Bambini di Sarajevo. La vulnerabilità dell’infanzia in fuga dalla guerra

Sarajevo, bambini in guerra, 1994 foto © Mario Boccia

L'incontro verte sul caso dei minori e orfani dell'orfanotrofio "Ljubica Ivezić" di Sarajevo che durante l'assedio vennero accolti in Italia e che fine guerra avrebbero dovuto tornare in patria. Invece rimasero in Italia e alcuni adottati da famiglie italiane, nonstante i genitori biologici in vita

Sarajevo, luglio 1992. A tre mesi dall’inizio dell’assedio della capitale bosniaca, orfani e minori dell’orfanotrofio di "Ljubica Ivezić" (rinominato nel 1997 “Dječiji dom Bjelave”) per ragioni di sicurezza raggiungono la città di Milano, pronta ad accoglierli temporaneamente. Come riportato negli articoli della giornalista Nicole Corritore dell’Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa OBCT (media online e centro studi che si occupa di sud-est Europa, Turchia e Caucaso), si tratta di 67 bambini di Sarajevo, di cui 46 dell’orfanotrofio, accolti poi in due strutture: centro “Mamma Rita" di Monza e centro estivo allora denominato "Santa Maria" di Bellaria Igea Marina (RN). Al termine della guerra i bambini, tra i quali ve ne erano molti con i genitori biologici in vita, avrebbero dovuto tornare a Sarajevo e invece alcuni furono adottati da famiglie italiane. Complicazioni burocratiche ed errori che hanno visto coinvolti i due Stati, l’Italia e la Bosnia Erzegovina, rappresentano una “zona grigia” che ci deve aiutare a comprendere la vulnerabilità dei minorenni in tempi di guerra.

Intervengono:

- Tatjana Sekulić, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca

- Andrea Oskari Rossini, giornalista RAI TGR Veneto

- Alessandra Borsato, Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Milano-Bicocca

In seguito verranno proiettati il servizio del giornalista Andrea Oskari Rossini, "Orfani di Pace" andato in onda nella trasmissione "AestOvest", vincitore del Premio Lucchetta TV News 2018 e il documentario “Ambasciatori studiano lingue” (Ambassadors learn languages/Ambasadori uče jezike, 2007) alla presenza di Šemsudin Gegić (autore e regista) e Emina Gegić (coautrice).

Per approfondimenti si veda il Dossier di OBCT "I bambini di Bjelave": https://www.balcanicaucaso.org/Dossier/I-bambini-di-Bjelave  

L’ingresso è libero e aperto a tutti. E' richiesta l'iscrizione online: https://goo.gl/forms/EwvntvKwrME5tVbe2

 

INFORMAZIONI:

Biblioteca di Ateneo: https://www.biblio.unimib.it