Europa: più incendi, meno vigili del fuoco
Malgrado decenni di aiuti finanziari, le differenze nellāaddestramento e delle attrezzature in Unione europea rendono la cooperazione tra i vigili del fuoco degli Stati membri complicata e spesso inefficiente

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Ā© Alexandros Michailidis/Shutterstock
Nellāestate del 2023, scorrendo le notizie, non si ĆØ potuto fare a meno di imbattersi negli articoli sugli incendi di boschi e foreste che imperversavano nel mondo. Hawaii e Canada, volendo citare i più gravi, hanno vissuto i loro peggiori incendi di sempre. In Europa, vasti incendi hanno colpito la Sardegna, la regione portoghese di Castelo Branco e lāisola di Santorini.
Gli incendi incontrollati spesso sono aggravati dalle condizioni climatiche e sono sempre più presenti in Europa a causa del cambiamento climatico. Secondo il rapporto Forest Fires in Europe, the Middle East, and North Africa del Joint Research Center della Commissione europea, nel 2022 lāUe ĆØ stata interessata dal maggior numero di incendi dal 2006. Sono bruciati circa 5500 chilometri quadrati, il doppio della superficie del Lussemburgo, 1000 dei quali allāinterno delle aree protette di Rete Natura 2000, le riserve di protezione della biodiversitĆ dellāUnione europea.
Con lāaumento del rischio di incendi nel continente, cresce anche lāimportanza del Meccanismo di protezione civile, ideato per facilitare la cooperazione tra vigili del fuoco dei diversi Stati membri, aumentare la loro prontezza nelle emergenze e ampliare la loro presenza nei territori.
Vigili del fuoco: sempre meno e sempre più anziani
Date queste circostanze, ĆØ chiaro che in Europa occorrono più vigili del fuoco, in particolare durante le stagioni interessate dagli incendi. Ma come si evince da un uno studio di Eurostat pubblicato nellāagosto 2023, la triste realtĆ ĆØ che negli ultimi anni dieci paesi dellāUe hanno ridotto il loro numero di pompieri. Complessivamente, nel 2022, nellāUe cāerano 359.780 vigili del fuoco professionisti, 2.800 in meno rispetto al 2021.
Inoltre, le cifre indicano che una buona parte dei vigili del fuoco ha unāetĆ avanzata, visto che il 25,5 percento ĆØ ultracinquantenne e soltanto per il 12,6 percento ha meno di trentāanni. Eurostat precisa che questi numeri non tengono conto dei volontari, una componente importante delle strategie nazionali di lotta agli incendi in molti paesi dellāUe.
Ć interessante notare come il livello del rischio di incendi negli Stati membri dellāUe non sia necessariamente correlato al numero di vigili del fuoco. Grecia, Estonia e Cipro hanno il maggior numero di pompieri nelle rispettive forze lavoro, ma altri paesi dove nel periodo estivo gli incendi sono molto frequenti, come Portogallo, Spagna e Italia, si collocano a metĆ di questa classifica. Preoccupa il fatto che la Francia, le cui regioni meridionali sono fortemente colpite, si posizioni al penultimo posto di questa classifica.
Che cosa fa lāUe per facilitare la cooperazione?
Alla fine dellāagosto del 2023, lāUnione europea ha rafforzato la sua infrastruttura comune e la sua flotta di mezzi rescEU antincendio, costituita di elicotteri e aerei. Questāanno il Meccanismo di protezione civile dellāUe per il soccorso immediato ĆØ stato attivato sette volte su richiesta degli stati membri per incendi scoppiati nellāEuropa mediterranea e oltre (Tunisia, Cile e Canada). Di conseguenza, per domare gli incendi lāEuropa ha schierato 20 aerei antincendio e più di 660 vigili del fuoco.
Il Meccanismo di Protezione civile dellāUe ĆØ stato creato nel 2001 per rafforzare la cooperazione tra gli stati membri in tema di protezione civile e per migliorare la prevenzione, la prontezza e la risposta nelle calamitĆ . Lāidea di fondo ĆØ che i Paesi che ne fanno parte mettano in comune il capitale umano, lāesperienza, gli strumenti e gli automezzi necessari. LāUe coordina e finanzia almeno il 75 per cento delle spese di dispiegamento e trasporto necessarie per queste operazioni.
Per fornire personale ed esperienza al Meccanismo, i governi hanno creato lāEuropean Civil Protection Pool. Entro la fine del 2023, 25 stati membri avranno aggiunto 124 figure specializzate per coprire ogni tipo di scenario quando unāemergenza supera le capacitĆ di intervento di un paese europeo o altrove.
Il Meccanismo si ĆØ attivato più di 700 volte dalla sua creazione. Ć indicativo il fatto che tra il 2007 e il 2019 un terzo delle richieste di aiuto presentate allāEU Civil Protection Mechanism siano state relative a incendi. Adesso le risorse perlopiù sono destinate al programma di aiuti umanitari nellāambito della guerra in Ucraina.
