L'eco villaggio di Vranjak (Foto Anna Brusarosco)

L'eco villaggio di Vranjak (Foto Anna Brusarosco)

Il Montenegro è sempre più conosciuto per il suo turismo balneare. Ma anche all’interno del Paese si possono trovare mete interessanti, come la località montana di Kolašin, in cui si è puntato ad uno sviluppo ecologico dell’attività turistica, anche grazie al sostegno italiano

12/10/2011 -  Anna Brusarosco

Il 20 settembre 1991 il Montenegro si è auto-dichiarato primo “Stato ecologico” del mondo, valorizzando così anche nella Costituzione il proprio importante patrimonio di biodiversità. Nel contempo, il Paese negli ultimi anni ha puntato molto sullo sviluppo del turismo, soprattutto balneare. Un turismo, tuttavia, sempre più di massa, che sta comportando pressioni antropiche poco o nulla compatibili con una reale tutela delle bellezze naturali delle coste montenegrine.

Spostandosi sulle montagne all’interno del Paese, però, è possibile trovare località in cui si è saputo coniugare un’offerta turistica organizzata ed efficiente con la valorizzazione dell’ambiente e delle tradizioni locali. È il caso di Kolašin , una cittadina situata a 954 m, in prossimità del corso superiore dei fiumi Tara e Morača, circondata dalle cime dei monti Sinjavina, Kapa Moračka, Maganik, Bjelasica, Vučja e Ključ. A pochi chilometri si trova il Parco Nazionale della Biogradska Gora, una delle più antiche aree protette al mondo, situato nella parte centrale del massiccio della Bjelasica. Nel parco si trovano cinque laghi glaciali, il più importante dei quali è il Biogradsko Jezero, circondato dalla foresta vergine della Biogradska Gora, una delle tre ancora sopravvissute in Europa.

Kolašin è facilmente raggiungibile dalla capitale Podgorica, da cui dista circa 70 Km. La strada statale, che si inoltra verso nord nella gola formata dalla Morača, è considerata una delle più belle del Montenegro per i suoi panorami mozzafiato. A 30 Km da Kolašin si incontra il Monastero di Morača, costruito nel 1252, che per le sue caratteristiche architettoniche e per i suoi affreschi è uno dei più importanti esempi di arte religiosa montenegrina.

Kolašin è stata fondata nel 17° secolo come fortezza ottomana, per proteggere la strada tra Podgorica e Bijelo Polje. Per secoli, l’economia della regione è stata basata principalmente sulla disponibilità di risorse naturali, concentrandosi su agricoltura, pastorizia e lavorazione del legno. Oggi, invece, la maggiore opportunità è considerata il turismo, che ha iniziato lentamente a svilupparsi già alla fine degli anni ’60, ma che soprattutto recentemente è diventato l’attività principale nella zona.

Kolašin, il monumento ai partigiani (Foto Anna Brusarosco)

Kolašin, il monumento ai partigiani (Foto Anna Brusarosco)

All’Hotel Brile, situato sulla piazza principale del paese, Trg Borca, incontriamo la proprietaria, Erminia Giannini Reljić, originaria di Salerno, che si è trasferita a Kolašin 25 anni fa “per amore”, come ci racconta, seguendo il marito Radomir. La coppia, conosciutasi in Svizzera, nel 1985 ha deciso di tornare a Kolašin, dove ha ristrutturato una vecchia casa per farne un ristorante, a cui si è aggiunto alla fine degli anni ’80 un grazioso hotel.

Erminia ci dice che quando è arrivata qui “non c’era niente, c’erano pochissime case. Mio marito lavorava qui già da quando era iniziato il turismo, nel 1965. C’era un campeggio ed un solo albergo, l’attuale Hotel Bianca, che una volta era molto più semplice. E lui lavorava, nel ’65-’66, con i turisti che andavano in Grecia e in Turchia, in moto o in auto”.

Oggi, invece, Kolašin si propone come meta sia estiva che invernale, con un’offerta turistica rivolta sia al turista locale che internazionale molto diversificata, che vuole coniugare servizi efficienti e tutela ambientale. Questo obiettivo di sviluppo sostenibile è stato sostenuto anche dal ministero dell’Ambiente italiano , che dal 2004 ha attivato una serie di iniziative di cooperazione bilaterale per la protezione dell’ambiente con l’analogo ministero montenegrino.

