Call center (© dotshock/Shutterstock)

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In Georgia, un partito pro-russo ha deciso di portare avanti un sondaggio per provare che l'entusiasmo euro-atlantico nel paese è frutto di manipolazioni. Il rilevamento, però, fa sorgere più dubbi di quanti ne risolva

09/07/2020 -  Tamuna Gegidze

(Pubblicato originariamente da OC Media in collaborazione con On.ge ,il 04 giugno 2020)

"Sei d’accordo con la frase 'La Georgia dovrebbe dichiarare la neutralità militare, proseguendo nel cammino dell’integrazione europea?'. In questo modo la Georgia non sarebbe membro di alcuna alleanza militare. Le basi militari di paesi stranieri non potrebbero essere localizzate in Georgia e non potrebbero essere condotte esercitazioni militari congiunte. Ci sono tre risposte possibili: “sì”, “no” o “non lo so/non ho ancora deciso".

La domanda è stata utilizzata dal partito anti-occidentale "Alleanza dei patrioti", presente nel parlamento di Tblisi con diversi deputati, per un’indagine sulle posizioni dell’opinione pubblica in Georgia. I leader dell’Alleanza non si fidano infatti dei centri di ricerca esistenti, secondo i quali la maggioranza dei georgiani è a favore attualmente all’entrata del paese nell’Unione europea e nella Nato. 

Una delle argomentazioni del partito contro i centri demoscopici NDI e IRI è che i loro sondaggi (condotti su migliaia di persone e in base ai principi della ricerca quantitativa) non rifletterebbero in realtà l’opinione pubblica georgiana, affermando al contrario, che i “sondaggi” condotti dall'Alleanza sono a prova di ogni critica.

Il partito - che considera irraggiungibile l’integrazione della Georgia nella Nato e ritiene indispensabile il negoziato con la Russia - sostiene che la popolazione non supporti in realtà il processo euro-atlantico, posizione che gli esponenti del partito portano avanti da anni.

Diversi anni fa, l’Alleanza dei patrioti ha deciso di “rafforzare le proprie argomentazioni” avviando dei sondaggi e presentando i risultati come se rappresentassero l’opinione dei georgiani. All’inizio, gli intervistati erano qualche decina di migliaia. Ora il progetto è diventato più ambizioso e si pone l'obiettivo di intervistare oltre un milione di cittadini. 

Nel frattempo, il partito sta portando avanti una protesta contro gli istituti sopra citati, che include il raduno davanti l’Ambasciata statunitense per chiedere di “rispondere delle violazioni degli interessi nazionali georgiani”. 

I sondaggi condotti dall’Alleanza dei patrioti per contrastare quelli degli istituti di ricerca hanno molti difetti significativi. Innanzitutto, violano i principi generali di selezione, dell’etica della ricerca, dei diritti degli intervistati e, soprattutto, promuovono nella formulazione delle domande una narrativa anti-occidentale e pro-russa.

Per capire come andrebbe condotto un sondaggio e per analizzare i rischi del “Sondaggio del milione”, abbiamo parlato con i leader dell’Alleanza dei patrioti, oltre che con sociologi, statistici, ricercatori e politologi. Gocha Tevdoradze, segretario del partito, e Irakli Chikhradze, capo dello staff, hanno parlato a On.ge dei contenuti e dei dettagli tecnici del sondaggio.

Metodologia della ricerca

Il partito ha scelto tre metodologie diverse per condurre il sondaggio: porta a porta, telefonate e interviste casuali durante manifestazioni. Per lo studio, non sono state selezionate categorie demografiche specifiche (età, sesso), in quanto si pianifica di intervistare “tutti” attraverso le banche dati di numeri telefonici ai quali si può accedere su internet. Non tutti i georgiani hanno il loro numero di telefono in queste banche dati, ma molti sì.

A seguito di altre ricerche condotte dall’Alleanza dei patrioti, diverse persone hanno fatto ricorso alle autorità competenti perché sono stati utilizzati i loro numeri di telefono.

