Bisonte europeo - Parco Nazionale di Sochi

Sochi ospiterà le Olimpiadi invernali 2014. Una vittoria di immagine per la Russia ma molte sono le critiche e le perplessità. Un articolo critico sulle diverse implicazioni in particolare per i circassi

14/09/2007 -  Anonymous User

Di: Fatima Tlisova per Chechnya Weekly
Traduzione per Osservatorio sui Balcani: Chiara Sighele

Sebbene sia trascorso un mese da quando la città russa di Sochi si è aggiudicata le Olimpiadi Invernali 2014, in Russia l'euforia per questa notizia non si è ancora placata. Tanto i media controllati dalla stato quanto i pochi mezzi d'informazione indipendenti hanno riservato una copertura speciale e continuativa a questo avvenimento. A "Sochi-2014" viene data un'attenzione prioritaria, fatta anche di aggiornamenti quotidiani. Presso alcune fonti d'informazione si contano ormai più di 3.000 le notizie relative ai Giochi di Sochi. Normalmente, quando un tema riceve tanto spazio sui mezzi di comunicazione russi, è perché il governo ne ha caldeggiato la copertura.

Oltre ai bollettini di notizie, la stampa russa è molto prodiga anche di analisi sulla questione dei

giochi di Sochi. Molti temi relativi ai giochi olimpici hanno sollevato vivaci discussioni tanto nei media quanto nell'opinione pubblica, rivolte a chiarire le seguenti questioni: il valore del capitale investito dal governo per prepararsi per i Giochi (si parla di cifre dai 18 ai 300 miliardi di rubli); l'identità del futuro supervisore del progetto olimpico (si dice che sarà il presidente Putin in persona a designarlo - senza dubbio qualcuno la cui lealtà al presidente è certa); gli enti statali e del business che saranno ammessi a partecipare al progetto (sono state menzionate la Gazprom, il monopolio di stato RAO EES, il Ministero alla Difesa, la compagnia ferroviaria di stato, e altri).

A prescindere dalle varie discordanze, su una cosa tutte le parti di questo dibattito

mediatico si trovano d'accordo: i Giochi di Sochi sono un progetto personale di Vladimir Putin. In vista delle ormai prossime elezioni politiche della Duma, che saranno seguite dalle elezioni presidenziali del 2008, il carattere di questo progetto è intrinsecamente politico. É già chiaro che Sochi-2014 è divenuto il principale argomento politico della campagna elettorale priva di opposizione che viene sbandierata dalla squadra di Putin, ben decisa a preservare il proprio potere e a allargare la propria sfera d'influenza. Ad esempio, praticamente ogni poster che pubblicizza nel paese i previsti Giochi di Sochi comprende la rappresentazione del simbolo dell'anello olimpico, giustapposto al ritratto sorridente del Presidente Putin - come se le due immagini rappresentassero un'unità organica. Lo stesso vale per la campagna di propaganda utilizzata dal Partito per la Russia Unita di Putin, che parimenti sfrutta il "marchio" di Sochi in gran parte dei suoi materiali pubblicitari.

Dalla copertura mediatica di Sochi 2014 si potrebbe avere l'impressione che l'intero Paese si sia unito nell'idolatrare il presidente Putin. I media di stato russi enfatizzano costantemente che solo grazie alla volontà di ferro di Putin il Comitato Olimpico Internazionale ha selezionato Sochi. Si potrebbe anche farsi l'impressione che in Russia non ci sia nessuno che non trovi infinito piacere nei Giochi di Sochi. Questa festosità apparentemente universale è uno dei risultati maggiori dell'approccio di Putin alla stampa. Egli gode di un controllo così totale sui mezzi di comunicazione russi da poter confezionare qualsiasi miraggio egli desideri per la coscienza dell'opinione pubblica.

