Le produzioni BIO più significative nei Balcani

10/11/2011 -  Matteo Vittuari

Le produzioni più significative e sostanzialmente comuni a quasi tutti i Paesi della regione sono legate a piccoli frutti (ciliegie, fragole, lamponi, mirtilli, more), erbe aromatiche e officinali, e alcune tipologie di cereali.

L’ortofrutticoltura ha una dimensione rilevante in Croazia e sta crescendo, per alcune colture, in Albania, Macedonia, Montenegro e Serbia (cfr tabella 16).

Nel settore zootecnico, i passi avanti più concreti sono stati fatti da Croazia, Macedonia e Montenegro, soprattutto per quanto riguarda l’allevamento ovino e caprino. Mentre per il miele, che presenta casi di eccellenza in Bosnia Erzegovina e soprattutto Macedonia, la tradizione è consolidata in tutta la regione e le prospettive di sviluppo del biologico all’interno di questa nicchia sono importanti.

 

Tabella 17. Produzione e trasformazione

Paese Produzioni principali Trasformati principali
Albania Erbe aromatiche e officinali, piccoli frutti, olive Succhi e confetture, olio di oliva
Bosnia Erzegovina Cereali, erbe aromatiche e officinali, piccoli frutti, funghi, miele Farine
Croazia Cereali, ortofrutta, erbe aromatiche e officinali, olive, uva Succhi e confetture, olio di oliva, vino, oli essenziali
Macedonia Cereali, ortofrutta, latte e carne ovina, miele Confetture, succhi, formaggi
Montenegro Erbe aromatiche e officinali, frutta, carne ovina, latte ovino e caprino Confetture, succhi, formaggi
Kosovo Piccoli frutti e erbe officinali -
Serbia Piccoli frutti, ortofrutta, funghi, cereali Succhi e confetture

Fonti: interviste con esperti Paese, letteratura, siti istituzionali, OFIS

 

Frutticoltura: l’export serbo e il distretto di Arilje

La frutticoltura è uno dei settori più importanti e di più consolidata tradizione dell’agricoltura serba, non è quindi casuale che il biologico abbia inizialmente guardato verso questa direzione. Le prime esportazioni di prodotti bio risalgono al 2006 con BCS Öko (organismo di controllo tedesco) che ha certificato i primi quantitativi di frutta congelata (mirtilli, lamponi, prugne, ciliegie e mele) per il mercato elvetico (EU - OFIS, 2006). Dal 2006 le superfici frutticole certificate sono cresciute in modo consistente e nel settore l’export di prodotti bio si è rapidamente esteso verso altri Paesi europei: Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia, Paesi Bassi e Polonia (EU - OFIS, varie annate).

All’interno del settore frutticolo, osservando sia il biologico sia il convenzionale, un’eccellenza è rappresentata dai piccoli frutti: nel 2009 la Serbia è stato il primo esportatore mondiale di lamponi per un totale di circa 63.000 tonnellate e un giro d'affari di oltre 200 milioni di dollari. Ad Arilje, in Šumadija (Serbia centrale), si è sviluppato quello che può essere definito il distretto del lampone, caratterizzato da oltre 5.000 produttori medio-piccoli, piantagioni ad alta produttività, un mercato del lavoro stagionale che richiama annualmente oltre 200.000 addetti e una fitta rete di impianti di stoccaggio e congelamento (KARAJKOV R., 2010). Un’eccellenza limitata dalla carenza di infrastrutture e da una filiera che non arriva alla trasformazione del prodotto. La maggior parte dei lamponi viene infatti esportata in forma congelata, mentre distribuire il prodotto fresco, grazie al prezzo alla vendita sensibilmente più alto, consentirebbe di far lievitare i ricavi, ma richiederebbe anche di far arrivare il prodotto ai punti vendita non oltre due giorni dalla raccolta, ostacolo piuttosto difficile da superare considerando infrastrutture e iter burocratico-amministrativi nella gestione della logistica internazionale (KARAJKOV R., 2010).