L’ufficio dell’ispettore ha spiegato a On.ge che il partito ottiene i dati utilizzati da diverse fonti pubblicamente accessibili. Questa procedura non è illegale, tuttavia la banca dati usata dal partito non dovrebbe essere pubblicata su internet. Uno dei partecipanti allo studio ha registrato il sondaggio per via telefonica e lo ha fornito a On.ge.

Obiettivo e contenuto della ricerca

“La nostra ricerca si rivolgerà a più di un milione di persone in Georgia, perciò non sarà necessario chiederci quale campione è stato utilizzato e come è stato selezionato. Quando si intervista più di un milione di persone, lo studio ha di per sé un elevato grado di affidabilità”, ha affermato il segretario del partito Gocha Tevdoradze.

Alla domanda sul perché pensa che la rappresentatività di un sondaggio sia direttamente proporzionale all’ampiezza del campione ha risposto:

“Se vogliamo analizzare le preferenze di cento persone, intervistiamo un campione di dieci o quindici persone e poi espandiamo i risultati, affermando che c’è un margine di errore tra l’1,2 e il 3%. Ma se intervistiamo tutte le cento persone, possiamo dire che non c’è alcun margine d’errore”.

Tuttavia, questo esempio non è adatto per il sondaggio dell’Alleanza dei patrioti perché, anche se verranno intervistate più di un milione di persone, non potranno essere intervistati tutti i cittadini o tutto l’elettorato georgiano. A questo punto Tevdoradze ha risposto così: "Quante persone partecipano alle elezioni in Georgia? Più di 1,8 milioni di persone non vanno mai a votare. Quando diciamo che ci rivolgeremo a più di un milione di persone significa che saremo in grado di conoscere l’opinione della società con un alto livello di affidabilità. Gli intervistati rappresenteranno almeno il 50, 60, 70% di coloro che sono coinvolti nella vita politica del paese e partecipa alle elezioni", ha affermato Tevdoradze. "Non si può sollevare la questione dell’affidabilità dei dati", ha poi aggiunto.

Non è chiaro perché il partito pensi che solo coloro che hanno l’età per votare prenderanno parte al sondaggio, dato che le telefonate non hanno un meccanismo di monitoraggio.

Quando gli viene chiesto da dove provengano i numeri di telefono, Irakli Chikhradze, il capo dello staff, risponde che sono “ovunque su internet”. Chikhradze ha dichiarato che il partito procede chiamando in maniera casuale numeri da queste banche dati.

Sette limiti della ricerca dell’Alleanza dei patrioti

On.ge ha contattato diversi sociologi per capire quali siano gli errori principali della metodologia utilizzata dall’Alleanza dei patrioti.

1. Un sondaggio non può essere privo di errori a meno che non sia un censimento generale.

I sociologi spiegano che un aumento nel numero degli intervistati non aumenta necessariamente l’accuratezza dello studio. Rispettando tutti gli standard professionali, occorrono mesi per intervistare decine di migliaia di persone.

2. Non dovrebbero essere utilizzati metodi diversi a meno che non si possa escludere che la stessa persona venga intervistata più volte.

Il secondo errore, affermano i sociologi, è l’uso di metodi di ricerca diversi. Non si possono portare avanti contemporaneamente il sondaggio porta a porta e quello per via telefonica, perché c’è il rischio di intervistare due volte la stessa persona. La sociologa Teona Mataridze spiega che ogni metodo si basa su principi operativi diversi. “Per i sondaggi porta a porta utilizziamo una selezione in più fasi. In una telefonata non ci si rivolge ad un’unità familiare, ci si rivolge all’intervistato”.

3. Nella ricerca qualitativa bisogna assicurarsi della rappresentatività - non si possono intervistare persone che vengono scelte in maniera casuale o che si incontrano ad una manifestazione.

