Georgia: tappeti Borchalo, in via di estinzione

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14 February 2022

Un’arte antica, di cui la pandemia rischia di accelerare la fine. Il racconto e le foto di Tata Shoshiashvili      

(Originalmente pubblicato da OC Media )

Ormai solo poche decine di donne sono in grado di tessere i tappeti Borchalo, un'arte praticata principalmente dalla comunità azera della Georgia

Tra queste le sorelle Kajarova, Fatma di 68 anni e Tukazban di 72. Hanno iniziato da piccole, aiutando la loro nonna. Le sorelle hanno vissuto tutta la loro vita nel villaggio di Kosalar, situato nella regione georgiana meridionale di Kvemo Kartli.

Tessere tappeti a mano è un processo lungo e laborioso, con un tappeto di medie dimensioni che richiede almeno due donne che lavorino da uno a due mesi.

“Ci sono ormai pochissime donne rimaste nel nostro villaggio che tessono tappeti, ed è molto raro che qualcuno della generazione più giovane sia in grado di fare un tappeto dall'inizio alla fine", racconta Fatma.

I tappeti Borchalo hanno una storia secolare in Georgia, e sono decorati con simboli unici e complessi per esprimere una varietà di concetti spesso astratti come il rafforzamento della famiglia, la sua protezione, o anche la migrazione.

A Kosalar sono rimaste solo otto o dieci famiglie in cui le donne sono coinvolte nella produzione di tappeti, anche se per alcune non è per scelta ma per necessità. “Tutti hanno del bestiame e la gente coltiva la propria frutta e verdura. Ma vi è poca acqua e quindi non possiamo coltivare frutta e verdura da vendere", spiega Fatma. Alcune donne allora sono impegnate nella tessitura di tappeti per mantenere le proprie famiglie.

Purtroppo, anche la tessitura dei tappeti è stata colpita dalla pandemia e, secondo Fatma, il numero di ordini ricevuto negli ultimi anni si è dimezzato.

Per preservare la tessitura dei tappeti Borchalo, il Museo della Solidarietà, una ONG con sede in Georgia che promuove la conservazione della cultura delle minoranze etniche e religiose del paese, ha lanciato una campagna di advocacy nel 2020 per far riconoscere dal governo i tappeti come Monumento del patrimonio culturale immateriale della Georgia.