Dopo due settimane di pausa forzata il Feral Tribune è tornato in edicola. ''Siamo tornati grazie al venirci incontro da parte del premier croato e all'aiuto finanziario''. Un'intervista con Heni Erceg, caporedattrice del settimanale di Spalato

17/07/2007 -  Luka Zanoni

Dopo due settimane di pausa forzata il Feral è di nuovo in edicola. Come siete riusciti a risolvere il problema del debito?

Siamo riusciti grazie all'interessamento del premier croato e ad aiuto finanziario, che allo stesso tempo ha risollevato il Feral i cui giornalisti, per motivi noti, per mesi non hanno ricevuto lo stipendio. Ma tutto questo ha testimoniato una cosa ancora più importante, cioé che alcune cose in Croazia stanno cambiando. Ed è in questo contesto che la dichiarazione del premier Sanader su come il Feral abbia fatto molto per creare democrazia e libertà in Croazia è stata oltre modo importante sia per noi che per lo spirito che regna nello Stato, dove una tale dichiarazione fino a poco tempo fa era del tutto impensabile. Ovviamente, il premier ha pensato nell'ottica della sua pragmatica politica, ma in ogni caso ha senso riconoscere che ha reagito come mai prima d'ora avevano fatto i suoi predecessori, e nemmeno il governo di coalizione.

Infine durante la seduta del 21 giugno a Zagabria è stata firmata una "Lettera di intenti" secondo la quale l'Europapress holding (EPH), la più grande casa editrice della Croazia, acquisisce la quota maggioritaria della proprietà del Feral Tribune, cioé dell'azienda "Cultura e illuminazione" che pubblica il giornale.

Heni Erceg

Dal momento che l'Europapress holding di Ninoslav Pavic è il più grosso gruppo editoriale della Croazia, avete dovuto accettare alcune loro condizioni o vi hanno lasciato la massima libertà?

L'EPH di Ninoslav Pavic già da tempo era interessata ad acquisire il Feral, ma mai, nemmeno ora che gli accordi sono alla fase conclusiva, ha mostrato la tendenza a voler modificare la politica redazionale, né ha mai mostrato l'interesse di volersi immischiare nella libertà redazionale del Feral. E stando al contratto, così dovrebbe rimanere. Mentre insieme si dovrebbe lavorare all'arricchimento dei contenuti del Feral, cosa che sarà possibile solo alzando lo standard del giornale e rafforzando l'equipe di giornalisti.

Uno dei vostri problemi riguardava le inserzioni pubblicitarie, perché avevate poche richieste pubblicitarie sul vostro giornale. La EPH vi darà la possibilità di avere più inserzioni, cosa che garantirebbe al Feral di auto sostenersi?

Nemmeno l'EPH si illude che ci sarà un gran numero di inserzioni sul Feral, perché i vecchi miti muoiono difficilmente. Di certo sarà più facile dal momento che faremo parte di un sistema più grande, ma oggi in Croazia il mercato della pubblicità sui media è molto corrotto, e non bisogna sperare troppo.

Ci saranno cambiamenti nel giornale? Penso alla veste grafica, ai temi che seguirete, ma anche allo staff di redazione?

Sì, stiamo adottando dei cambiamenti grafici e redazionali, questi ultimi soprattutto perché la redazione che c'era fino ad oggi, io in particolare, è molto stanca, mentre al Feral ci sono molte persone di valore e forti che potrebbero e dovrebbero prendere in mano il timone. Il Feral potrà così avere un futuro assicurato, con una politica redazionale indipendente e il suo spirito critico con cui è cresciuto, ma anche con la possibilità di svilupparsi e di arricchirsi di contenuti, impegnare un maggior numero di collaboratori, e aprirsi a quei temi che, per mancanza di denaro e difficili condizioni di lavoro, fino ad ora non ha avuto modo di seguire. A breve il giornale verrà migliorato graficamente e verrà stampato su carta di qualità, e così restituirà il favore ai lettori per la fedeltà dimostrata e cercheremo di raggiungerne di nuovi.

Il Feral rimarrà pur sempre anche un settimanale satirico come da tempo siamo abituati a leggerlo?

Certamente il giornale rimarrà satirico in una sua parte, come lo è oggi, perché senza di ciò crediamo che il Feral perderebbe molto, diciamo chiaramente che perderebbe la sua anima.


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