Recensioni

Georgia, vent'anni dopo l'Urss

27/12/2011 -  Giorgio Comai

Il 26 dicembre 1991 viene calata la bandiera dell'Urss dal Cremlino a Mosca, un evento simbolo che segna la fine di un'epoca in tutto lo spazio post-sovietico. A vent'anni di distanza, esce il libro dell'esperta di Caucaso e corrispondente di Osservatorio Marilisa Lorusso "Georgia, vent'anni dopo l'Urss", un'analisi attenta dei processi politici che hanno caratterizzato questo Paese negli ultimi due decenni. Pubblichiamo oggi la prefazione al libro a firma del redattore e ricercatore di OBC Giorgio Comai

Carlo Spera, una storia di editoria alternativa

21/12/2011 -  Maria Elena Murdaca

È uscito in Italia "Cecenia: la guerra degli altri", libro inedito di Anna Politkovskaja. Non lo vedrete però pubblicizzato sui giornali e non lo troverete nelle librerie. In quest'intervista all'editore Carlo Spera, la storia di un libro che inizia con un piccolo "furto" nella capitale cecena Grozny e l'idea di un progetto editoriale davvero alternativo

L'Orient Express di Dos Passos

20/12/2011 -  Francesca Rolandi

Ai luoghi e ai popoli che incontra Dos Passos guarda sempre attraverso la sua lente di viaggiatore occidentale. Non gli è estranea una visione “orientalista”. Tuttavia il libro "Orient Express" offre un ritratto prezioso sia degli osservati che dell’osservatore attraverso l’abile penna di uno dei padri della narrativa statunitense. Una recensione

La casa del tempo sospeso

23/11/2011 -  Maria Elena Murdaca

Mariam Petrosjan è armena, ma scrive in russo. Il suo primo libro, che a quanto pare sarà anche l'ultimo, è stato un grande caso editoriale in Russia alla sua uscita nel 2010. "La casa del tempo sospeso" è stato pubblicato in Italia da Salani, nella splendida traduzione di Emanuela Guercetti. Ottocento pagine impregnate di una malia possente che risucchia con la stessa forza di gravità di un buco nero. Una recensione

Kosovo. Viaggi nel sangue e nel miele

17/11/2011 -  Zoe Salander Pristina

Rompere lo stereotipo del Kosovo come perenne teatro di guerra, e uscire dagli schemi usurati della "letteratura da internazionale nei Balcani". Un compito difficile, ma che sembra essere riuscito ad Elizabeth Gowing, autrice di Travels in blood and honey. Becoming a beekeeper in Kosovo. Un libro dalla prosa poetica e commovente, fatto di molto miele e poco sangue. Dialogo con l'autrice

Albanesi a Venezia nel ’400: un esempio di integrazione

07/11/2011 -  Franco Tagliarini Roma

A seguito della cessione da parte di Venezia di Scutari all'Impero ottomano ai cittadini della città albanese si è data la possibilità di partire per trasferirsi sotto la protezione del Gonfalone di San Marco. Fu in conseguenza di quell’episodio che si registrò il massimo di emigrazione albanese verso l’altra sponda dell’Adriatico, picco di una parabola che era stata in crescita lungo tutto l’arco del ‘400. Una pubblicazione

Il richiamo dell’onore

29/09/2011 -  Maria Elena Murdaca

E’ da qualche mese disponibile in italiano, edito da Marco Tropea Editore, “Il richiamo dell’onore” di Yulia Latynina, che sarà in Italia ospite del Festival di Internazionale a Ferrara. Nostra recensione

La via dei conventi

14/09/2011 -  Vittorio Filippi

Non un libro sul turismo religioso ma un approfondimento storico sul movimento ustascia in Croazia, prima e durante la Seconda guerra mondiale e sui suoi influssi e riflussi nella Jugoslavia titina. Una ricostruzione fatta sulla base di documenti doplomatici e d'archivio di numerosi Paesi. Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Aspettando la paura

13/09/2011 -  Roberta Bertoldi

Oğuz Atay, scomparso prematuramente nel 1977, è considerato il pioniere del romanzo moderno in Turchia. La casa editrice Lunargento propone oggi anche al pubblico italiano la raccolta dei suoi racconti Aspettando la paura” curata da Giampiero Bellingeri con postfazione di Orhan Pamuk. Nostra recensione

Il progetto Lazarus

12/09/2011 -  Michele Nardelli

"Il progetto Lazarus" è l'ultimo libro di Aleksandar Hemon, pubblicato in Italia da Einaudi. Un racconto che fa la spola fra i pogrom che segnano gli albori e il crepuscolo del Novecento. E il lettore rimane sospeso, come se fosse in ogni luogo fuori posto, fra ironia e disperazione. Nostra recensione