Tuttavia, nella Russia di oggi esiste una genuina opposizione ai Gioch Olimpici di Sochi. Chi si oppone sottolinea i seri problemi di Sochi. I problemi sono abbastanza gravi da far sì che molte persone - inclusi alcuni esponenti del governo - dubitano che sarà davvero possibile realizzare le Olimpiadi sulla costa del Mar Nero. Per quanto tali affermazioni tendano ad essere estremamente vaghe e caute, esse sono state espresse.
Il quotidiano sportivo più popolare in Russia, lo Sport Express, riporta ad esempio l'opinione di Svetlana Zhurova, campionessa olimpica e membro dell'assemblea legislativa del distretto di Leningrado. Zhurova ritiene che "Sochi potrebbe perdere il diritto ad ospitare le Olimpiadi 2014 in qualsiasi momento." A suo dire, i Giochi Olimpici potrebbero sempre essere cancellati e questo problema sarà più sentito specialmente nei prossimi 2 o 3 anni. (Sport Express, 24 luglio).

Il problema di Sochi può essere associato a tre questioni: quella ambientale, questioni militari e di sicurezza, e questioni legate alla storia nazionale.

Gli ambientalisti sono il gruppo più deciso. Essi continuano a richiamare l'attenzione sui danni irreparabili che la costruzione degli spazi olimpici causerà all'ambiente naturale unico della costa del Mar Nero. L'organizzazione ambientalista "Osservatorio ambientalista sul Caucaso del Nord" sta diffondendo comunicati stampa sulle minacce al Parco nazionale adiacente. In ogni caso, le loro denunce non trovano diffuso spazio sulla stampa e dunque non ricevono molta attenzione pubblica. Solo in un'occasione il governo regionale di Krasnodar Krai è entrato veramente in dialogo con gli ambientalisti negoziando un accordo per la creazione e il finanziamento di una speciale riserva naturalistica per compensare i danni all'ambiente.

Come i rappresentati dell' "Osservatorio ambientalista" dichiarano nel loro comunicato stampa più recente del 29 luglio, il governo regionale ha abrogato tutti i suoi accordi non appena Sochi è stata selezionata dal COI. "Abbiamo realizzato che la parvenza di buone intenzioni nel risolvere gravi problemi ambientali dimostrata dal governo di Krasnodar Krai non era altro che uno scaltro trabocchetto per mettere fine alle nostre dimostrazioni durante il processo decisionale del COI," afferma l'organizzazione.
Comunque, gli ambientalisti richiamano l'attenzione ad uno solo degli aspetti ambientali: la preservazione di un ambiente naturale unico e di una zona climatica specifica. Gli esistenti problemi relativamente a Sochi sono dimostrazione del fatto che non è stato condotto alcuno studio di impatto ambientale per i siti dei futuri Giochi olimpici.
Alla base il problema è che la parte orientale del Caucaso nord-occidentale, e in particolare la regione a est adiacente a Krasnaja Polyana - l'area che è il cuore dei Giochi 2014 - avrebbe dovuto destare serie preoccupazioni non solo tra gli ambientalisti, ma all'interno del Comitato Olimpico Internazionale.

All'interno dell'area destinana ai Giochi si trovano:

- Ratan-600, il radiotelescopio più grande d'Europa; rimane oscuro che cosa accada ai rifiuti radioattivi che esso genera;
- il più grande impianto industriale metallurgico della Russia meridionale, di proprietà della Compagnia mineraria degli Urali. È specializzato nell'estrazione e rifinitura dei minerali, compresi quelli radioattivi. I suoi scarti di produzione sono svuotati all'aperto, in uno spazio disabitato al confine tra Krasnodar Krai e la Karachevo-Circassia. Ad oggi, l'intera regione è una zona morta estesa chilometri, come l'autore di questo articolo può confermare per averlo osservato di persona durante un viaggio indipendente di ricerca.

