Oltre 400 mila albanesi risiedono in Italia. Uno studio, realizzato grazie al progetto comunitario "Aquifalc", racconta l'integrazione di questa comunità a 18 anni dai primi arrivi

27/01/2009 -  Marjola Rukaj

Circa 420 mila albanesi risiedono in Italia per motivi di lavoro, di studio o familiari e stanno diventando una parte importante della società italiana così come delle profonde trasformazioni che la attraversano. Ma da qualche anno gli albanesi non sono più gli 'extracomunitari' più dibattuti dai media italiani, e se da una parte non primeggiano più nella cronaca nera, dall'altra l'informazione sull'evoluzione dell'immigrazione albanese è carente.

Come a voler riempire questo vuoto di informazione, è stato pubblicato il libro "Gli albanesi in Italia, conseguenze economiche e sociali di un'immigrazione". Si tratta di una raccolta di studi realizzata dal Centro studi e ricerca Dios, le Università di Bari e di Tirana, la Caritas e la fondazione Migrantes. Hanno contribuito i maggiori esperti di immigrazione in Italia e in particolare di quella albanese, tra cui Rando Devole, Kosta Bajraba, Franco Pittau.

"Gli albanesi in Italia" è un'approfondita analisi dell'attuale situazione della comunità albanese vista sotto una pluralità di aspetti. Lo scopo è quello di fare il punto sul percorso di questa comunità dopo 18 anni da quando i primi migranti apparirono improvvisamente dall'altra sponda dell'Adriatico con gli sbarchi di massa e in condizioni tragiche. Quegli albanesi sono oggi cambiati, inaugurando la fase matura dell'immigrazione, in cui si investe e si costruisce nel paese d'accoglienza per proiettare in esso il proprio futuro e quello dei propri figli.

La situazione attuale viene trattata anche in retrospettiva percorrendo le principali tappe e le difficoltà che la comunità albanese ha attraversato. Gli autori dedicano un particolare riguardo all'immagine e alla percezione reciproca tra italiani ed albanesi in Italia, elemento considerato cruciale per un'integrazione dignitosa nel paese ospitante. Nella prima fase dell'immigrazione albanese, oltre alle difficoltà di inserimento in un paese poco abituato all'immigrazione quale era l'Italia 20 anni fa, gli albanesi si sono trovati ad affrontare la pessima immagine che nei primi anni si è diffusa di loro, in quanto gente pericolosa, propensa a delinquere etc, alimentata per lo più da media impreparati al fenomeno, oggi impegnati in maniera molto simile con i nuovi arrivati, la comunità romena.

La stigmatizzazione degli albanesi da parte dei media - fenomeno studiato approfonditamente nella sua complessità dal sociologo albanese Rando Devole - sembra aver in parte perso attualità negli ultimi anni. D'altro canto, i lunghi anni di storie ed immagini negative hanno prodotto un orientamento dell'opinione pubblica italiana difficile da modificare: oggi tra le paure degli italiani, gli albanesi sono al secondo posto dopo i romeni. Gli autori sono concordi sul fatto che passeranno ancora molti anni prima che tale opinione perda del tutto attualità, come la storia insegna ad esempio nel caso degli emigrati italiani in Svizzera, Germania o Stati Uniti nello scorso secolo.

Tuttavia, le cifre indicano una notevole riduzione della criminalità dovuta ad una migliore situazione socio-economica della comunità e sembra anche essersi affievolita la diffidenza degli albanesi nei confronti degli italiani.

Ciò che sorprende è l'integrazione riuscita di una cospicua parte degli immigrati albanesi. Dalle interviste riportate nel volume, la maggior parte degli intervistati afferma di percepire il pregiudizio e la propensione alla discriminazione ma di non aver subito in prima persona tale discriminazione e di non esser stata ostacolata da essa nel proprio percorso in Italia. Sembra piuttosto che gli elementi che la comunità albanese percepisce come svantaggianti siano gli stessi che vengono espressi dall'opinione pubblica italiana: la farraginosa burocrazia, l'economia ristagnante e il nepotismo.

Nell'ultimo periodo è da sottolineare la forte tendenza ad investire e ad acquistare abitazioni proprie nel paese ospitante, fenomeno che riguarda non solo gli albanesi ma la maggior parte dei migranti residenti in Italia. Attualmente i migranti costituiscono il 20% degli acquirenti di abitazioni in Italia, mentre l'imprenditoria straniera che cresce a ritmi sempre più accelerati ogni anno, vede gli albanesi al terzo posto dopo cinesi e marocchini. In conseguenza di ciò iniziano a ridursi i legami con l'Albania, costituiti per lo più dai rapporti familiari e sociali, senza una chiara prospettiva di ritorno, o di investimento nel paese d'origine. Negli ultimi anni gli enti statistici in Albania prevedono una progressiva riduzione delle rimesse degli emigrati che fino ad ora sono state la principale fonte di reddito per le fasce più disagiate della società albanese.

Nella seconda parte, la ricerca analizza l'impatto dell'emigrazione sul paese d'origine sia trattando il tema delle rimesse in denaro sia il ritorno in Albania, le iniziative imprenditoriali e la valorizzazione dell'expertise acquisito all'estero.

Secondo lo studio, gli albanesi in Italia vivono tra la cultura d'adozione e quella di origine con una doppia identità. Più degli altri ciò caratterizza i tanti studenti albanesi che studiano negli atenei italiani - attualmente circa 10.000. Solo 5% di loro ha affermato di voler tornare in Albania, il restante rimane incerto, tra l'Italia, l'Albania e terzi paesi occidentali dove potersi trasferire una volta terminati gli studi. Solo nelle generazioni più giovani che provengono da un'Albania urbana di grande crescita si inizia a scorgere maggiore determinazione a voler tornare nel proprio paese dopo diverse esperienze di studio all'estero. Per ora nonostante gli sforzi, le politiche volte ad incoraggiare il rientro dei giovani dopo gli studi proposte da Tirana non sembrano aver convinto i giovani e i migranti albanesi a convertirsi al brain gain o a investire nel proprio paese.

I migranti albanesi, qualunque sia la loro data d'arrivo, sono per lo più intenzionati a proiettare il proprio futuro in Italia, senza temere la recessione economica, e pazientando di fronte alla lenta burocrazia e alla legislazione che tratta i nuovi cittadini con norme obsolete e farraginose. "Gli albanesi in Italia" presenta in modo completo quello che gli albanesi sono oggi nel Bel paese per conoscere meglio questa comunità di migranti, parte dell'Italia che cambia.


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