Montenegro: il servizio pubblico (non) รจ al servizio dei cittadini

La recente rimozione della direttrice generale dellโ€™emittente pubblica Andrijana Kadija ha riaperto la questione del servizio pubblico nel paese

22/06/2018, Damira Kalaฤ Podgorica

โ€œPerchรฉ nel Dnevnik 2, il principale telegiornale della TVCG (la televisione pubblica montenegrina), รจ stato trasmesso un servizio in cui si vede un deputato del partito di governo che si mette le dita nel naso?โ€; โ€œPerchรฉ i cameramen della TVCG riprendono sempre il leader del Partito democratico dei socialisti (DPS) e presidente della Repubblica Milo ฤukanoviฤ‡ da angolazioni da cui appare piรน alto di quanto non lo sia effettivamente, mentre i leader dellโ€™opposizione vengono sempre ripresi in un ambiente buio o allโ€™ombra?โ€

Queste domande โ€“ come ricorda il giornalista ed editorialista del quotidiano Vijesti Vladan ลฝugiฤ‡ โ€“ sono state sollevate circa 15 anni fa da alcuni deputati del parlamento montenegrino e dai membri del Consiglio di amministrazione della TVCG durante una riunione del gruppo di lavoro per lโ€™elaborazione della riforma della legislazione sui media, a cui hanno partecipato anche esperti di media del Consiglio dโ€™Europa e di altre organizzazioni internazionali.

Nonostante oggi lโ€™emittente pubblica montenegrina (RTCG) sia formalmente indipendente dal potere politico, il comportamento dei membri del Consiglio della RTCG ricorda molto quello di coloro che sedevano al loro posto 15 anni fa. Per cui nessuna sorpresa se il servizio pubblico continua a non adempiere alla sua funzione principale, quella di servire lโ€™interesse pubblico.

Attacco alla libertร  e allโ€™indipendenza dei media

Il Consiglio della RTCG ha recentemente votato a favore della rimozione della direttrice generale dellโ€™emittente pubblica Andrijana Kadija dal suo incarico. A sollecitare la sua destituzione sono stati alcuni membri del Consiglio noti per i loro stretti legami con la leadership del DPS: Mimo Draลกkoviฤ‡, presente ad ogni comizio politico del DPS; Slobo Pajoviฤ‡, deputato del parlamento eletto nelle fila del DPS; Ivan Jovetiฤ‡, membro di un comitato fondato dal DPS; e Goran Sekuloviฤ‡, autore di quattro libri che elogiano i successi politici di Milo ฤukanoviฤ‡.

Dopo la rimozione di Andrijana Kadija, come direttore pro tempore della RTCG รจ stato nominato Boลพidar ล undiฤ‡ che, subito dopo lโ€™assunzione dellโ€™incarico, ha avviato la procedura di destituzione del direttore della Tv pubblica Vladan Miฤ‡unoviฤ‡.

Il licenziamento di Andrijana Kadija รจ stato definito dalla Commissione europea, dal Dipartimento di Stato americano e dallโ€™Osce come un attacco alla libertร  e allโ€™indipendenza dei media montenegrini. I membri del Consiglio della RTCG hanno reagito alle critiche da parte della comunitร  internazionale dichiarando che lโ€™opinione pubblica internazionale non dispone di sufficienti informazioni al riguardo e che il loro obiettivo รจ quello di depoliticizzare il servizio pubblico e di introdurre standard professionali in conformitร  con i valori fondanti dellโ€™Unione europea.

Vladan ลฝugiฤ‡ non รจ per niente convinto di queste affermazioni. Stando alle sue parole, mentre da un lato rispondevano alle critiche di Bruxelles e Washington, i membri del Consiglio bollavano Andrijana Kadija e Vladan Miฤ‡unoviฤ‡ come โ€œtraditoriโ€ e istigatori di una โ€œguerra specialeโ€ contro il Montenegro.