Naturalmente, le verità riguardo le condizioni ambientali in questa regione sono segreto di stato. Vi è un solo indicatore su quanto la situazione sia seriamente allarmante: la percentuale di persone affette da cancro tra la popolazione dei distretti di Urupskii, Pregradneskii e Zelenchukskii della Karachaevo-Circassia è più elevata di quella in siti radioattivi chiusi. Questa affermazione è del Dr. Rashid Botashev, il primario del Centro Tumori di Karachevo-Circassia. Nella sua intervista con l'autore di questo articolo, il Dr. Botashev diceva "non posso citare dati. Posso solo dire che c'è stata una circolare per abbassare le statistiche artificialmente. Tramite comparazione, posso dire che i nostri dati sono più alti di quelli in Chelyabinsk-14 (un'area di ricerca nucleare dell'era sovietica ora contaminato da radiazioni)."

Le preoccupazioni militari o di sicurezza relativamente alle Olimpiadi di Sochi sono meno serie di quelle ambientali. La situazione nel Caucaso del Nord rimane tesa e, nonostante i tentativi del Cremlino di convincere il mondo che il "conflitto ceceno" è stato risolto, il conflitto ha di fatto preso piede al di là della Cecenia, estendendosi ad altre repubbliche. Mentre mantiene una facciata di indifferenza, Mosca in realtà è estremamente preoccupata per la sicurezza dei confini meridionali della Russia. Come riporta il quotidiano Nezavisimaya Gazeta in svariati articoli della sua sezione "Caucaso", il numero totale di truppe russe trasferite nel Caucaso durante gli ultimi sei mesi non è mai stato tanto grande. Inoltre, mentre nei decenni scorsi le forze russe nel Caucaso erano per lo più composte di "forze speciali" di polizia (spetnaz o unità speciali usate in attività di antiterrorismo e accusate di numerose violazioni di diritti umani), uomini del Ministero degli Interni e del servizio federale d'intelligence, negli ultimi due anni il Ministero russo della Difesa ha notevolmente aumentato la sua presenza nel Caucaso nord-occidentale - Kabardino-Balkaria, Karachaevo-Circassia e Adygeya.

Il reclutamento di truppe da stazionare in questa parte del Caucaso avviene nella Russia centrale e nella regione di Mosca. Le reclute sono sottoposte a sei mesi di addestramento speciale, come riportato dalla stampa russa, ed anche dalla stazione televisiva di stato "Severnyi Kavkaz". Le forze del Ministero alla Difesa nel Caucaso Nord-occidentale sono conosciute per l'alta qualità del loro equipaggiamento e forniture. Le forze armate russe hanno messo in campo brigate d'artiglieria motorizzata eccezionalmente equipaggiate con elicotteri e con veicoli fuori strada per la guerriglia montana e ci sono anche quattro basi aeree. Tutte queste forze ricevono la tecnologia militare Le ingenti risorse destinate al Caucaso nord-occidentale lasciano intendere che Mosca è spaventata e che si sta seriamente preparando dietro le quinte a qualcosa che sarà di scala ben maggiore della guerra in Cecenia. In simili circostanze, la sola idea che i Giochi olimpici possano essere condotti in questa regione è da mettere seriamente in discussione.

Il terzo aspetto problematico di Sochi è quello legato alla storia nazionale, o per essere più precisi, il problema circasso. Ad una prima occhiata, la questione circassa è di minor portata rispetto alle due precedenti - ma così non è per chi ha dimestichezza con la storia della guerra russo-circassa dei cent'anni e con le tensioni contemporanee nei rapporti tra i circassi e lo stato russo.
Per la gente in Russia, "Sochi" è un posto qualsiasi, con un nome dotato di nessun significato particolare. Al contrario per i circassi - gli abitanti autoctoni del Caucaso nord-occidentale - Sochi non è soltanto una parola nella loro lingua nativa (che può essere tradotto come "calore estremo"), ma è anche un simbolo della tragedia nazionale circassa. Secondo le memorie degli storici militari russi e dei Generali Berzhe, Velyaminov e Potto, la regione costiera del Mar Nero è stata l'arena della più feroce battaglia nella storia della guerra russo-caucasica del XIX secolo. Le loro stime parlano di almeno trecentomila Circassi morti in questa zona, tra cui donne e bambini.
Fonti circasse, d'altra parte, ritengono che queste cifre di mortalità siano state deliberatamente abbassate. Sulla base di dati raccolti da esperti stranieri del Caucaso, lo studioso Samir Khatko ha scritto un articolo accademico asserendo che negli ultimi quattro anni di guerra nel Caucaso nord-occidentale i morti da parte circassa furono in realtà più di un milione. Secondo i dati di Khatko, un numero più o meno simile di persone fu deportato dal Caucaso nell'Impero ottomano. Come risultato, nel mondo contemporaneo, la diaspora circassa conta circa sei milioni di persone residente in molti paesi diversi - una cifra che supera di sei volte il numero dei circassi residenti in Russia.

