprattutto la Serbia, è sempre stata una società piuttosto patriarcale, in parte a causa della sua peculiare collocazione geografica e delle circostanze storiche che spesso l'hanno condotta a guerre e conflitti. Quindi, tradizionalmente il servizio militare era considerato un atto di onore, raramente messo in discussione o evitato, ad eccezione di un'esigua minoranza di intellettuali e attivisti per i diritti umani. Dagli anni Novanta tuttavia, con la guerra e la distruzione della ex-Jugoslavia, la percezione sta lentamente cambiando.
La recente eredità della guerra costituisce oggi per l' esercito jugoslavo un problema a più livelli.
A livello 'micro' i giovani uomini coscritti oggi sono poco entusiasti di dare un anno della propria vita alla 'patria' e cercano di evitarlo, lasciando la Serbia per l'estero o simulando malattie e invalidità. Per sfuggire al reclutamento i più istruiti scelgono di svolgere all'estero i propri studi post-laurea, poiché in caso di ritorno in patria fino ai 35 anni sarebbero reclutabili (il limite ordinario è invece di 27 anni). Ciò implica anche un problema di 'fuga di cervelli' dalla Serbia. Effettivamente, le condizioni in cui si svolge il servizio militare sono pessime: si è lontani da casa, i compiti sono piuttosto duri, il cibo scarseggia e, non ultimo, si è costretti a sorbire le lezioni degli ufficiali più vecchi, convinti di vivere ancora nel pieno dell'era comunista.
A livello 'macro', l'esercito è in grosse difficoltà economiche, nonostante il 70% del budget delle Federazione Jugoslava venga destinato alle spese militari. L'equipaggiamento è antiquato, il cibo spesso è scarso o di pessima qualità. L'ultima generazione di soldati di leva (da giugno ad oggi) ha ricevuto continue licenze per l'impossibilità dell'esercito di garantire condizioni di vita decorose. Politicamente, l'esercito sembra ricevere pressioni dall'esterno e dall'interno: da un lato si rendono necessari adeguamenti strutturali agli standard europei per inserirsi nel contesto internazionale (timidamente cominciati due settimane fa, con il pensionamento forzato di un terzo dei generali), come la riduzione della durata del servizio civile e la parziale professionalizzazione dell'esercito; dall'altro molti politici (ad esempio, Djindjic) considerano un retaggio del tempo passato l'esistenza di un esercito di grandi dimensioni, che richiede ingenti e ingiustificabili risorse economche.
Infine, gruppi di attivisti per i diritti umani fanno pressione affinchè la sfera militare venga posta sotto il controllo di istituzioni civili, la durata del servizio militare sia ridotta e la possibilità di svolgere il servizio civile sia offerta ai giovani maschi.
Una grossa copertura mediatica è stata data alla recente proposta di cambiamento della legge federale sull'esercito jugoslavo, presentata dallo YUCOM, il Comitato di giuristi yugoslavi per i diritti umani. Nel decennio precedente il servizio militare durava 12 mesi (in guerra spesso prolungati a 14-15, se si era così fortunati da sopravvivere), laddove lo pseudo servizio civile durava 24 mesi. 'Pseudo' perché la definizione era quella di "servizio senz'armi", svolto all'interno e sotto la giurisdizione delle istituzioni militari. Questa opzione era fortemente osteggiata dai militari e quei pochi ai quali veniva garantita, in base a motivi religiosi o morali, erano mandati per due anni nei luoghi montani più remoti. Da qui nasce la richiesta di riforma dello YUCOM, supportata da 30.000 firme di cittadini, raccolte in 14 città serbe, presentata nel dicembre 2001. Il nucleo della rivendicazione riguardava il riconoscimento dell'obiezione di coscienza come diritto umano fondamentale, l'equiparazione a 7 mesi di durata per il servizio civile e militare, lo svolgimento del servizio civile nel luogo di residenza e, soprattutto, presso istituzioni civili e sociali (organizzazioni non governative e umanitarie) anziché come servizio militare senz'armi. La proposta è stata rifiutata dal parlamento e dal governo jugoslavo.
Ma data la pressione dell'opinione pubblica, e nonostante le resistenze dell'apparato militare, sempre in dicembre, è stata approvata la riduzione della durata del servizio militare da 12 a 9 mesi. Il servizio civile avrebbe dovuto essere portato da 24 a 18 mesi, ma, grazie alla continua pressione di gruppi di attivisti serbi e stranieri (a questo proposito, ricordiamo che nel settembre 2001 l'EBCO, European Bureau for Conscientious Objection, ha organizzato proprio a Belgrado un seminario sull'obiezione di coscienza nei Balcani, al fine di supportare le istanze della società civile pacifista locale), è stato ridotto a 13. Nessun altro cambiamento è stato legiferato, a causa dei diversi punti di vista all'interno della coalizione al governo. Non è stato reso pubblico su quali questioni vi siano divergenze.
Presumibilmente, il servizio civile sarà consentito a chi si dichiara obiettore di coscienza per ragioni morali e sarà svolto al di fuori delle istituzioni militari (fonte: Radio B92, Dicembre 2001). La possibilità di pagare per evitare di prestare servizio di leva, più volte menzionata negli ultimi mesi, è stata rifiutata come 'incostituzionale'. Alcune fonti riportano poi che il limite d'età per essere reclutati sarà elevato dagli attuali 27 a 30 anni di età, ma l'attendibilità di questa informazione sarà verificata quando la proposta di legge tornerà in Parlamento, nella prima metà del 2002.
In questo quadro, non bisogna però dimenticare gli esiti di un opinion poll condotto dall'Agency Strategic Marketing, effettuato intervistando 1537 cittadini serbi adulti, secondo cui, da dicembre 2000 a dicembre 2001, la percentuale di coloro i quali pensano che la Serbia debba proteggere i propri interessi entrando nella Nato è scesa dal 14 al 7 %, mentre il 26%, contro il 17% di un anno prima, ritiene importante che la Serbia abbia un forte esercito.
In apparenza non molto sembra cambiato nell'esercito jugoslavo, che rimane l'istituzione più chiusa e riottosa al cambiamento in Serbia. Ma la sua apertura e trasformazione sembra inevitabile nei mesi e negli anni a venire. La nuova legge, in attesa di esame quest'anno, farà chiarezza su molte cose.

