La Slovenia è considerato un paese di lettori "forti". Nonostante questo il mercato editoriale è in questi anni in continua decrescita. Un punto sulla situazione a seguito della recente edizione del Salone del libro di Lubiana

30/11/2017 -  Luciano Panella

Si è svolto lo scorso fine settimana a Lubiana il Salone del Libro, il tradizionale appuntamento che presenta ogni anno, negli spazi dello Cankarjev Dom, le novità della produzione editoriale e letteraria slovena.

Il salone si è aperto quest'anno sotto l'immagine di Martin Krpan, l'astuto contrabbandiere di sale del romanzo di Fran Levstik. La classica immagine di Martin Krpan a cavallo, armato di bastone e accetta, quest'anno è stata arricchita da un libro sotto il braccio, sia per sottolineare la forza della letteratura come arma, che anche per ricordare il centenario della prima edizione illustrata di questo romanzo, considerato un classico della letteratura slovena.

Un salone, quello di quest'anno, che si è aperto sotto il segno della contraddizione; mai come in questa edizione è ricco il numero di espositori, presenti lungo tutti e tre i livelli dello Cankarjev Dom, e mai come quest'anno è nutrito il numero di eventi collaterali, di presenze straniere e di presentazioni, in più lingue. Rispetto a pochi anni fa, però, le cifre del fatturato nell'industria editoriale slovena si sono praticamente dimezzate: un fatto questo molto significativo in un paese tradizionalmente considerato di lettori "forti".

Riconquistare i lettori perduti e attrarne di nuovi, soprattutto giovani, è stato quindi quest'anno l'obiettivo del salone, che ha cercato più che mai di promuovere la cultura della lettura e di far conoscere meglio la produzione editoriale contemporanea. L'atmosfera è stata molto vivace, le mille luci dello Cankarjev Dom, con le sue decorazioni sul soffitto di metallo dorato e argentato, in uno stile anni '70 ormai vintage, hanno enfatizzato questa atmosfera brillante, di festa e di condivisione.

I paesi stranieri ospiti sono stati tre, Germania, Austria e Svizzera, presenti con autori, edizioni originali e traduzioni slovene. Tra gli ospiti di spicco, Wolf Biermann, cantautore e scrittore dell'ex Germania Est, molto noto anche in Occidente. Sempre in ambito tedesco, da segnalare la presenza di rappresentanti della Fankfurter Messe, l'appuntamento editoriale più importante al mondo, soprattutto a livello di scambi commerciali e di diritti d'autore.

Tantissimi gli stand dedicati ai bambini e ai lettori più giovani, con grande risalto a due simpatici personaggi della letteratura per l'infanzia, il gatto Muri e la gatta Copatarica, che quest'anno festeggiano il loro successo pluridecennale; tantissimi libri di cucina, alimentazione e cultura gastronomica in generale, mai così numerosi, dall'onnipresente Gordon Ramsay agli chef locali, anche in Slovenia questo sembra essere un segmento in espansione. Sull'altro versante, belli ed originali, nella loro semplicità, gli stand di case editrici giovani come Vige Vage o Totaliteta, impegnate in una ricerca politica e filosofica.

I nomi più importanti dell'editoria, come Mladinska Knjiga, Modrjan, Mohorjeva, sono stati presenti con grandi stand, affollatissimi, alternati a quelli di case più specializzate come Sidarta, che propone libri sulla montagna, o a quelli di editori sempre interessanti come Sanje, Beletrina e Goga. A differenza di altri anni, in cui era forte il contrasto tra i grandi editori e i piccoli, spesso originali ma con l'aria troppo "casalinga", quest'anno sembra esserci stato uno sforzo comune per poter proporre tutti in modo "professionale".

La Slovenia non ha una grande estensione ma confina con molti paesi e questo anche a livello editoriale si fa sentire: molto significative le produzioni letterarie legate alla cultura di confine o quelle delle minoranze linguistiche slovene presenti in altri paesi, basti pensare alla produzione delle case editrici slovene in Italia.


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