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La sensibilità sulla responsabilità sociale di impresa è embrionale in Romania come altrove. I sindacati sono assenti, le istituzioni fragili e le ONG attingono al sistema produttivo per il loro fund-raising

15/07/2009 -  Claudia Iatan

La responsabilità sociale di impresa (Corporate Social Responsibility, CSR) è al momento una questione molto discussa in Romania, soprattutto dalle imprese romene che vedono il tema come uno strumento di marketing e un modo per attirare l'attenzione dell'opinione pubblica. Mentre il governo è poco coinvolto e poco abile in questo campo, dato che non vi sono molte disposizioni di legge che regolano direttamente la materia, sembra che il ruolo principale sia affidato alle aziende. Quando non hanno un dipartimento CSR, di solito si rivolgono ad agenzie di pubbliche relazioni che a loro volta ingaggiano ONG locali per sensibilizzare sul tema la comunità in cui l'impresa ha un impatto diretto.

Diverse iniziative sono state intraprese soprattutto nel settore ambientale e le aziende stanno cercando di sviluppare le loro strategie di CSR passando dalla filantropia, alle relazioni con il pubblico, agli investimenti aziendali di interesse sociale a favore della comunità locale.

John Aston* ha fondato un'azienda di consulenza multidisciplinare su CSR e management nel 2002 in Romania con l'obiettivo di sostenere un concetto di imprenditoria responsabile dal punto di vista sociale, economico e ambientale. Negli ultimi 7 anni ha lavorato per numerose compagnie romene e ci ha raccontato l'evoluzione di questo settore nel paese.

Chi sono i principali attori in ambito di responsabilità sociale d'impresa (RSI) in Romania?

John Aston: Gli attori principali che usano l'espressione RSI in Romania sono soprattutto coloro che lavorano nelle pubbliche relazioni, che la usano come meccanismo di marketing per le aziende per cui lavorano. Il governo romeno non sta facendo molto, sebbene ci sia una Direzione con competenza sulla RSI all'interno del ministero del Lavoro e della Famiglia. Inoltre, alcune organizzazioni per i diritti umani si stanno muovendo in questa direzione: per esempio, l'organizzazione AUR sta portando avanti un importante progetto tra Romania, Bulgaria, Macedonia e Serbia finanziato dalla Commissione europea. Le altre ONG in Romania vedono la responsabilità sociale d'impresa come uno strumento per attrarre fondi. Se le ONG si inseriscono negli 'affari' possono ottenere qualche entrata in più rispetto a quanto facciano con la loro solita attività di fund-raising.

Quali sono le principali questioni sociali che le imprese e le ONG stanno affrontando o dovrebbero affrontare?

J.A: Se ci allontaniamo dal concetto di RSI come strumento di marketing e la vediamo come responsabilità aziendale nei confronti della società, le principali questioni sono le seguenti: si pagano le tasse? Si assume personale a condizioni contrattuali eque? Si accresce il loro capitale umano e sociale? Queste sono gli aspetti sociali in cui le imprese possono avere un reale impatto sulla società. Naturalmente, ci sono anche altre questioni rilevanti a cui il mondo produttivo dovrebbe pensare, e con questo mi riferisco ai seguenti aspetti: Quanto si danneggia o si protegge l'ambiente nel corso del ciclo produttivo? Si rispettano i diritti umani, si discrimina, si agisce correttamente? Legato a questo, si rispetta la diversità o si dà priorità ad un gruppo in particolare? Si trattano in modo corretto i clienti? Se si sta sviluppando un prodotto si ascolta il cliente per migliorarlo? La ricerca è legata alla società? Questi dovrebbero essere dei temi generali di RSI.

Non avrebbe più senso che le autorità locali e regionali dessero più sostegno in questo ambito, specialmente nelle questioni che riguardano direttamente la comunità?

J.A: Sì, in questo caso si toglie la "I" di impresa, e si parla di responsabilità sociale delle istituzioni di governo, dell'università e perfino della nostra personale responsabilità sociale. Su questa linea esiste un forte movimento a livello globale, mi riferisco all'International Organization of Standardization (ISO), con sede a Ginevra. Esiste infatti un programma per costruire un nuovo standard di responsabilità sociale, che ha fatto cadere la "I" di impresa e delinea a grandi linee tutte le questioni che si dovrebbero considerare. Collegata allo standard è l'idea che tutto ruota attorno all'impegno. L'impresa deve considerare l'impatto sulla società, ad esempio verificando chi altro è interessato e con chi si dovrebbe associare, dal momento che ci sono sempre interessi da parte della società civile e del governo. Questo è uno dei cambiamenti che stanno avvenendo a livello internazionale per quanto riguarda la RSI.

Quasi tutte le aziende che hanno programmi legati alla RSI in Romania scelgono di promuovere e di divulgare soprattutto quei progetti inerenti a temi ambientali. Perché "verde" esercita questo fascino in Romania?

J.A: Dal punto di vista degli affari, in Romania il "verde" è diventato uno strumento di marketing. Non sono sicuro che sia ancora un mezzo efficace di per sé. Fino a poco tempo fa per una azienda era uno strumento relativamente economico per attrarre clienti o avere qualche vantaggio sui concorrenti. Ma le cose stanno cambiando, l'opinione pubblica inizierà a fare domande sul reale impatto ambientale di un'impresa.

Il mondo produttivo, le istituzioni, la società civile e il mondo accademico dovrebbero unire le forze per rendere efficace la RSI o RS, non ritenendola solo uno strumento di pubbliche relazioni. C'è qualche iniziativa in questo senso in Romania?

J.A: Attualmente stiamo fondando il 'Center for Corporate Citizenship Romania-CCCRo' (Centro per la cittadinanza imprenditoriale romena), una piattaforma nazionale e internazionale multistakeholder che agisce per la responsabilità sociale, ed è formata da aziende, organizzazioni della società civile, mondo accademico e dal governo. Tra le sue attività principali rientreranno il networking, la formazione e il training con know-how specifico, la ricerca e il benchmarking. Per dare un esempio concreto della prima importante attività, quest'anno inizieranno programmi educativi di breve e lunga durata in collaborazione con l'Università di Scienze applicate BFI di Vienna. Questo programma è rivolto principalmente ai manager e a chiunque sia interessato alla RSI e preparerà e formerà dei professionisti in questo settore.

*Direttore di AstonEco Management, ha implementato progetti multidisciplinari basati su risorse naturali. I progetti trattano vari temi, ambiente, acqua, risorse naturali, comunità e capacity-building organizzativa e imprese legate allo sviluppo sostenibile per il settore pubblico, privato e delle ONG.


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