Vedi anche:

Esercito Jugoslavo

www.yucom.org.yu

EBCO

Radio B92

Serbia: contrasto di opinioni sulla globalizzazione

13/02/2002 -  Anonymous User

I temi della globalizzazione occupano poco spazio sui media serbi. Viene dato più spazio al World Economic Forum di New York che al World Social Forum di Porto Alegre, ed inoltre, tra le stesse ONG il Balkan Social Forum di Kraljevo addirittura non è nemmeno conosciuto. (testo in inglese)

La Carta del nuovo municipio

12/02/2002 -  Anonymous User

Chi si è occupato in questi anni di cooperazione decentrata allo sviluppo nei Balcani e di cooperazione in generale non ha potuto eludere la questione dello sviluppo locale. Cruciale anche in un'ottica di integrazione europea sostenibile e dal basso.

Globalizzazione in Macedonia: uno

12/02/2002 -  Anonymous User

Globalizzazione in Macedonia: uno "splendido nuovo mondo". Il dibattito sulla globalizzazione non sembra aver molto peso in Macedonia, alcuni sono favorevoli altri contrari, ma in pochi hanno le idee chiare su cosa significhi la globalizzazione. Il nostro corrispondente da Skopje ha discusso con alcuni docenti e giornalisti su questi temi.

L'Helsinki Committee bosniaco si spacca sugli algerini

11/02/2002 -  Anonymous User

I maggiori rappresentanti del Comitato di Helsinki bosniaco si scontrano. Il governo bosniaco ha violato o meno i diritti dei cittadini algerini consegnati agli USA?

Globalizzazione in Serbia: parla Andrej Grubacic del Balkan Social Forum

11/02/2002 -  Anonymous User

Un'interessante intervista con uno dei protagonisti del movimento anti-globalizzazione jugoslavo. Andrej Grubacic traccia alcune linee di comprensione di quelli che sono i maggiori pericoli per un paese che si sta aprendo e svendendo ai nuovi partner strategici, senza mancare di fornire suggerimenti per promuovere una globalizzazione dal basso. Andrej è stato a Porto Alegre, invitato da Le Monde Diplomatique. Prossimamente continueremo ad approfondire il tema con una rassegna sui lavori del World Social Forum visti dai Balcani. (testo in inglese)

Macedonia: difficile e pericoloso denunciare i diritti umani violati

11/02/2002 -  Anonymous User

La relazione, curata dal Comitato di Helsinki-Macedonia, sul rispetto dei diritti umani nel Paese, ha subito una dura campagna denigratoria. Sotto accusa Mirjana Najcevska, direttrice della sezione Macedone del Comitato di Helsinki. Un'intervista.

Quanto navigano le ONG balcaniche?

07/02/2002 -  Anonymous User

OneWorld International (portale interculturale per lo sviluppo umano sostenibile) in collaborazione con l'Open Society Institute, ha promosso una ricerca sull'uso di internet e delle relative tecnologie di comunicazione tra le ONG del sud est Europa.

Agenzie per la Democrazia locale a Trento

06/02/2002 -  Anonymous User

Si riunirà a Trento il 15 febbraio prossimo il Consiglio Direttivo dell'Associazione delle Agenzie per la Democrazia locale.

I Balcani a Porto Alegre: perché la globalizzazione non è solo nord-sud

04/02/2002 -  Anonymous User

Anche alcuni rappresentanti del sud est Europa al Forum Social Mundial in Brasile.

