L’adesione all’UE รจ la (nuova) missione nazionale del Montenegro
Le forze politiche si accordano per sostenere la prospettiva europea di Podgorica, ormai avviata verso la fase finale dei negoziati con Bruxelles. Ma sul cammino del Paese adriatico rimangono ancora diversi ostacoli da superare

Milojko Spajiฤ, primo ministro del Montenegro ยฉ Alexandros Michailidis/Shutterstock
Milojko Spajiฤ, primo ministro del Montenegro ยฉ Alexandros Michailidis/Shutterstock
Lo scorso 13 luglio, il Montenegro ha festeggiato il “giorno dello Stato” (Dan drลพavnosti). Con questa ricorrenza Podgorica celebra due avvenimenti storici importanti: il riconoscimento dei propri confini sovrani al Congresso di Berlino del 1878 e lโinizio della rivolta contro gli occupanti fascisti nel 1941, di cui questโanno cade lโ85esimo anniversario.
Il giorno successivo, alla conferenza intergovernativa tenutasi a margine del Consiglio Affari generali dellโUE a Bruxelles, il Paese adriatico ha chiuso provvisoriamente altri due capitoli, lโ8 (Concorrenza) e il 29 (Unione doganale). Una coincidenza di calendario che ha il sapore del simbolismo politico.

Jovan Subotiฤ – Foto Skupลกtina Crne Gore
Ne abbiamo parlato con Jovan Subotiฤ, presidente ad interim della commissione parlamentare sullโIntegrazione europea in quota PES (il partito di maggioranza relativa del premier Milojko Spajiฤ). Lo abbiamo incontrato nel suo ufficio alla Skupลกtina, il Parlamento unicamerale di Podgorica.
A 20 anni dal ripristino dellโindipendenza e 85 dal sollevamento antifascista, possiamo dire che il Montenegro concepisca lโadesione allโUE come la sua nuova missione nazionale?
Direi proprio di sรฌ. Al di lร delle celebrazioni ufficiali, cui si รจ unita anche la commissaria allโAllargamento Marta Kos [in visita in Montenegro il 9-10 luglio, ndr], ho trovato estremamente rigenerante vedere il Paese unirsi davvero per questa ricorrenza. Purtroppo appena due mesi fa, quando abbiamo celebrato ventโanni dal ripristino dellโindipendenza, ci sono stati dei disaccordi, chiamiamoli cosรฌ. Cโรจ ancora qualcuno in Montenegro che non riconosce il 21 maggio come la festa nazionale piรน importante, ma sul 13 luglio concordano tutti. Questโanno, poi, il clima era ancora piรน disteso grazie allโaccordo appena raggiunto tra maggioranza e opposizione, che sblocca la crisi politico-istituzionale e blinda il futuro europeo del Montenegro moderno.

