Murales della casa della cultura di Soroca, Moldova

Murales della casa della cultura di Soroca, Moldova (Ion Bargan/ Flickr)

Battaglia a Chişinău sulla data del 9 maggio. Anniversario della vittoria del 1945, tradizionalmente festeggiata con la partecipazione alla sfilata russa sulla piazza Rossa. Ma anche Festa dell'Europa. E non tutti quest'anno, nel giovane governo pro-europeo di Chişinău, vogliono staccare il biglietto per Mosca

05/05/2010 -  Iulian Lungu

Primi nove mesi di governo in Moldavia per la coalizione europeista Alleanza per l’integrazione europea. E primo, importante scoglio politico-diplomatico in vista. Le celebrazioni per il 9 maggio, festa della Vittoria sul nazismo nel 1945, ma anche festa dell’Europa (cinquant'anni fa, il 9 maggio 1950, Robert Schuman lanciava il progetto di Europa unita, ndr), sul calendario di Bruxelles, si stanno dimostrando fonte di tensioni. Non solo nelle relazioni tra forze di governo, ma tra repubblica di Moldavia e Russia.

Parata militare a Mosca, sì o no?

La prima mossa l'ha fatta Mihai Ghimpu, presidente della Repubblica ad interim e leader del partito liberale. Ha rifiutato di inviare a Mosca i soldati moldavi invitati a partecipare alla solenne parata annuale del 9 maggio nella capitale russa, che marca l’anniversario della vittoria della Grande Guerra patriottica (come in Russia è detta la Seconda Guerra mondiale, ndr), sfilando con le truppe di altri 14 Paesi ex Urss.

Ghimpu ha dichiarato che pur riconoscendo l’importanza della vittoria sul nazismo, non può dimenticare le repressioni che seguirono, per mano dei comunisti, dopo la “liberazione sovietica”.

La decisione del presidente ad interim riflette un punto di vista largamente condiviso nella società moldava, specie tra quelli dal radicato orientamento pro-rumeno. Per questa parte di cittadini, il 9 maggio rappresenta soprattutto la Giornata dell’Europa piuttosto che l’anniversario della vittoria del 1945.

Tuttavia, i politici più moderati della coalizione di governo, come il primo ministro Vlad Filat e il leader del partito democratico Marian Lupu, hanno subito replicato prendendo le distanze dalla decisione unilaterale del presidente ad interim, e convocando gli esponenti della coalizione per ribaltare la decisione.

Così lo scorso 22 aprile i leaders dell’alleanza, in opposizione a Mihai Ghimpu, hanno deciso per la partecipazione dei militari moldavi alla parata moscovita. La mossa non ha calmato le acque.

Ghimpu ha immediatamente rifiutato di partecipare, in quanto presidente, alla sfilata. Come dire che l’esercito moldavo sarà pure presente all’evento, ma senza il suo comandante in capo.

Pochi giorni dopo lo stesso Ghimpu ha chiarito: avrebbe partecipato al summit della Comunità di Stati indipendenti, organizzato l’8 maggio a Mosca, ma non alle celebrazioni per il Giorno della Vittoria.

Reazioni a catena

Sulla presenza moldava alla parata militare di Mosca il dibattito si è acceso rapidamente.

E ha mostrato forti divergenze ideologiche tra i partiti di governo. Il sostegno al presidente ad interim è arrivato soprattutto dalle associazioni delle vittime delle repressioni sovietiche e i media anti-comunisti.

Ma la parte filo-russa della società ha condannato la presa di posizione del capo dello Stato, indicando che il presidente è tenuto a rappresentare il Paese, non solo una specifica parte sociale.

Tuttavia, con le prossime elezioni parlamentari in vista, previste in autunno o a primavera prossima, il dibattito si è alimentato di nuove accuse, specie perché in questo frangente ogni partito della coalizione ha agito rispondendo strettamente al proprio elettorato.

I media russi hanno risposto con pari virulenza. Per il suo rifiuto di partecipare alla parata militare per la vittoria, Mihai Ghimpu è stato paragonato ad Hitler. Addirittura, l’ambasciatore moldavo a Mosca, Andrei Neguta, è stato convocato dal ministro degli Esteri russo per chiarimenti.

9 maggio, trasloca la festa dell’Europa?

Sul fronte interno non sono mancate controverse mediazioni.

Con il governo di Chişinău guidato dalla nuova coalizione, democratica e pro-europea, molti pensavano infatti che avrebbe trovato degna collocazione la festa per la Giornata dell’Europa, fissata in tutta la Ue il 9 maggio.

Invece, destando grande sorpresa, il governo ha deciso di spostare in Moldavia dal 9 maggio al 15 la Giornata dell'Europa "per non polarizzare l’attenzione generale".

L’importanza storica del 9 maggio appare ancora indiscussa nella società moldava, però con differenti interpretazioni. In quanto anniversario della vittoria sul nazismo, la data ha portato anche alla liberazione dell’Europa occidentale.

Ma per quella orientale, il 9 maggio ha significato la liberazione da un regime criminale e il subentrare di un altro. Ed è memoria che da quel giorno solo metà dell’Europa tornò libera.

Non si tratta di screditare chi combatté nell’esercito sovietico, come decine di migliaia di moldavi all’epoca, ma di non dimenticare le vittime della repressione e quello che avvenne all'indomani del 9 maggio.


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