La guerra intorno alla chalga non รจ ancora finita

La chalga, o "etno-pop", genere emerso prepotentemente in Bulgaria negli anni della transizione, ha diviso e continua a dividere. Ma quali sono le sue origini, e quale il suo possibile futuro? Ne parliamo col musicologo Ventzislav Dimov, professore presso l’Accademia delle Scienze bulgara

08/06/2007, Francesco Martino Sofia

La "chalga" รจ un fenomeno musicale fortemente legato agli anni della transizione in Bulgaria, ma รจ frutto di una tradizione molto piรน antica. Da dove viene la "chalga"?

Innanzitutto bisogna fare due precisazioni importanti: in generale preferisco parlare di "musica etno-pop", piuttosto che di chalga, visto che il termine ha assunto nel corso degli anni una connotazione fortemente negativa. Inoltre per comprendere la chalga, รจ necessario capire che non si tratta di un fenomeno esclusivamente musicale, ma anche e soprattutto sociale e culturale.

Oggi la chalga viene interpretata come un fenomeno indissolubilmente legato alla transizione post-comunista. Le sue radici, perรฒ risalgono alla metร  del 19ยฐ secolo, quando la Bulgaria era ancora parte dell’impero ottomano. Allora, questo genere musicale, noto come "chalgiya", era portatore di una cultura cittadina, eclettica, d’avanguardia, contrapposta alla cultura locale e purista della musica folklorica del villaggio. Fin dalle sue origini si caratterizza come musica che trascende i confini etnici, รจ segnata dalla forte presenza di musicisti rom, mette insieme oriente ed occidente, bulgaro e balcanico, folklore e musica popolare.

Cosa succede con la nascita della Bulgaria moderna?

Succede che la "chalgiya" viene rilegata ai margini dello spazio pubblico, proprio a causa delle caratteristiche "sovranazionali" che ho elencato. La nuova nazione bulgara, e la sua ideologia nazionalista , cercano anche nella musica di rafforzare i caratteri di identitร  nazionale, favorendo ciรฒ che distingue rispetto a ciรฒ che accomuna.

Quale รจ stato il rapporto del regime comunista con la chalga?

L’atteggiamento della classe dirigente comunista ha continuato a guardare con sfavore a questo genere musicale, che allora non era conosciuto con questo nome. All’interno dell’esperimento di ingegneria sociale e culturale del regime, avevano accesso al pubblico principalmente due forme musicali: la musica "alta", che guardava a modelli occidentali, e il fenomeno della "musica popolare bulgara", rivisitazione di musicisti e compositori professionisti di elementi della musica folklorica tradizionale.

Con la caduta del comunismo, la chalga รจ "riemersa" nello spazio culturale pubblico. Come รจ avvenuto questo passaggio?

La chalga non ha mai cessato di esistere. Anche durante il comunismo ha continuato a vivere attraverso le "bande matrimoniali" e la musica rom, e ad essere ascoltata in modo semiclandestino. C’era anche un’industria musicale non ufficiale, legata alla chalga, che viveva attraverso le cassette musicali, mezzo economico e facilmente riproducibile. Coi fatti dell’89, che insieme alla democratizzazione hanno portato alla liberalizzazione dei mezzi di comunicazione di massa, la "musica etno-pop" ha trovato facilmente la strada per tornare alla luce, e a conquistare sempre piรน spazio ai danni della "musica popolare", finchรฉ, intorno al ’93 ha dato vita ad una vera industria musicale.

Quali cambiamenti ha portato la nascita di tale industria organizzata?

Grazie all’industria la chalga รจ uscita definitivamente dall’underground, diventando a pieno titolo segno di prestigio per la nuova elitรฉ che emergeva in quegli anni, un’elitรฉ fatta di nuovi ricchi, di sportivi, ma anche di larghi settori dell’economia "grigia", che ama l’ "etno-pop" e vi si riconosce. In generale, perรฒ, larghi settori della societร  bulgara si sono riconosciti nella chalga, perchรฉ questa รจ in realtร  un insieme complesso e strutturato, capace di rispondere ai gusti di un pubblico eterogeneo e differenziato.

Spesso la chalga viene considerata diretta emanazione di generi musicali nati nei paesi vicini alla Bulgaria, come la "novokomponovona" e il "turbofolk" serbi, la "laika" greca o l’"arabesh" turco…

Questo รจ vero, ma solo in parte. Anche se per lungo tempo la tendenza a riprodurre successi della musica serba o greca, attraverso cover, รจ stata dominante, la chalga non รจ mai stata soltanto la riproduzione di modelli musicali presi in prestito dai paesi vicini. Basti pensare che alcuni vecchi successi della chalga bulgara come "Kamanite padat", si sono poi trasformati in veri hit anche in Serbia. Oggi poi, la produzione "etno-pop" bulgara รจ un prodotto del tutto originale e, credo, gli elementi orientaleggianti che vi si trovano possono esser fatte rientrare in una tendenza generale della world music, piuttosto che ad un fenomeno locale.

