I Balcani come luogo da conoscere e sostenere nel suo processo di rinascita, attraverso il turismo responsabile e sostenibile. Settore divenuto negli anni ambito di numerosi interventi di cooperazione

09/05/2007 -  Anonymous User

Scrive: Emiliano Bertoldi*

Da alcuni anni, il sostegno alla potenzialità turistica dei Balcani sembra essere diventato uno dei settori di intervento privilegiati della cooperazione. Dai primi pionieristici viaggi "responsabili" - in genere legati alla visita e promozione dei vari progetti realizzati dalle ONG italiane e non - la progressiva stabilizzazione della regione e la riscoperta della storia, delle tradizioni e delle bellezze naturali, architettoniche e culturali hanno messo in luce la possibilità di proporre i Balcani anche da un punto di vista turistico vero e proprio.

Naturalmente la costa della Croazia è già abbondantemente frequentata da un turismo che - se pur con qualche eccezione - prende sempre più la forma del classico turismo di massa, mentre tutte le zone che si trovano anche solo 20/30 Km all'interno sono ancora quasi vergini da questo punto di vista. Si prestano quindi allo sviluppo di un turismo intelligente, responsabile, interessato a conoscere i territori e le comunità e ad aiutarne uno sviluppo armonico ed ambientalmente compatibile.

La cooperazione decentrata per il turismo responsabile

Per loro natura, la cooperazione decentrata e i partenariati territoriali si prestano più di altre forme di cooperazione alla promozione di progettualità legate al turismo. Se turismo responsabile significa valorizzazione del territorio e delle sue unicità, protezione dell'ambiente e presidio dei prodotti tipici, viene naturale pensare allo scambio di competenze ed esperienze tra comunità locali - nel reciproco interesse - come forma e sostanza del processo cooperativo.

Dal sostegno all'agriturismo a Prjedor (Bosnia Erzegovina) promosso dall' "Associazione Progetto Prijedor", passando per il turismo rurale e storico-culturale della Put Vode a Kraljevo (Serbia) proposto dal "Tavolo trentino con la Serbia", per arrivare alla sfida del "Tavolo trentino con il Kossovo" che propone addirittura di fare turismo alpino nella Val Rugova (Peja/Pec), sono ormai alcuni anni che la comunità trentina tenta la sfida del turismo nei Balcani, attraverso il sostegno a diversi progetti di promozione territoriale delle realtà ove opera. Un progetto organico - Viaggiareibalcani - si propone inoltre la grande sfida di mettere in rete questi ed altri territori, sponsorizzarli attraverso un sito ed offrire viaggi organizzati.

Più di recente - a seguito di alcune attività legate al programma toscano SEENET - la cooperazione toscana e l'ONG di Arezzo hanno messo in campo un interessante e organico progetto di turismo ambientale, che intende sostenere l'offerta turistica (istituzionale e non) di tre splendide valli: la Valle della Neretva (BiH), la Valle di Mavrovo-Rostuesse in Macedonia e - ancora - la Val Rugova in Kossovo.

Il progetto

Il progetto si propone di innescare un processo di valorizzazione turistica delle tre valli citate, sostenendo le rispettive istituzioni nel definire un piano di sviluppo turistico ambientale, valorizzarlo e promuoverlo attraverso strumenti comuni. Presupposti di un obiettivo così ambizioso sono la possibilità di promuovere una cultura della pianificazione territoriale efficace, lo sviluppo di una capacità di concertazione tra il pubblico e il privato nonché tra territori sia contigui che lontani e la loro messa a sistema, la realizzazione di interventi mirati a realizzare servizi di accoglienza e attrezzature tecniche.

Il progetto mette in campo l'esperienza e la competenza del Centro Studi Turistici di Firenze, di varie amministrazioni toscane (le province di Grosseto, Lucca e Massa-Carrara, il comune di Castagneto Carducci) e del Parco di San Rossore Migliarino, oltre ai vari partner istituzionali e non-governativi dei Balcani. L'attenzione alla bellezza della Val Rugova - inoltre - ha rappresentato il nodo di contatto tra la cooperazione toscana e quella trentina, coinvolgendo il Tavolo trentino con il Kossovo nel progetto come partner ufficiale.

Una rete di reti... di cooperazioni decentrate

Il 3 e 4 aprile 2007 a Mostar si è svolto il primo partner meeting operativo del progetto, ospiti tutti i partner toscani, trentini e balcanici. Se i lavori di gruppo su base geografica hanno permesso di entrare subito nel concreto delle cose da fare in ogni realtà balcanica interessata dal progetto, la riunione plenaria del 3 ha dato a tutti i partners la possibilità di conoscersi, specificare le proprie competenze e - perché no - i propri approcci e desiderata.

Subito sono emerse le potenzialità e la novità di un esperimento probabilmente nuovo: il mettere insieme operativamente - forse per la prima volta - le esperienze e le reti costruite spesso parallelamente in questi anni dalle diverse cooperazioni decentrate. Non che queste cooperazioni non avessero già imparato a conoscersi, annusarsi, talvolta a collaborare (più sul campo - a dire il vero - che per input organici dall'Italia). In alcuni casi si erano anche già trovate all'interno di contenitori comuni, nei vari programmi quadro di UNOPS o del MAE, in qualche INTERREG o ancor di più nelle Agenzie della Democrazia Locale promosse dal Consiglio d'Europa.

Una vera e propria collaborazione progettuale come quella che sembra definirsi con il progetto "Valorizzazione del turismo ambientale nel Sud-Est Europa " - però - con la contaminazione che deriva dal dover stare assieme e realizzare attività congiunte, superare le reciproche diffidenze, le diverse storie e tradizioni (che per quanto recenti sono già ben consolidate, nella consapevolezza che "la mia cooperazione decentrata è migliore delle altre..."), mettere in gioco i propri contatti e le proprie reti (e a volte i propri interessi), è forse davvero una novità.

Uno dei limiti della cooperazione decentrata in questi anni è stata la difficoltà di sviluppare programmi, magari di eccellenza, ma che però non sono stato in grado di creare ricadute sulle realtà vicine. Ci si augura che la costruzione di questa nuova "rete di reti" possa portare lontano, verso una nuova e più compiuta fase della cooperazione tra territori.

*direttivo del Tavolo trentino con il Kossovo


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