โ€œQuesta non รจ altro che una ripetizione da pappagallo del linguaggio utilizzato da ฤukanoviฤ‡, che si rivolge in questo modo a chiunque la pensi diversamente da lui. Questa retorica e il coinvolgimento delle istituzioni che dovrebbero essere indipendenti โ€“ compresa lโ€™Agenzia per la prevenzione della corruzione, alcuni organi giudiziari e il parlamento โ€“ nei tentativi di piazzare nel Consiglio della RTCG persone che non sono altro che pedine al servizio del DPS, evidenziano due cose: il fatto che i politici montenegrini non capiscono lโ€™importanza della libertร  dei media, o semplicemente se ne fregano; e che tutte le riforme adottate in Montenegro negli ultimi dieci o quindici anni sono meramente cosmeticheโ€, spiega ลฝugiฤ‡.

Dal canone di abbonamento alle casse statali

Giร  nel 2009 il settimanale di Podgorica Monitor si era occupato della vicenda dellโ€™emittente pubblica โ€œostaggioโ€ della leadership al potere, ricordando diverse strategie con cui lo stato pretendeva di trasformare la RTCG in unโ€™emittente al servizio dei cittadini.

Cosรฌ nel 2002 รจ stata approvata la nuova legge sui media che prevedeva che lโ€™emittente pubblica venisse finanziata con i proventi del canone di abbonamento, in modo da liberarsi dalla dipendenza diretta dalle risorse statali. Tuttavia, i cittadini non erano soddisfatti del servizio pubblico e sul finire del 2008 il parlamento ha approvato le modifiche alla legge sul servizio radiotelevisivo pubblico, introducendo il finanziamento statale della RTCG.

โ€œIn Europa ciรฒ significherebbe che il servizio pubblico viene finanziato dai cittadini, in quanto contribuenti. In Montenegro, invece, significa che viene finanziato dal DPS. Cosรฌ รจ stato formalizzato quello che da sempre si sapeva: il fatto che la RTCG non รจ il servizio pubblico ma unโ€™emittente di statoโ€, scriveva allora Monitor, ricordando inoltre che solo il primo Consiglio della RTCG era stato eletto senza alcuna ingerenza del governo. I componenti del Consiglio venivano scelti tra i rappresentanti della societร  civile e il parlamento doveva solo confermare o meno le nomine.

Oggi invece, come succede ormai da anni, i membri del Consiglio vengono nominati dal parlamento, e la maggioranza parlamentare รจ costituita dai deputati eletti nelle fila del DPS.

La RTCG non รจ mai stata trasformata in un vero servizio pubblico, anche perchรฉ, come sostiene Vladan ลฝugiฤ‡, il Montenegro รจ โ€œuna democrazia di facciata che negli ultimi 10-15 anni, invece di progredire, รจ diventata proprietร  privata di Milo ฤukanoviฤ‡ e del DPSโ€.

Primi passi avanti, seppur non rivoluzionari

Come hanno notato molti osservatori, Andrija Kadija e Vladan Miฤ‡unoviฤ‡ non hanno fatto alcuna rivoluzione ma hanno intrapreso i primi passi verso la trasformazione della RTCG in unโ€™emittente in grado di offrire unโ€™informazione oggettiva e di operare nellโ€™interesse dei cittadini.

Anche Vladan ลฝugiฤ‡ รจ del parere che con lโ€™arrivo di Kadija e Miฤ‡unoviฤ‡ ai vertici della RTCG sia diminuita lโ€™ingerenza della politica sullโ€™operato dellโ€™emittente pubblica, che ha cominciato a dare piรน spazio alle problematiche che riguardano direttamente la vita quotidiana dei cittadini, abbandonando la prassi di aprire i principali telegiornali tessendo le lodi dei funzionari statali e quelli del DPS, e di mandare in onda le interviste in cui gli esponenti del governo si fanno le domande e si rispondono da soli.

Tuttavia, come ricorda ลฝugiฤ‡, la direzione di RTCG guidata da Kadija e Miฤ‡unoviฤ‡ รจ stata criticata anche dallโ€™opposizione.