Pannelli celebrativi dellโ85esimo anniversario della sollevazione antifascista del 13 luglio 1941 installati in un parco pubblico a Podgorica. A sinistra, una riproduzione del monumento eretto in memoria dei rivoltosi a Virpazar, dove partรฌ lโinsurrezione. A destra, una mappa dei principali scontri con gli occupanti italiani. Foto: F. Bortoletto
Cosโavete concordato?
Con la mediazione della delegazione UE in Montenegro, abbiamo stipulato a inizio luglio un patto politico con quasi tutti i partiti dellโemiciclo, impegnandoci a cooperare nei prossimi mesi di intensa attivitร legislativa. Il primo risultato รจ stata lโelezione, lungamente attesa, dei due giudici che mancavano per completare lโorganico della Corte costituzionale. Ora ci sono sul tavolo molti emendamenti legislativi e costituzionali โ incluse le controverse norme sulla sicurezza [i critici contestano soprattutto i rischi di influenza politica sulla polizia e ampie violazioni della privacy, ndr] โ nonchรฉ una serie di nomine in diversi organi istituzionali e statali. Certo discutiamo ancora aspramente in Aula, ma adesso sappiamo che stiamo remando tutti nella medesima direzione: verso lโadesione allโUE entro il 2028.
Ritiene ancora verosimile questa scadenza? A che punto sono i negoziati con Bruxelles?
Assolutamente sรฌ. Se non sarร il 2028, sarร lโinizio del 2029. Abbiamo chiuso 18 capitoli negoziali sui 33 totali e mi aspetto di chiuderne altri ancora entro la fine dellโestate. Noi puntiamo a concludere i negoziati entro fine anno, e la presidenza irlandese del Consiglio ci sostiene in questo sforzo. A Bruxelles la nostra imminente adesione รจ ormai considerata una realtร tangibile. Quanto al trattato dโadesione, attualmente in fase di stesura, sembra che conterrร una sorta di ‘periodo di prova’ di alcuni anni. Non รจ una misura anti-Montenegro, bensรฌ un meccanismo di salvaguardia per tutelare la democrazia in tutti i futuri Paesi membri: lโUE la sperimenterร con noi, in quanto candidato piรน avanzato.
Rimangono ancora i capitoli piรน ostici, tra cui Stato di diritto ed energia. A Pljevlja cโรจ una centrale a carbone che non rispetta gli standard europei: sarร messa in regola entro il 2028?
In quanto parte del cluster dei cosiddetti ‘fondamentali’, i capitoli 23 e 24, che riguardano Stato di diritto e giustizia, vanno chiusi per ultimi. Noi stiamo portando avanti le riforme, ma non รจ una passeggiata. La nomina dei giudici costituzionali รจ un passo avanti significativo, anche se sarebbe dovuto arrivare molto prima. Anche sul capitolo 27 (Ambiente) registriamo dei progressi, come la recente proposta dellโesecutivo di designare oltre metร del territorio nazionale quale sito protetto sotto la rete europea ‘Natura 2000’. Non so dire con certezza se lโimpianto termoelettrico di Pljevlja attualmente rispetti pienamente gli standard internazionali, ma di certo la situazione รจ migliore anche solo rispetto allโanno scorso. In ogni caso, avremo sicuramente bisogno di un periodo di transizione post-adesione per metterlo completamente in regola, e probabilmente accadrร lo stesso per altre parti del capitolo 27, che รจ particolarmente complesso.
Poi cโรจ il veto croato sul capitolo 31. Come procede il dialogo con Zagabria?
In realtร , la Croazia sta bloccando due capitoli. A livello tecnico il lavoro รจ sostanzialmente finito, manca lโaccordo politico. Riguardo al capitolo 31 (Politica estera, di difesa e sicurezza), siamo disponibili a un compromesso sulle questioni ancora aperte, incluse la proprietร della nave Jadran e le compensazioni per gli internati nel campo di Morinj durante la guerra. I rispettivi ministeri degli Esteri, che gestiscono le trattative, non lasciano trapelare granchรฉ ma sembra che stiamo andando nella direzione giusta. Lโaltro capitolo bloccato รจ il 14 (Trasporti): doveva essere chiuso la settimana scorsa, ma Zagabria si รจ opposta perchรฉ teme che i trasportatori montenegrini ottengano vantaggi indebiti nel mercato croato.
La societร civile contesta uno scarto marcato tra le norme adottate e la loro implementazione effettiva. Come si accorcia questa distanza?
ร impossibile negare lโesistenza di un tale divario, ma credo sia normale dato il ritmo con cui stiamo adottando le riforme. Le novitร non possono essere inventate dallโoggi al domani: fissarle nelle leggi รจ il primo passo, poi servirร del tempo per tradurle in pratica e consolidarle. Mi sembra che stiamo facendo dei progressi, seppur lentamente. Ad esempio, sta aumentando la vigilanza in settori come la fiscalitร e la sicurezza, nonchรฉ il contrasto ad economia sommersa e criminalitร organizzata, storicamente radicate nel nostro Paese anche grazie alla connivenza delle vecchie รฉlite politiche. Il governo sta tentando di combattere corruzione e clientelismo, creando le condizioni per la libera concorrenza. Purtroppo, vediamo ancora un interesse limitato delle imprese europee ad investire in Montenegro, forse perchรฉ ricordano comโera dieci o ventโanni fa. Dobbiamo iniettare nuova fiducia.
Lโanno prossimo si vota e, ora che รจ membro associato del Partito popolare europeo, il PES puรฒ contare sullโappoggio della famiglia politica piรน forte dโEuropa. Vi presenterete da soli alle urne?
Ritengo che lโingresso nel Partito popolare europeo (PPE) aumenti ulteriormente la credibilitร del nostro partito, il ‘Movimento Europa ora’ (Pokret Evropa sad, PES), e dello stesso premier Milojko Spajiฤ. Naturalmente, la nostra credibilitร dipenderร anche dal buon esito del processo di adesione allโUE. Certo, questo processo non sarร concluso al momento del voto [da tenersi entro fine giugno 2027, ndr], ma cโรจ tempo per compiere ulteriori progressi. Spetterร al premier determinare la nostra strategia elettorale, ma non escludo una coalizione con le forze filo-europeiste, potenzialmente anche piรน ampia dellโattuale ma senza il DPS [il Partito democratico dei socialisti, che ha controllato il Montenegro dal 1991 al 2023, ndr]. Ad ogni modo, spero che questa maggioranza sia nelle condizioni di formare un altro governo e credo sia importante che, se ciรฒ accadrร , a guidarlo sia di nuovo Spajiฤ.
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