Il ruolo delle ONG nel decentramento albanese

01/02/2002 -  Claudio Bazzocchi

Si è tenuto a Roma il 25 gennaio, organizzato dal CeSPI, un seminario su "Decentramento e ricostruzione in Albania". Hanno partecipato i rappresentanti di Enti Locali, ONG, del Ministero Affari Esteri e dell'Organizzazione Internazionale delle Migrazioni

Federazione Jugoslava: comunità religiose, riconciliazione, tolleranza

29/01/2002 -  Anonymous User

A Belgrado una tavola rotonda. Vi hanno partecipato rappresentanti delle comunità religiose del sud est Europa. Ora a disposizione la Dichiarazione finale.

A Sarajevo si manifesta per l'obiezione di coscienza

28/01/2002 -  Anonymous User

In Bosnia Erzegovina non è ancora possibile per un giovane optare per il servizio civile. In questi ultimi anni se ne è iniziato a parlare. Ecco i primi risultati.

Balkan Social Forum

25/01/2002 -  Davide Sighele

In un incontro a Kraljevo, lo scorso dicembre, si sono poste le basi per un Social Forum dei Balcani. Qui di seguito un reportage di Davide Sighele ed alcune fotografie di Andrea Pandini. Il reportage è stato pubblicato su Carta di questa settimana

Serbia: basta con il linguaggio dell'odio

24/01/2002 -  Anonymous User

Il ministro degli esteri Svilanovic denuncia il ritorno di un linguaggio nazionalista. "Come se ci fossimo dimenticati a cosa ha portato in questi anni l'odio nei confronti della altre nazionalità". Sotto accusa il silenzio di Dindic e Kostunica.

Protezione delle minoranze: ruolo delle comunità locali

17/01/2002 -  Anonymous User

L'ADL di Zavidovici organizza per sabato 26 gennaio a Žepče, BiH, un seminario dal titolo "La attuazione della Convenzione Quadro per la Protezione delle Minoranze Nazionali in Bosnia Erzegovina: il ruolo delle comunità locali".

Albania: gli intellettuali "mettono in castigo" la classe politica

17/01/2002 -  Anonymous User

Un lettera-denuncia di 36 intellettuali contro i politici albanesi. "Così si rischia di perdere il treno dell' integrazione europea".

Il nuovo Islam balcanico

16/01/2002 -  Luisa Chiodi

Intervista a Nathalie Clayer, curatrice con Xavier Bougarel del libro: Le nouvel Islam balkanique, (2001), Maisonneuve e Larose. Nathalie Clayer è ricercatrice del CNRS Laboratorio di studi turchi ed ottomani di Parigi,

Islam e Balcani: al di là dei luoghi comuni

16/01/2002 -  Luisa Chiodi

Pubblichiamo un'interessante recensione di Luisa Chiodi al libro Le Nouvelle Islam balkanique. Les musulmans, acteurs du post-communisme 1990-2000, con un'intervista all'autrice.

Serbia: il parlamento apre al pubblico

15/01/2002 -  Anonymous User

Il parlamento serbo apre al pubblico. ONG, associazioni e gruppi studenteschi potranno seguire i lavori dei parlamentari. I primi a farlo saranno i membri di Otpor.

Il ruolo di ONG e società civile nell'integrazione europea

07/01/2002 -  Claudio Bazzocchi

L'integrazione europea non è un affare solo di governi e stati. E' una sfida che appartiene a tutte le forze sociali, perché è in gioco il futuro stesso di tutta l'Europa e del Mediterraneo.

Religione, fede, nazione... conflitto

02/01/2002 -  Anonymous User

Una rassegna sulle relazioni tra le confessioni religiose e la politica nell'intricato contesto bosniaco.

Annuario di Pace

01/01/2002 -  Anonymous User

Pubblicato un annuario sulle vicende di pace e di guerra ordinate in sequenza cronologica. lo ha curato la Fondazione Venezia per la Ricerca sulla Pace

Dichiarazione di Belgrado

01/01/2002 -  Anonymous User

On the role of religious communities and on religion freedoms in a democratic society

La Chiesa ortodossa serba nell'ultimo decennio

27/12/2001 -  Anonymous User

Un'intervista con Cedomir Cupic, Professore di antropologia politica e sociologia, presso la Facoltà di Scienze politiche di Belgrado.
...in the future he hopes the streams dominating in the SPC will be much more open to co-operation, and have much more understanding and tolerance towards the others...

Nasce un Social Forum dei Balcani

27/12/2001 -  Anonymous User

Il 21, 22, 23 dicembre si sono incontrati a Kraljevo, centro della Serbia, associazioni e gruppi provenienti da tutti i Balcani. Per discutere di globalizzazione e per creare un Social Forum del sud est Europa.