 

Tabella 18. Frutticoltura: le superfici a biologico in Serbia 2009

Prodotto

Superficie certificata

(ettari)

Superficie in conversione

(ettari)

Superficie complessiva

(ettari)

Mele 650 550 1.200
Lamponi 360 20 380
Fragole 80 10 90
Prugne 420 170 590
Ciliege 100 50 150

Fonte: GTZ, 2011

 

Olio di oliva: la filiera albanese

La filiera olivicola albanese ha una storia importante come testimoniano l’area olivata (circa l’8% della superficie agricola totale), i forti investimenti governativi, la crescita costante del numero di nuove piante messe a dimora, e la posizione prioritaria del settore all’interno della Strategia per lo Sviluppo agricolo e alimentare 2007-2013. Soltanto negli ultimi anni si è assistito a un riorientamento verso produzioni conformi agli standard dei principali retailers locali e dei distributori internazionali sia in termini di qualità che di packaging. Questo sforzo è avvenuto soprattutto grazie all’impegno della Albanian Alimentary Oil Association (AOA) che, supportata da USAID (United States Agency for International Development) e SNV (Netherlands Development Organization), si è impegnata a promuovere un’olivicoltura di qualità e ha portato gli operatori del settore a guardare anche al mercato internazionale. Produzione, certificazione ed esportazione di olio di oliva biologico sono iniziate nel 2003 all’interno del programma Sippo (Swiss Import Promotion Programme) che ha permesso al pioniere Shkalla, con una certificazione rilasciata da IMO (organismo di controllo svizzero), il primo ingresso sul mercato elvetico, divenuto poi il principale punto di riferimento per l’olio bio albanese. Dal 2007 la certificazione dell’olio di oliva albanese per il mercato svizzero è poi passata a Bio-inspecta, già attiva dal 2004 nel settore delle erbe medicinali e presente nel Paese anche grazie alla collaborazione con Albinspekt.

 

Tabella 19. Produzione olivicola albanese 2000-2009 (complessiva: biologico + convenzionale)

Piante di olivo 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009
Totale (.000 piante) 3.611 3.667 3.809 3.940 4.092 4.264 4.497 4.715 5.011 5.590
In produzione (.000 piante) 3.256 3.246 3.290 3.359 3.429 3.488 3.603 3.728 4.179 4.207
Rese (kg/pianta) 11,1 12,2 8,3 8,3 17,1 8,6 11,2 7,0 15,8 11,4
Produzione (.000 ton) 36,2 39,6 27,3 27,9 58,7 30,2 40,2 27,6 56,2 78,0

Fonte: Instat, 2011

 

Cereali e ortofrutta: la produzione bio in Croazia

Nel caso della Croazia l’andamento delle superfici a biologico tra il 2002 e il 2009 mostra come seminativi e frutteti siano cresciuti in modo significativo. La superficie a seminativi è passata dai 50 ettari del 2002 ai quasi 10.000 del 2009, mentre i frutteti da 30 a quasi 1.300 ettari. In crescita anche i pascoli che dal 2006 hanno superato stabilmente i 2.000 ettari di superficie certificata. Anche le produzioni legate a settori a elevato valore aggiunto come olivicolo e vitivinicolo, dopo essere rimaste a lungo praticamente ferme, nel biennio 2008-2009 hanno fatto registrare importanti segnali di vitalità. Un quadro di riferimento complessivo che conferma la posizione della Croazia come leader regionale e punto di riferimento del settore.

Tabella 20. Superfici a biologico in Croazia 2002-2009

Anno/Coltura 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009
Seminativi 49 2.494 2.386 2.214 2.958 2.915 2.901 9.766
Frutteti - 27 34 84 201 575 791 1.264
Vigneti - 43 30 30 32 75 212 191
Olivi - 2 3 26 37 83 100 228
Pascoli - 940 146 740 2.621 3.496 5.603 1.998
Maggese 2 - 3 27 101 40 100 84
Boschi - - 52 60 58 87 82 315
Colture orticole - - - - - 92 95 68
Piante medicinali - - - - - 214 226 279
Totale (ettari) 51 3.506 2.654 3.184 6.008 7.577 10.010 14.193

Fonte: Croatia on BioFach 2009