La sociologa Teona Mataradze ha spiegato a On.ge che l’elemento più importante di un sondaggio svolto per via telefonica è avere una base perfetta, un metodo di selezione, non un milione di persone. “La caratteristica principale di una ricerca quantitativa è la sua rappresentatività. Il processo di selezione è determinante per la rappresentatività. Se la banca dati utilizzata durante il sondaggio telefonico è completa, quindi se comprende tutti i cittadini georgiani maggiorenni, e se si procede tramite chiamate selettive, allora si ha uno studio rappresentativo. In questo caso non servono un milione o più persone”, spiega Teona Mataradze. La sociologa Nino Durglishvili spiega perché le persone non dovrebbero essere intervistate in un luogo affollato: “Ѐ sbagliato intervistare persone in maniera casuale fermandole per strada. Normalmente le persone non vanno in giro senza un motivo. Ad esempio, se una persona vive sulla Vazha Pshavela e lavora sulla Chavchavadze, allora verrà presumibilmente fermata in una di queste strade e non a Sololaki, a meno che non si sia recata lì per qualche [altro] motivo”. Secondo i sociologi, un fattore essenziale di una ricerca è che tutte le persone dovrebbero avere le stesse probabilità di essere selezionate. L’Alleanza dei patrioti non rispetta questa regola. Ivane Kechakmadze, statistico ed specializzato nella selezione di campioni, sostiene che se la banca dati non contiene i numeri di tutti quelli che hanno un telefono, allora non è completa. “In questo caso, avrò informazioni valide solo per chi ha il numero in quella banca dati, e non rappresentative della popolazione georgiana”, ha detto Kechakmadze.

4. Il partito non ha fornito informazioni complete sugli strumenti utilizzati, violando così l’etica della ricerca.

Come spiega Nino Durglishvili, oltre ai dettagli tecnici, è importante osservare l’etica della ricerca, dalla quale dipende l’affidabilità dei risultati. “Secondo l’etica della ricerca, se i risultati di una ricerca sono pubblici, anche i meccanismi di selezione e gli strumenti utilizzati devono essere pubblici, di modo che una persona possa avere un quadro completo. Anche la banca dati deve essere pubblica”. Inoltre, deve essere dichiarato espressamente chi è che finanzia la ricerca, in quanto l’interesse nella sua conduzione potrebbe dipendere da quel soggetto. 

5. La ricerca dell’Alleanza dei patrioti non è condotta da personale qualificato.

I sociologi spiegano che i risultati di una ricerca possono essere influenzati dai titoli dell’intervistatore e che è importante fare domande formulate correttamente. Per questo motivo gli intervistatori devono avere una formazione specifica. Le persone intervistate dall’Alleanza dei patrioti hanno detto di aver ricevuto le stesse domande, ma formulate in modi diversi, e questo influenza il modo in cui si risponde. Tuttavia il segretario del partito, Gocha Tevdoradze, ribadisce che il sondaggio ha rispettato tutte le regole. Irakli Chikhradze ha dichiarato che gli intervistatori erano tutti volontari non pagati. Lo stesso Chikhradze ha poi affermato che nel procedimento sono stati coinvolti centinaia di sostenitori e che l’incarico non era difficile. Alcuni facevano le telefonate mentre altri invitano gli intervistati in ufficio a rispondere al questionario (prima dello scoppio del Covid-19).

6. Agli intervistati non sono state date informazioni sufficienti.

In base alle registrazioni di telefonate che sono pervenute a On.ge, la sociologa Nino Durglishvili ha individuato diverse violazioni che possono aver influenzato le scelte degli intervistati e dunque i risultati della ricerca. È importante avere il consenso informato dell’intervistato prima di iniziare il sondaggio; l’intervistatore dovrebbe spiegargli che rispondere alle domande non è obbligatorio. Bisognerebbe anche dirgli che ha il diritto di non rispondere a tutte le domande o di terminare il sondaggio in qualsiasi momento. Alcuni hanno dichiarato a On.ge di non aver ricevuto queste informazioni. Durglishvili ricorda anche l’importanza della protezione della privacy e del controllo dell’età. In particolare, i minori non possono essere inclusi in una ricerca senza il consenso di un genitore o un tutore. Un’organizzazione che conduce una ricerca dovrebbe avere innanzitutto una lista in cui sono già selezionati gli adulti. Non è sufficiente che la persona dica semplicemente al ricercatore di essere maggiorenne. Senza poter controllare la carta d’identità non c’è modo di verificare la risposta. 

