La tradizionale stracittadina, organizzata dall'Uisp, si correrà anche in molte città dei Balcani. Quest'anno si correrà con pettorine color iride, in nome della pace.

04/04/2003 -  Anonymous User

Nel 1990, anno della caduta del muro, ha attraversato Berlino da ovest ad est, a Sarajevo nel 1996 è stata la prima dopo la fine della guerra, in Algeria nel 1998 è stata fatta per denunciare la costante violazione dei diritti delle donne, nel 1999 a Tirana e Valona è stato il primo evento sportivo che ha coinvolto albanesi e rifugiati kosovari, nel 2000 a Baghdad ha portato la sua testimonianza contro l'embargo, nel 2001 a Korogocho in Kenia ha radunato nelle strade e fatto correre oltre 5000 persone per affermare il diritto di tutti alla terra. Nel 2002 è stata interamente dedicata all'Africa, coinvolgendo ben 7 stati di quel continente. Si tratta di Vivicittà, stracittadina che sta per compiere vent'anni, organizzata dalla Uisp - Unione Italiana Sport per Tutti. Quest'anno i partecipanti correranno in 45 città italiane ed in 35 straniere tutti rigorosamente irreggimentati da una pettorina coi colori dell'iride.
In ricorrenza del ventennale della corsa Candido Cannavò, ex direttore della Gazzetta dello Sport, ricorda, in una lettera alla Uisp, il forte legame tra Vivicittà, la pace e la solidarietà: "'Buon Natale, Sarajevo' fu il titolo di quella iniziativa che mobilitò voi e noi, industrie dello sport e gente di cuore generoso. Non dimenticherò mai due momenti: quello della partenza della prima nave e quello in cui, a Sarajevo, il presidente del Coni bosniaco mi consegnò un cartoncino, scarno, deliziosamente povero e artigianale. In centro c'era scritto "Grazie". E' ancora nel mio ufficio e vi rimarrà per sempre".
"Si corre per la pace, nel senso che pure quest'anno c'è sfuggita per un soffio" ha affermato in un'intervista a Il Manifesto Nicola Porro, presidente nazionale dell'associazione, che ha presentato in Campidoglio l'edizione 2003, assieme a Gianni Mura e Gianni Rivera "lei davanti, e noi dietro, a sgambettare per acciuffarla".
"La pace è la scelta dei forti, nella misura in cui mette in gioco, anzi meglio, impone, le ragioni della mediazione e del confronto, dell'uscire fuori di sé e del ricercare punti di convergenza con le ragioni dell'altro. Ce la portiamo dietro, negli anni, come il nostro dna, come un codice genetico aperto alla contaminazione con le culture della solidarietà e dei diritti. Riappropriarsi dell'idea di città, recitava uno dei sprimi slogan di questo nostro accanito e sorprendente trattenersi nei territori dello sport come strumento di coesione sociale. Ora potrei dire, con la stessa franchezza di ieri, che si tratta di riappropriarsi di un'idea di cittadinanza. La più allargata possibile", chiarisce nella stessa intervista Porro.
Il 6 aprile prossimo al via le manifestazioni in molte città italiane. Nelle settimane successive si terranno invece molte delle Vivicittà organizzate all'estero. Si correrà anche nei Balcani: il 16 aprile a Bania Luka (Bosnia), Nova Gorica-Gorizia, Pola (Croazia), Prijedor (Bosnia), Sarajevo (Bosnia), Tuzla (Bosnia), Valona (Albania) ed il 27 aprile sarà la volta di Zavidovici (Bosnia).


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