Uomini, anni, vita. La memoria del genocidio armeno

In occasione della Giornata del Ricordo, una “due giorni” che cercherà di affrontare apertamente un altro episodio oscuro della storia europea: il genocidio del popolo armeno

 

A distanza di quasi un secolo, non siamo ancora in grado di definire chiaramente modalità ed entità di questo crimine immane commesso nel silenzio dell’allora comunità internazionale provata dalla ferocia della Prima Guerra Mondiale. Di più, meno di trent’anni dopo, Adolf Hitler lo prese come stimolo ed esempio per mettere in pratica la propria follia: nell’agosto 1939, poco prima di aggredire la Polonia, per vincere le titubanze dei suoi collaboratori a proposito dei suoi piani di sterminio, disse loro espressamente “Chi si ricorda più del massacro degli armeni?”.

 

Primo genocidio del XX secolo, esso fu attuato dal governo turco guidato dal movimento nazionalista dei “Giovani Turchi” il quale si pose come obiettivo politico la creazione di una sorta d’impero che inglobasse tutte le popolazioni di origini turche. L’enclave armena - presente sul territorio della Turchia orientale da più di 2000 anni - rappresentava un ostacolo che poteva essere superato solo con la sua eliminazione fisica. Tra il 1915 e il 1922, circa un milione e duecentomila (ma la cifra non è assolutamente accertata) armeni morirono in seguito a feroci violenze. I più “fortunati” per fame, malattie, privazioni.

 

A oggi solo una ventina di Paesi hanno riconosciuto il massacro (tra cui l’Italia) e in Turchia parlare di “sterminio” con riferimento a ciò che subirono gli armeni, è ancora considerato reato. Da qui la necessità di dare spazio e prendere posizione in un dibattito più che mai aperto.

 

L’attualità ci narra le difficoltà del processo negoziale in corso tra la Repubblica armena e quella turca: lo scorso 10 ottobre i capi della diplomazia dei due Paesi hanno firmato una serie di accordi per tentare di normalizzare le relazioni. Il valore storico di questo gesto è ancora tutto da scoprire e i prossimi passi saranno di un’importanza fondamentale verso il riconoscimento di ciò che avvenne novantacinque anni fa. Ma la strada, finalmente, è aperta.

 

PROGRAMMA

 

Sabato 30 gennaio 2010

 

Villa Sirtori, Piazza Marchesi D’Adda
Ore 18:00 - Presentazione della giornata, inaugurazione mostra “ARMIN T. WEGNER E GLI ARMENI IN ANATOLIA, 1915”

 

Sala consiliare, Piazza Roma
Ore 20:30 - Proiezione del film “Screamers” di Carla Garapedian
Ore 22:30 - Proiezione del film “Ararat” di Atom Egoyan

 

Domenica 31 gennaio 2010

 

Villa Sirtori, Piazza Marchesi D’Adda
Dalle 11:00 - Proiezione dei documentari di Artavadz Peleshian per tutta la giornata

 

Sala consiliare, Piazza Roma
Ore 15:00 - “Armenia, ferita aperta” documentario della Televisione Svizzera Italiana
Ore 16:30 - Conferenza storica con Baykar Sivazliyan, docente di Lingua e letteratura armena presso l’Università Statale di Milano nonché Presidente dell’Unione Armeni d’Italia

 

Villa Sirtori, Piazza Marchesi D’Adda
Ore 18:30 - Aperitivo armeno e intrattenimento musicale tematico

 

Cinema Jolly, Via Don Gnocchi 13
Ore 21:00 - Spettacolo teatrale “ARMENIA” di Antonio Carletti

 

Vai al sito dell'evento

 

L’evento avrà come simbolica chiusura la proiezione, in sede da definirsi, di “Uomini, anni, vita” di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi il 24 aprile 2010, in occasione dell’anniversario dell’inizio del genocidio, 95 anni fa.

 

INFO:
Associazione DinamoCulturale
Piazza Roma 1 - Olginate (LC)
e-mail: dinamoculturale@autistici.org
web: www.dinamoculturale.noblogs.org