Unāinfrastruttura condivisa ĆØ uno degli elementi decisivi delle soluzioni comuni. Nel suo ininterrotto tentativo di migliorare la qualitĆ e lāefficienza della cooperazione transnazionale, lāUnione europea nel 2023 ha deciso di investire 23 milioni di euro nei suoi primi aerei antincendio di proprietĆ comune, che dovranno essere consegnati prima della stagione degli incendi del 2027. A questi si sommeranno altri 12 aerei cofinanziati dallāUe ma di proprietĆ dei singoli stati membri, che li gestiranno in proprio a condizione di renderli disponibili nellāUe durante il periodo di maggior rischio. In precedenza, lāUe aveva una flotta di 28 aerei antincendio presi in prestito dalle flotte dei singoli Paesi dellāUe o sul mercato.
Attenzione agli incendi
Nel 2022, il Centro di coordinamento di risposta alle emergenze dellāUe (ERCC) ha inviato aiuti per incendi boschivi in Repubblica Ceca, Francia, Germania, Portogallo, Slovenia e Albania, con 33 aerei, 8 elicotteri e oltre 1500 vigili del fuoco.
Tuttavia, come hanno spiegato a EDJNet PrzemysÅaw Rembielak e Bartosz Klich, due esperti vigili del fuoco polacchi operativi in varie operazioni antincendio in diversi paesi, spesso la compatibilitĆ delle attrezzature tra le varie brigate ĆØ un problema non indifferente. Per esempio, quelle polacche in missione allāestero hanno 17 veicoli che possono mettere insieme tre chilometri di manichette larghe 110 mm, diametro appropriato per spegnere incendi di magazzini e di immondizia. Rispetto a loro, le brigate spagnole di vigili del fuoco possono utilizzare tre chilometri di manichette con un singolo automezzo, disponibili però con un diametro di soli 25 mm. Per di più, ĆØ stato evidenziato che le uniformi di alcune brigate di vigili del fuoco dellāEuropa settentrionale sono troppo calde per essere indossate quando il personale ĆØ dispiegato più a Sud nei Paesi mediterranei.
Molto contano anche le abitudini di spegnimento degli incendi in uso nei vari paesi. Per esempio, quando devono intervenire, i vigili del fuoco polacchi sono abituati a contare su strade, mappe e punti di coordinamento adeguati. Le brigate spagnole, invece, hanno imparato ad avvicinarsi con la manichetta molto di più alle fiamme, con risultati migliori.
In diversi stati membri, tra i vigili del fuoco in servizio e i vigili del fuoco civili cāĆØ una sorta di āmuroā. Sembra che le opportunitĆ di addestramento transnazionali nellāUe non abbiano cambiato molto le cose, da questo punto di vista. Anche qui, le brigate di vigili del fuoco professionisti delle Ong polacche non hanno avuto accesso al meccanismo di allerta per offrire i loro servizi, forse per motivi economici.
Un altro esempio in Grecia mostra che, tenuto conto delle poche risorse per gli interventi straordinari, il costo del combustibile e in generale il lavoro extra-orario, i vigili del fuoco sono restii a farsi carico di compiti aggiuntivi, figuriamoci intervenire allāestero. Le istituzioni dellāUe e gli esperti nazionali non potrebbero sottolineare maggiormente lāimportanza della prevenzione degli incendi e dellāeducazione.
Le linee tagliafuoco ben mantenute e le barriere agricole sono indispensabili per scongiurare gli incendi, come pure educare la popolazione a estinguere efficacemente le fiamme e molte altre questioni. In risposta a una sollecitazione, la Commissione europea ha detto a EDJNet che non esistono direttive Ue che prescrivono provvedimenti specifici relativi agli incendi nella Wildland Urban Interface (WUI). Tuttavia, in ogni stato membro esiste un Piano nazionale per la gestione integrata degli incendi nelle campagne con istruzioni dettagliate su come spegnere gli incendi rurali.
Allo stesso modo, non esistono materiali educativi antincendio standardizzati. A ciò si sommano le diverse tradizioni che hanno portato a una situazione per cui il livello di educazione varia notevolmente nei diversi paesi dellāUe. Svedesi, finlandesi, tedeschi e polacchi, per esempio, sono i più preparati in Europa, mentre i portoghesi cercano di recuperare il terreno per ciò che riguarda la manutenzione delle foreste e la protezione della natura dal rischio di incendio. Altri stati membri sono ancora più restii a educare la popolazione in genere.
Nel suo intervento del settembre 2023 alla Commissione per lāAgricoltura e lo Sviluppo rurale del Parlamento europeo (AGRI), anche il rappresentante dellāEuropean Forest Fire Information System (EFFIS) ha chiesto maggiore attenzione per la prevenzione e lāeducazione dellāopinione pubblica.
Questo articolo ĆØ pubblicato in associazione con lo European Data Journalism Network ed ĆØ rilasciato con una licenza CC BY-SA 4.0
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