7. Domande ambigue

Come afferma Durglishvili, in una delle domande registrate non viene usata correttamente l’espressione “neutralità militare”, che può essere interpretata in modo diverso (nella copia stampata del questionario viene usato “non allineamento militare”). Secondo la sociologa, le risposte “sì” o “no” non sono appropriate in questo caso, nel quale sarebbe più opportuno dire “sono d’accordo” o “non sono d’accordo”. “Non si tratta di un errore enorme, ma influenza la risposta”, aggiunge. Come spiega Durglishvili, la seconda domanda del questionario è complessa, poiché solleva dubbi e altre domande: “Il dialogo diretto, il ripristino delle relazioni economiche e dei visti significano una politica pacifica?” Chi risponde può pensare che questi passi possano comportare un riallacciamento dei rapporti con la Russia, ma ciò non vuol dire che loro siano d’accordo con questo metodo. “Non è semplice interpretare una risposta univocamente se non è possibile interpretare univocamente la domanda”. Secondo Durglishvili, la più grande violazione si ha nell’ultima domanda. Dalla registrazione, apprendiamo che l’intervistato non vuole rispondere a quella domanda, dichiarando: “Mi astengo dal fornire questa specifica risposta”. L’intervistatore barra la risposta: “Non ho ancora deciso”.  Le frasi “ho deciso e mi astengo dal rispondere” e “non lo so, non ho ancora deciso”, hanno significati profondamente diversi. Sembra che l’intervistato abbia fornito una risposta e poi, per accelerare la fine del questionario, abbia acconsentito alla risposta proposta dall’intervistatore. Questa non è una metodologia appropriata.

Perché la Russia ha bisogno di questa ricerca e perché i risultati sono così pericolosi

Numerosi ricercatori e politologi che si occupano di propaganda russa sostengono che lo studio non abbia alcun valore accademico. Il problema principale non è legato agli errori commessi nella ricerca, ma nel tentativo di utilizzare il sondaggio per promuovere la retorica del Cremlino.

I negoziati con la Russia e il non allineamento militare sono presentati come un’alternativa che le persone dovrebbero prendere in considerazione come “una via d’uscita da un vicolo cieco”.

David Sikharulidze, membro del Consiglio Atlantico della Georgia, sostiene che la formulazione delle domande rispecchia gli interessi del Cremlino. Secondo lui, il partito sta provando a insinuare nella popolazione il sospetto e a manipolare l’opinione pubblica.

Sikharulidze spiega i pericoli del cosiddetto “non allineamento” e perché la Russia spera in questa opzione per la Georgia. “La storia recente della Georgia, ma anche di altri paesi ex membri dell’Unione Sovietica, dimostra che lo status quo non è una garanzia di protezione da un’aggressione russa”.

“Quando un paese rimane senza alleati militari, cade immediatamente vittima dell’aggressione russa. Questo è accaduto nel 1921, in occasione dell’aggressione comunista alla Georgia indipendente. Un esempio recente è quello della Moldavia, che non ha mai espresso il desiderio di entrare nella Nato ma è stata attaccata dalla Russia”.

Esponenti dell’Alleanza dei patrioti affermano che queste critiche sono mosse da interessi politici. Ribadiscono che il non allineamento è necessario, in quanto “le porte della Nato sono aperte, ma non del tutto” e che loro vogliono solo che la popolazione non viva con “false aspettative”. Nel frattempo, prendono le distanze dalla critica che vuole questo sondaggio in linea con la propaganda russa.

Il partito ha dichiarato che i risultati del sondaggio saranno pronti entro un mese. È difficile sapere che tipo di informazioni verranno raccolte e come saranno elaborate e interpretate. Anche questi passaggi potrebbero contenere diversi errori. Forse sarà vero che la propaganda del Cremlino farà ricorso a “un milione di voci” prima delle elezioni (parlamentari previste per l'ottobre 2020, ndr). 


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