In questo quadro, il 26 febbraio 2010 è stato presentato un Master Plan per lo Sviluppo del Turismo Sostenibile nella municipalità di Kolašin. Prendendo spunto dai suggerimenti contenuti nel piano, il ministero ha messo in atto una serie di iniziative concrete per incentivare il turismo sostenibile nell’area. La prima di queste è stata la creazione di un servizio di bike sharing nella piazza principale del paese, inaugurato nel giugno 2010. Un servizio che si coniuga bene con l’offerta di percorsi ciclabili già presenti nella zona, ben segnalati sulle mappe disponibili presso l’ufficio dell’Organizzazione Regionale per il Turismo Bjelasica e Komovi , nata nel 2006 con il supporto della Cooperazione Austriaca e ospitata in un edificio a basso dispendio energetico vicino alla piazza principale di Kolašin.

Il kačamak (Foto Anna Brusarosco)

Il kačamak (Foto Anna Brusarosco)

Nel dicembre scorso è stato avviato anche il progetto “Turismo sostenibile per bambini ”, in collaborazione con i ministeri montenegrini del turismo e dell’educazione e con lo Ski Centre di Kolašin, finalizzato a diffondere tra i bambini le attività in montagna, sensibilizzandoli nel contempo alla protezione dell’ambiente e delle risorse naturali. Nel contesto del progetto, nell’aprile scorso sono stati presentati alcuni nuovi sentieri segnati, percorribili con racchette da neve.

Particolare attenzione è stata rivolta anche allo sviluppo delle potenzialità turistiche legate alla valorizzazione delle tradizioni locali. Come ci ha spiegato ancora la signora Erminia, infatti, lo sviluppo del turismo a Kolašin aveva inizialmente portato alla perdita di molte tradizioni folkloristiche. Oggi, invece, “c’è l’intenzione di recuperarle e si stanno già organizzando”. Sempre grazie al sostegno del ministero dell’Ambiente italiano, ad esempio, sono state inaugurate il 5 febbraio scorso le “Vie dei formaggi ”, due percorsi (uno estivo, l’altro invernale) che permettono di visitare cinque piccole aziende agricole che hanno mantenuto le produzioni casearie artigianali tipiche della zona.

La pastorizia e la produzione di latticini sono infatti attività tradizionali di queste montagne. Tipico è il Lisnati sir, un formaggio a pasta filata salato di latte bovino, ma sono diffusi anche il kajmak (formaggio fresco) e latticini di pecora. I percorsi proposti permettono di visitare cinque aziende familiari, per entrare in contatto in modo diverso con questo territorio, attraverso la scoperta delle produzioni e di piatti tradizionali come il kačamak (una sorta di polenta, mescolata a patate e formaggio).

Uno dei siti inseriti nella Via dei formaggi estiva è l’Eco-Katun Vranjak, una sorta di “eco villaggio” posto a 1750 m, che rappresenta un ottimo esempio di come si possa coniugare offerta turistica e rispetto dell’ambiente. Il villaggio è composto di piccole baite in legno che possono ospitare 2 o 4-5 persone, attrezzate con comodi letti e lenzuola fresche di bucato. L’acqua delle docce comuni è riscaldata con pannelli solari e proviene dai torrenti di montagna. Al calar del sole, solo gli spazi comuni dispongono di energia elettrica, mentre le baite sono illuminate da lampade ad olio. Qui, tra alpeggi e panorami magnifici, è possibile gustare il formaggio prodotto con il latte delle mucche e delle pecore che pascolano nelle vicinanze, affittare cavalli e mountain bike, partire a piedi per scoprire il Parco Nazionale della Biogradska Gora o semplicemente rilassarsi tra il silenzio e i colori della montagna.

Al di là dei nuovi servizi sviluppati grazie alla collaborazione con il ministero dell’Ambiente italiano, Kolašin offre una serie di possibilità che coprono le esigenze delle varie tipologie di turisti. Sia l’Organizzazione Regionale per il Turismo che alcune agenzie locali (come la Explorer o la Vila Jelka ) forniscono informazioni e supporto per escursioni in montagna, sport invernali, rafting nel canyon del fiume Tara, paracadutismo, passeggiate a cavallo, mountain bike e molte altre attività. A qualche minuto a piedi dal centro del paese si trova anche un piccolo, ma curatissimo orto botanico, creato nel 1980 dal signor Danijel Vincek che ancora lo gestisce. Infine, per gli “jugonostalgici”, a Kolašin si trovano diversi monumenti che ricordano la guerra partigiana, tra cui va segnalato il monumento ai soldati e alle vittime della II Guerra Mondiale, posto nella piazza principale, e il cimitero memoriale ai partigiani di Breza, a nord del paese, ancora oggi perfettamente conservato. Alberghi di varie categorie e alcuni ristoranti completano l’offerta turistica di Kolašin, sempre con una attenzione particolare alla valorizzazione delle tipicità locali.


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