In occasione delle celebrazioni dell'anniversario dell'indipendenza il presidente croato Mesic interviene in Parlamento. Il suo discorso non è celebrativo e contribuisce a riconoscere e ricordare alcuni "punti dolenti" del passato. E' subito polemica.

25/01/2002 -  Tatjana Tagirov

Uno degli argomenti più trattati dalla stampa croata in questi giorni sono state le celebrazioni per il decimo anniversario dell'indipendenza della Croazia. Durante la celebrazione in Parlamento, ai due discorsi "pomposi e patriottici" del primo Ministro Ivica Racan e del Presidente del Parlamento Zlatko Tomcic, ha risposto il Presidente Stipe Mesic con un discorso vivace dettato da uno sguardo anche critico sugli ultimi dieci anni del Paese. Tra la sorpresa generale dei presenti.
Alcuni deputati dell'HDZ, a scopo dimostrativo, hanno abbandonato l'aula mentre Mesic, pur riconoscendo il merito dell'élite croata degli anni '90 per aver ottenuto l'indipendenza, non dimenticava gli errori fatti che hanno "aumentato la conflittualità ed hanno fornito alibi all'aggressione serba" e le forti responsabilità per quanto riguarda la sorte della minoranza serba. A creare forti reazioni, sia in Parlamento che tra i cittadini, anche l'affermazione che la Croazia ha in passato minato all'integrità della Bosnia Erzegovina.
"Ogni giorno, anche quelli dedicati alle celebrazioni, è una buona occasione per dire la verità", ha affermato Mesic, sottolineando come la capacità e la disponibilità ad affrontare il passato e gli errori del passato, è una garanzia per superarli e non ripeterli.
Vesna Pusic, presidentessa dell'HNS (Partito popolare Croato) si è detta fiera delle parole di Mesic, membro del suo stesso partito. Ma si è ritrovata abbastanza sola: Mate Granic, attuale leader del Centro Democratico (DC) ed ex ministro degli esteri nei governi Tudjman, ha definito il discorso del Presidente della Croazia "indecoroso". Gli ha fatto eco Ivo Sanander, alla guida dell'HDZ, affermando che "il discorso di Mesic è stato catastrofico mentre molto più corretto è stato quello di Ivica Racan".
La maggior parte dell'opinione pubblica croata ha bene accolto la franchezza di Mesic, anche se qualcuno ha notato la mancanza di autocritica nel suo intervento. Mesic, dopotutto, è stato dal 1990 al 1994 uno delle figure chiave del governo di Tudjman. E' poi uscito dall'HDZ criticandone la politica riguardo alla Bosnia Erzegovina. Lo ha affermato anche Ivan Zvonimir Cicak, ex-presidente della sede croata del Comitato di Hesinki.
Un sondaggio pubblicato da Vecernji List mostra come il 53% dei cittadini croati ritiene che è valsa la pena di entrare in guerra per l'indipendenza; il 25% degli intervistati ritiene invece non ne valesse la pena.


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