Vive a Sarajevo, si occupa di comunicazione, internet e società civile. Ha da poco attivato un suo blog: Spiralidosa . Uno dei primi messaggi postato per dire Dosta, Basta, Enough

08/06/2006 -  Anonymous User

Di Spiralidosa

Per un momento sabato 3 giugno ho pensato che il cielo in Bosnia fosse nazionalista: piangeva, come al funerale di Izetbegovic... (così Paddy Ashdown il piccolo dio della comunità internazionale aveva descritto la giornata grigia e piovosa - mutna - del funerale). Invece alle 7 di sera anche il cielo ha detto DOSTA - BASTA - ENOUGH ovvero quando è troppo è troppo.

Il 3 giugno è stata una bella, intensa, musicale giornata di protesta.

Dosta il movimento di resistenza e protesta civile è tornato a parlare ... Dal 22 dicembre 2005 ha preso a riunirsi ogni sabato alle 12 davanti al parlamento, ogni sabato il collettivo food not bombs ha raccolto cotto e distribuito cibo caldo, ogni sabato ha manifestato attraversando la città, da Marin Dvor lungo Skenderija passando per Dom Armije girando nella Ferhadija, attraversando la Titova, proseguendo lungo il cantiere della ex Robna Kuca a Parkusa e giù, verso palazzi governativi vicino all'Alipashina Dzamija per tornare alla Skupstina, al Parlamento.

Dosta è un movimento in cui persone fisiche si prendono la responsabilità di dire e fare, a cui contribuiscono con fondi propri e che rilascia ricevuta per ogni donazione e ne comunica l'uso. Un movimento di attiviste/i che si batte per promuovere la dignità di una cittadinanza bosniaco-erzegovese libera dal rigore etnico di Dayton, dalla demagogia dei partiti, dalle appartenenze a gruppi di potere. Insomma, era quello che ci voleva per una campagna elettorale che sta entrando nel vivo e non offre nessuna vera alternativa, impallata com'è fra le popolazioni costituenti ed il tentativo di non scontentare nessun@.

La specificità di Dosta è che non è stata creata dai fondi per la democratizzazione, l'accesso all'Unione Europea, la promozione di giovani, donne, pensionati e disabili ma che è la voce diversa di giovani, donne, pensionate/i e disabili che sono stanche di essere destinatarie future di questo o quell'intervento. Una voce naturale, che usa l'hip hop di Frenkie e degli altri gruppi che hanno ritmato la protesta del 3 giugno. E' una voce piena di umorismo che pubblica on line il fax con cui le autorità a firma di Bernhard Wiener negano il permesso di tenere il concerto davanti al Parlamento perche si tratta di uno spazio non pubblico con un cantiere aperto che lavora infaticabilmente anche durante il fine settimana. Affermazione ridicola e al contempo falsa per chiunque viva a Sarajevo e che dimostra l'imbarazzo e la difficoltà della politica professionista di fronte ad un movimento che è partito denunciando l'insensato aumento delle bollette della luce e che mostra di avere la creatività e determinazione necessarie per creare uno spazio di cittadinanza aperto.


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