Il 5 luglio, il Caucasus Time ha pubblicato un saggio storico intitolato "I Giochi sulle ossa". L'articolo contiene un'analisi della storia del XIX secolo di Sochi e non supporta l'organizzazione dei Giochi olimpici nella città. La frase "I Giochi sulle ossa" non è solo una figura retorica, bensì una descrizione letterale di sviluppi recenti. Ci sono state denunce che resti umani portati alla luce durante la costruzione dei siti olimpici in Sochi sono stati profanati.

Esiste un movimento anti-olimpico su tutti i numerosi siti internet circassi. Ad esempio, uno di questi, elot.ru, basato in Karachaveo-Circassia, contiene un messaggio di un partecipante sotto il nome di "Pilgrim" che descrive come a Krasnaya Polyana siano stati condotti i lavori di costruzione. "Pilgrim" racconta la storia di un ex operaio dl cantiere, che fu licenziato dopo aver visto un bulldozzer che dissotterrava un numero incredibile di ossa umane da sotto lo strato superficiale del terreno. L'ex dipendente sostiene che le ossa furono poi rifatte sparire sotto terra. Questo tipo di soppressione della verità è molto credibile, tenendo a mente la cruciale importanza del progetto per il Cremlino.

Per i circassi, la loro storia non è passato remoto. Nel 2006 il Congresso Circasso, un'organizzazione che ha uffici di rappresentanza in due paesi al mondo, si è appellata a un certo numero di organizzazioni russe e internazionali affinché riconoscessero il genocidio commesso dai russi contro i circassi nel XIX secolo. Mentre la Russia si è rifiutata di prendere in considerazione l'appello, il Parlamento europeo ha accettato di considerarlo.

La diaspora circassa non è disposta ad accettare un simile trattamento da parte della Russia. "Durante la visita di Putin in Giordania, gli è stata rivolta una domanda sulla Circassia. Il presidente russo ha risposto che la Circassia è un problema interno alla Russia". "Questo è assolutamente falso", controbatte Iyad Yougar -presidente dell'Istituto culturale circasso in America- "perché noi, sei milioni di circassi della diaspora, non siamo mai stati cittadini russi. Non possiamo diventare russi nemmeno se lo vogliamo, perché la Russia non ce lo permetterà. Così, siamo privati del diritto di riottenere la nostra patria storica, la Circassia. Questo è il motivo per cui insistiamo sul fatto che il problema circasso è di natura internazionale ed è materia di diritto internazionale."

Va anche considerato che oggi sta prendendo forma un movimento di resistenza armata nel territorio della Circasia storica. Analisti sia all'interno della Russia sai all'estero hanno interpretato la rivolta di Nalchik dell'ottobre 2005 come l'ingresso della Circassia in una guerra di liberazione.

Se si considera l'insieme dei problemi che la riguardano, il futuro dei Giochi olimpici di Sochi è assai allarmante. Si può solo concludere che il COI non potrebbe aver fatto scelta più sfortunata nello scegliere la sede dei Giochi invernali 2014. Infatti, se ci saranno veramente i Giochi di Sochi, molto probabilmente subiranno lo stesso destino delle ultime Olimpiadi sovietiche, tenute a Mosca nel 1980: l'isolamento internazionale.


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