Il progetto DJAS (Sfera pubblica digitale: il giornalismo nell’era della sorveglianza) esplora l’impatto della società della sorveglianza sul giornalismo italiano. Per società della sorveglianza si intende un contesto sociale, politico ed economico, dove pratiche e tecnologie di raccolta di informazioni, in particolare digitali, si moltiplicano e diventano pervasive. Queste possono assumere forme trasparenti, opache oppure intrusive, e vanno dalla raccolta e trattamento dei dati dietro esplicito consenso, all’uso di programmi malevoli per introdursi nei dispositivi digitali come laptop e smartphone.

Queste pratiche e tecnologie alterano il contesto e l’ambiente in cui i giornalisti operano e spesso minacciano la sicurezza del loro lavoro così come quella delle loro fonti, della loro persona e dei loro cari.

Al tempo stesso, rappresentano anche una nuova opportunità che i giornalisti hanno cominciato a utilizzare per integrare e potenziare il proprio lavoro, come l’uso di droni, strumenti satellitari o di estrazione dei dati da Internet e social media.

DJAS vuole quindi stimolare la comunità giornalistica italiana a una riflessione sui cambiamenti che la società della sorveglianza sta introducendo per mezzo di un percorso che coinvolga anche istituzioni, enti e organizzazioni professionali, fino a un coinvolgimento del pubblico stesso. L’obiettivo è spingere il giornalismo italiano verso una maggiore consapevolezza di questi fenomeni e, di conseguenza, a dotarsi di strumenti di critica e di difesa, nonché di un proprio codice etico e deontologico che risponda al mutato contesto. In definitiva, ad affinare la capacità di raccontare al pubblico le grandi trasformazioni che la società della sorveglianza introduce nelle nostre vite.

 

PARLAMENTO EUROPEO Sorveglianza e abusi: una commissione d’inchiesta del Parlamento UE per fare luce sullo scandalo Pegasus

Rossella Vignola | 25/3/2022

Il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza l’istituzione di una commissione d’inchiesta per fare luce sull’abuso di Pegasus e altri strumenti di sorveglianza digitale ai danni di giornalisti, voci critiche e figure di opposizione nei paesi dell’Unione europea

MEDIA Un dialogo sul giornalismo nell’era della sorveglianza

Dimitri BettoniFederico Caruso | 22/3/2022

Dall'inchiesta sullo spyware Pegasus alla sorveglianza di massa: un dialogo con il ricercatore Philip Di Salvo per capire l'impatto delle nuove tecnologie per tutti coloro che sono coinvolti nel giornalismo e non solo

Un'introduzione al tema del giornalismo e della sorveglianza

Nell'ambito della collaborazione DJAS-Panelfit, un dibattito con lo studioso Philip Di Salvo intorno ai principali temi del giornalismo e della tecnologia di sorveglianza digitale.

Dibattito sul caso Pegasus: l'impatto degli spyware sul giornalismo, le normative europee sulla tecnologia dual use e il futuro dell'industria della sorveglianza.

Nell'ambito della collaborazione DJAS-MFRR, questo primo episodio di una nuova serie di podcast esplora l'uso di questa tecnologia spyware e pone nuove domande in tema di  sicurezza dei giornalisti e riservatezza delle fonti. Jamie Wiseman, Europe Advocacy Officer presso l'International Press Institute (IPI), ha intervistato Stephanie Kirchgaessner, reporter principale del Guardian su Pegasus, e Dimitri Bettoni, ricercatore e coordinatore del progetto presso l'Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa, che fa parte di MFRR.

 

La sicurezza informatica nell'UE

Nell'ambito della collaborazione DJAS-Panelfit, un ciclo di conferenze online co-organizzato dai coordinatori dei due progetti DJAS - PANELFIT di OBCT. In questo episodio, ci focalizziamo sulla sicurezza informatica. Un'indagine giornalistica internazionale ha messo in luce la minaccia alla democrazia rappresentata dagli attacchi di spionaggio.

Global democracy under cyber attack – the Pegasus Project and EU’s cybersecurity strategies

Il progetto DJAS è co-finanziato da Open Society Institute in cooperazione con OSIFE/Open Society Foundations. La responsabilità dei contenuti di questa pubblicazione è esclusivamente di Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa.

Questo progetto ha ricevuto finanziamenti dal programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 dell'Unione europea in virtù della convenzione di sovvenzione Marie Skłodowska-Curie n. 765140.