La chalga ha diviso la societร  bulgara in due campi opposti, e generalmente suscita commenti emotivamente molto forti, sia tra i suoi fan che tra i suoi detrattori. Perchรฉ?

La chalga si ama o si odia, e non lascia nessuno indifferente. E’ un tema di discussione scandaloso e passionale, che divide la societร  proprio perchรฉ non riguarda soltanto un genere musicale, ma piuttosto una scelta culturale, una "way of life. La battaglia intorno all’ "etno-pop" nasce dal fatto che questa รจ un vero e proprio termometro di processi che stanno cambiando profondamente la societร  bulgara. Innanzitutto il passaggio tra il mondo della tradizione a quello della modernitร  e del post-moderno. Ma anche dell’eterna contrapposizione culturale dei modelli occidentale ed orientale, che per la Bulgaria si rivela sempre estremamente sofferta.

La Bulgaria ufficiale guarda ad occidente, in un certo senso, perรฒ, l’amore per la chalga sembra un sintomo del fatto che "la pancia" della nazione continua a sentirsi piรน a suo agio nei solchi della tradizione orientale. La Bulgaria oggi รจ un paese culturalmente schizofrenico?

Sรฌ, ma anche in questo caso solo in parte. Se รจ vero che la chalga รจ oggi probabilmente piรน popolare di qualsiasi partito politico, questa non puรฒ sostituirsi alla politica stessa. Al tempo stesso, il fatto che esista un dibattito, anche se acceso e passionale, sulla chalga, a mio avviso rappresenta un segno di maturitร  della societร . A chi considera la "etno-pop" come un fenomeno retrogrado, antimoderno e orientaleggiante, fa da contraltare la posizione di chi cerca una propria identitร  culturale senza accettare acriticamente i modelli proposti dall’Occidente. Questo dibattito รจ parte integrante della transizione bulgara, ed in molti sostengono che, la fine della "guerra" intorno alla chalga segnerร  anche la fine della transizione.

E secondo te questa guerra รจ giร  finita?

No, credo che questa continui, anche se in molti sostengono il contrario, sottolineando come la "etno-pop" abbia ormai accesso a tutti i media, e che gli stessi partiti politici iniziano ad utilizzarla nella campagna elettorale. Secondo me la situazione รจ piรน complessa, visto che le critiche rivolte alla chalga continuano ad essere di vario tipo. Innanzitutto c’รจ la critica estetica, che la accusa di essere una musica d’intrattenimento bassa, da i testi volgari e di carattere "genitale", cantata da donne seminude e provocanti. Se questo รจ in parte vero, d’altra parte esistono anche testi portatori di valori come la famiglia, l’amicizia, la patria. Oggi poi la "etno-pop" cerca di superare la contrapposizione alto-basso, con esperimenti come quello di Kali, che guarda giร  decisamente alla world music, o della Kuku Band, che ha portato un forte carattere autoironico al genere.

Ma quali sono i settori della societร  bulgara che amano la chalga, e quali invece quelli che la detestano?

Semplificando molto, a detestare la chalga รจ soprattutto l’intellighenzia culturale: scrittori, registi, cantanti. Alcuni per motivi estetici, altri per motivi nazionalistici, visto che viene vista come un tradimento della "vera" cultura bulgara. C’รจ poi chi non la sopporta per il suo essere fenomeno "di sinistra", legato alle masse popolari, e poco acculturate, contadini oggi divenuti cittadini marginali, che rappresentano al momento la parte preponderante della societร  bulgara, visto che continua a mancare una vera classe media. Ad amare la chalga รจ anche un settore non indifferente dell’economia "grigia", che oltre ad ascoltare l’"etno-pop" lo ha trasformato in parte importante del suo business, e che ha fornito al genere la sua ideologia. Non a caso nelle canzoni si parla, ma non solo, di macchine, cellulari, soldi facili e donne.

Qual รจ il possibile futuro dell’"etno-pop" bulgaro?

So che non sono in molti a pensarla come me, ma io credo che la chalga possa divenire un fenomeno largamente positivo, perchรฉ รจ un genere che ha le potenzialitร  per costruire ponti culturali, per "incollare" quello che le particolaritร  nazionaliste nei Balcani hanno diviso, superando divisioni etniche e culturali. Credo che, nel mondo postmoderno in cui le barriere tra noi e gli altri divengono piรน tenui, il genere possa convivere pienamente con i valori di integrazione e convivenza del nostro futuro comune europeo.

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