Imponenti investimenti statali e privati in vista delle Olimpiadi invernali del 2014 cambieranno l'aspetto di quest'area del Caucaso nord-occidentale.

03/06/2008 -  Giorgio Comai

I progetti che riguardano lo sviluppo di Sochi fino al 2014, anno in cui il noto centro turistico sul Mar Nero sarà sede delle Olimpiadi invernali, prevedono enormi investimenti nella regione.
Il piano governativo dedicato allo sviluppo di Sochi nel periodo 2006-2014 prevede un finanziamento complessivo di 313,887 miliardi di rubli (circa 8,5 miliardi di euro), di cui quasi due terzi da fonti pubbliche e la restante parte da parte di investitori privati. Queste cifre sembrano destinate ad aumentare; il Ministero dei Trasporti Igor Levitin ha stimato che saranno necessari 332 miliardi di rubli del bilancio statale (oltre nove miliardi di euro) solo per le infrastrutture legate ai trasporti (strade, ferrovie, porti e aeroporti). 

Per avere un termine di paragone, per le Olimpiadi invernali di Torino del 2006 - le più costose di tutte le precedenti Olimpiadi invernali - sono stati spesi, a seconda delle diverse stime, tra i 3 e i 3,5 miliardi di euro (incluse le spese per le infrastrutture).

In termini di risorse umane, il Ministero dello Sviluppo Regionale prevede che circa 180.000 lavoratori saranno contemporaneamente occupati nel periodo di massima attività (presumibilmente, il periodo 2009-2010).

Sono inoltre necessarie imponenti quantità di materie prime; si parla, ad esempio, di quasi un milione e mezzo di tonnellate di acciaio, cinque milioni di tonnellate di cemento e quasi 14 milioni di metri cubi di sabbia.

La maggior parte dei lavori non riguarda però i pur imponenti lavori di costruzione degli impianti sportivi necessari alle Olimpiadi (sei stadi del ghiaccio di diverse dimensioni per le varie specialità, cinque tracciati per le specialità sciistiche nella zona di Krasnaja Poljana e i due relativi villaggi olimpici), ma tutte le infrastrutture necessarie per rendere Sochi effettivamente in grado di ospitare una manifestazione di queste dimensioni.

In particolare, oltre a migliorare il collegamento via terra tra Mosca e Sochi, verrà costruita una ferrovia veloce tra Krasnaya Polyana e Adler, le due località disposte a circa 50 km l'una dall'altra situate nei dintorni di Sochi dove effettivamente si disputeranno le gare, e circa 150 km di nuove strade per migliorare la viabilità nell'area.

Il 30 aprile scorso, la compagnia austriaca Strabag ha dato inizio ad importanti lavori di ampliamento dell'aeroporto di Sochi.

I lavori infrastrutturali coinvolgeranno anche il sistema energetico della regione. Per quanto riguarda la fornitura elettrica, il gigante energetico Rao Ees Rossii , ha previsto di aumentare la produzione locale. In particolare, verrà raddoppiata la potenza della centrale termoelettrica di Sochi, verrà ricostruita la centrale idroelettrica di Krasnaja Poljana e inoltre verranno costruite quattro centrali idroelettriche sul fiume Mzymta, nonché una nuova centrale termoelettrica ad Adler.
Inoltre, Gazprom sta per costruire una nuova condotta gas sul percorso Dzhubga-Lazarevskoe-Sochi per aumentare i rifornimenti in vista delle Olimpiadi.

L'arcipelago artificiale "Federacija"

Esistono inoltre due progetti per la costruzione di isole artificiali a circa 200 metri dalla costa di Sochi, destinate ad ospitare hotel, centri commerciali, centri sportivi e luoghi di svago. Il primo, frutto della collaborazione tra un'impresa di sviluppo di San Pietroburgo e un finanziatore degli Emirati Arabi Uniti, prevede la costruzione di un'isola, chiamata "Federacija", della superficie complessiva di 70 ettari,ed era stato presentato nel settembre 2007 a Sochi. Il secondo progetto, risultato di una collaborazione tra una compagnia russa e una compagnia giapponese, è stato presentato nel febbraio di quest'anno a Tokio, e prevede un'isola dalle caratteristiche simili alla precedente, ma leggermente più piccola (50 ettari). Nonostante entrambi i progetti siano stati presentati in occasioni ufficiali, e l'inizio dei lavori sia previsto per la fine di quest'anno, non è ancora chiaro a quale stadio di sviluppo siano effettivamente giunti gli investitori.

Benché debbano ancora svolgersi numerose gare d'appalto, pare che sia investitori russi che stranieri possano trovare un loro spazio nei maxi-progetti per Sochi 2014. Tra gli investitori russi, si trova l'immancabile Gazprom, che sta già costruendo, ricostruendo e ampliando hotel, villette e alcune piste da sci nella zona di Krasnaja Poljana. Il noto "oligarca" Vladimir Potanin, con la sua Interros, sta costruendo le piste del complesso "Rosa Khutor" dove avranno luogo le gare di snowboard e alcune gare di sci. Oleg Deripaska, indicato nel 2008 come uomo più ricco di Russia nell'annuale classifica della rivista Forbes, sembra essere tra i principali investitori, sia direttamente con la sua Altius Development (del gruppo BazEl), occupata nella costruzione di alberghi, strutture ricettive e infrastrutture, sia attraverso le sue partecipazioni in compagnie straniere.

Secondo un articolo di Nezavisimaya Gazeta, sarebbero però le compagnie straniere ad aggiudicarsi i lavori più importanti; sembra infatti che in Russia non vi siano compagnie in grado di garantire la qualità e l'esperienza necessaria per realizzare in tempi brevi opere di tali dimensioni. Il colosso tedesco Siemens e l'austriaca Strabag (il 25% delle azioni di Strabag appartiene proprio a Oleg Deripaska) hanno confermato di volersi proporre congiuntamente per la costruzione di numerosi progetti, incluso il villaggio olimpico, strade, ferrovie, centrali elettriche e hotel.

Tutto sembra procedere, nonostante le proteste di abitanti locali obbligati ad abbandonare le proprie case per far posto a costruzioni destinate alle Olimpiadi, e nonostante i veementi richiami alla difesa del territorio e della natura da parte di varie associazioni ecologiste, non certo entusiaste dei progetti di costruzione di centrali idroelettriche, impianti di risalita e isole artificiali in prossimità dell'area naturale protetta del Caucaso Occidentale ( Osservatorio Caucaso aveva già in precedenza trattato di alcuni di questi problemi).

Secondo alcuni esperti, potrebbe però essere la lentezza della macchina organizzativa e l'oggettiva difficoltà del progetto a rendere impossibile la realizzazione delle Olimpiadi a Sochi. Il presidente della già menzionata Strabag ha dichiarato in un'intervista al quotidiano austriaco Der Standard del 2 maggio che è scettico riguardo alle possibilità di riuscita delle Olimpiadi.

Al momento, a Sochi manca praticamente tutto: infrastrutture adeguate (strade, ferrovie, porti e aeroporti), materie prime, lavoratori, energia ed abitazioni. Nonostante proteste e carenze strutturali, nessuno in Russia sembra mettere in dubbio che i giochi olimpici invernali del 2014 avranno luogo a Sochi. Tutti sanno che il progetto "Sochi 2014" è personalmente sostenuto da Vladimir Putin, e questa sembra essere garanzia sufficiente.


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