โ€œCosรฌ ad esempio lโ€™emittente pubblica non ha riportato le dure critiche espresse da alcune organizzazioni non governative nei confronti del governo; una parte dellโ€™opposizione (la coalizione il Fronte democratico) si lamentava che non le veniva dato sufficiente spazio, mentre la dichiarazione di ฤukanoviฤ‡ โ€“ che aveva accusato il quotidiano Vijesti di essere โ€˜fascistaโ€™ solo perchรฉ ha scritto degli affari di suo figlio โ€“ รจ stata riportata solo una volta a elezioni presidenziali concluseโ€, spiega ลฝugiฤ‡, aggiungendo che le critiche provenienti da entrambi gli schieramenti politici โ€œsono forse la migliore prova del fatto che la nuova direzione dellโ€™emittente pubblica aveva intrapreso la strada giustaโ€.

Ma questo semplicemente non era accettabile per la leadership politica montenegrina, al potere ormai da trentโ€™anni, โ€œsia per il fatto che non sopporta alcuna critica, o per la preoccupazione che le trasmissioni dedicate ai problemi quotidiani dei cittadini montenegrini o al fenomeno della corruzione potessero danneggiarla politicamente, o per entrambe le coseโ€, dice ลฝugiฤ‡, secondo il quale il recente licenziamento della direttrice generale della RTCG รจ solo lโ€™ultimo atto di un lungo processo di disfacimento del servizio pubblico.

Stando alle sue parole, il governo montenegrino non capisce che nellโ€™epoca dei social media i fatti non possono essere nascosti.

โ€œIn mancanza di un serio dibattito sullโ€™emittente pubblica sulle problematiche che riguardano il sistema sanitario, lโ€™istruzione, lโ€™ambiente, la magistraturaโ€ฆ che potrebbe portare alla risoluzione di alcuni problemi, oggi assistiamo alla situazione in cui i social network sono inondati dalle richieste di aiuto finanziario per le cure mediche allโ€™estero, dalle storie di violenza tra coetanei, di devastazione delle foreste e delle coste, di distruzione del patrimonio culturale. Questo puรฒ rivelarsi un boomerang per la leadership al potere. Chiudere gli occhi di fronte ai problemi sempre piรน gravi che affliggono i cittadini si rivela sempre controproducenteโ€.

Nellโ€™aprile 2018 รจ stato stipulato un accordo tra il governo montenegrino e la RTCG, che prevede che nei prossimi tre anni dal bilancio dello stato vengano stanziati 40 milioni di euro a sostegno dellโ€™emittente pubblica.

In attesa di una nuova legge

Lโ€™ong Media Centar di Podgorica, che ha piรน volte chiesto le dimissioni di alcuni membri del Consiglio della RTCG, ha recentemente inviato al governo la richiesta di modificare la Legge sullโ€™emittente pubblica nazionale in modo da garantire lโ€™indipendenza del servizio pubblico, chiedendo inoltre che i membri del Consiglio della RTCG vengano nominati dallโ€™Agenzia per i media elettronici, e non dal parlamento.

Media Centar ritiene che lโ€™attuale legge sullโ€™emittente pubblica consenta alla maggioranza parlamentare di rafforzare ulteriormente il proprio controllo sulla RTCG.

Anche lโ€™Associazione dei giornalisti professionisti del Montenegro (DNPCG) sostiene la necessitร  di adottare nuovi criteri per la nomina dei membri del Consiglio della RTCG, ritenendo che lโ€™emittente pubblica dovrebbe essere guidata da giornalisti e manager, e non da attivisti del partito di governo nรฉ da quelli dellโ€™opposizione. DNPCG sostiene inoltre che lโ€™Ombudsman, tra i cui compiti rientra anche la valutazione dellโ€™attivitร  della RTCG, dovrebbe essere scelto tra i giornalisti.

Questa pubblicazione รจ stata prodotta nell’ambito del progetto European Centre for Press and Media Freedom, cofinanziato dalla Commissione europea. La responsabilitร  sui contenuti di questa pubblicazione รจ di Osservatorio Balcani e Caucaso e non riflette in alcun modo l’opinione dell’Unione Europea. Vai alla pagina del progetto

Questa pubblicazione รจ stata prodotta nell’ambito del progetto European Centre for Press and Media Freedom, cofinanziato dalla Commissione europea. La responsabilitร  sui contenuti di questa pubblicazione รจ di Osservatorio Balcani e Caucaso e non riflette in alcun modo l’opinione dell’Unione Europea. Vai alla pagina del progetto

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