Il presidente Mattarella a Sarajevo

30 may 2016

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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha partecipato in veste di ospite d'onore al vertice di “Brdo-Brioni” che si è tenuto a Sarajevo sabato 28 e domenica 29 maggio.

Un momento dell'incontro presso Ars Aevi

Il processo di “Brdo-Brioni” è stato avviato nel 2013 da Slovenia e Croazia, per rafforzare la cooperazione nei Balcani e facilitare la soluzione delle questioni aperte a livello regionale. Il vertice è tradizionalmente preceduto da un incontro tra alcuni dei principali operatori economici del sud est Europa.

All'incontro di Sarajevo hanno partecipato, oltre al presidente sloveno Pahor e alla presidente croata Grabar-Kitarović, anche il presidente serbo Nikolić, il montenegrino Vujanović, il kosovaro Thaci, il macedone Ivanov e quello albanese, Nishani, accolti dai tre rappresentanti della presidenza bosniaca, Čović, Ivanić e Izetbegović.

Il presidente serbo Nikolić, per la prima volta a Sarajevo dall'inizio del suo mandato, ha avuto un incontro bilaterale con Grabar Kitarović, al termine del quale la presidente croata ha dichiarato che la Croazia “non sta bloccando né intende bloccare il percorso di integrazione europea della Serbia."

Al termine di un vertice descritto in termini positivi dai principali media della regione, l'ombra degli anni '90 è riemersa nella conferenza stampa finale quando, rispondendo a una domanda dei giornalisti, il presidente della Bosnia Erzegovina, Izetbegović, ha ricordato come “i croati e i bosgnacchi di Banja Luka sono stati sistematicamente cacciati dalle proprie case [durante la guerra]”, suscitando la dura reazione del rappresentante serbo della presidenza bosniaco-erzegovese, Mladen Ivanić.

Nel pomeriggio di sabato, il presidente Mattarella ha incontrato alcuni rappresentanti della comunità italiana in Bosnia Erzegovina nei locali che ospitano la collezione “Ars Aevi”, la straordinaria mostra di arte contemporanea creata durante l'assedio di Sarajevo da Enver Hadžiomerspahić, sostenuta dall'Italia, che rappresenta una testimonianza di resistenza culturale contro la barbarie della guerra.

Nel corso dell'incontro, il presidente Mattarella ha ricordato il “sentimento di grande amicizia” che unisce l'Italia alla Bosnia Erzegovina, che si traduce in “appoggio e sostegno nei confronti del cammino europeo” del paese balcanico. La posizione italiana – ha dichiarato Mattarella - è che “l'Unione non sarà completa fino a quando non ci saranno i Balcani” e inoltre che “sostenere l'avvicinamento dei paesi dei Balcani all'Europa contribuisce a rendere l'Europa più adeguata nello svolgere il suo ruolo per la pace, la stabilità e la collaborazione internazionale.”


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