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Ce ne sono di più che ai tempi di Ceausescu. Ricevono aumenti di stipendi in tempi di crisi, condizionano la vita politica, sono strutturati in una pletora di uffici. Secondo il quotidiano Adevarul la Romania sarebbe il campione europeo per numero di agenti segreti

27/01/2010 -  Mihaela Iordache

Il paese dei servizi segreti? Sorpresa o no, il paese si chiama Romania: uno stato che si rivela grande sostenitore degli "007", con un numero record di agenti segreti. Agenti che tra l'altro, anche quest'anno si sono salvati dalla crisi economica a dispetto delle grandi difficoltà incontrate da tutti gli altri dipendenti pubblici.

Mentre i fondi dell'amministrazione sono diminuiti quasi in tutti i settori, le somme per i servizi segreti in alcuni dipartimenti sono aumentate del 40%, con un totale di 466,5 milioni di lei (113 milioni di euro) come nel caso del STS (Servizio delle Telecomunicazioni Speciali). Nel 2010 potranno spendere di più anche gli "007" del Servizio di Informazioni Estere (SIE) che hanno ricevuto 214,3 milioni di lei (52 milioni di euro). Gli stessi soldi dell'anno scorso invece per il Servizio Romeno delle Informazioni (SRI) pari a 1,2 miliardi di lei.

Le spese più alte riguardano proprio un aumento generale degli stipendi, che dovrebbero far felici un po' di più gli agenti di Bucarest. Tutto questo mentre il governo del democratico liberale Emil Boc si prepara a mandare a casa 100mila lavoratori del settore pubblico. Ma investire nell'intelligence vale sempre la pena, sembrano pensare le autorità di Bucarest.

Chi sa, magari in futuro i turisti che visitano il paese potrebbero scoprirsi interessati non solo a seguire le orme del conte Dracula, ma anche quelle dei tanti "James Bond" romeni... Il materiale non manca, visto che la Romania al momento conta ben sette servizi segreti diversi. Un caso unico ed impressionate, a quanto ne scrive la stessa stampa romena.

Di certo in questo settore la Romania è leader in Europa: abbiamo l'SRI (Servizio Romeno delle Informazioni), il SIE (Servizio di Informazioni Estere), l'SPP (Servizio per la Protezione e di Guardia), l'STS ( Servizio delle Telecomunicazioni Speciali), la Direzione generale delle Informazioni dell'Esercito, la Direzione Generale delle Informazioni e Protezione Interna (DGIPI-MAI), e per finire la Direzione per la Prevenzione della Criminalità nell'Ambito Penitenziario.

Secondo le informazioni veicolate sulla stampa e da alcuni blogger romeni, non si tratta solo di un numero elevato di servizi ma anche di un impressionante numero di agenti operativi. Secondo il sito "Inpolitics.ro", il Servizio Romeno delle Informazioni (SRI) avrebbe un numero di ufficiali per abitante sei volte maggiore dell'FBI (cioè 571 su un milione di abitanti).

In questa classifica la Germania è a 89 e la Francia a 98,scrive ancora "Inpolitics.ro. Al tempo stesso il SIE (Servizio Romeno delle Informazioni Estere) avrebbe cinque volte più agenti del britannico MI5.

La Romania sembra quindi essersi guadagnata sul campo il titolo di campione europeo dei servizi segreti, avendo quasi il quadruplo delle strutture della maggior parte dei paesi UE, come segnalava qualche tempo fa anche il quotidiano "Adevarul".

Lo stesso giornale aveva intervistato due ex capi dei servizi segreti romeni: Catalin Harnagea e Ion Mihai Pacepa Quest'ultimo, fuggito negli USA nel 1978 durante una visita nella Repubblica Federale di Germania, diede un forte colpo al regime di Ceausescu che si vide tradito dal capo del suo stesso spionaggio. Pacepa continua a vivere negli USA sotto copertura, a rilasciare interviste e a fare dichiarazioni incendiarie sull'intelligence dei paesi ex-comunisti. Mentre l'ex direttore del Servizio delle Informazioni estere Catalin Harnagea ha confermato alla stampa di Bucarest che il Servizio Romeno delle Informazioni (SRI) ha oggi circa 12mila agenti.

Nel 1989, l'anno della caduta del regime di Ceausescu, in un paese di 22 milioni di abitanti circa 700mila erano informatori della Securitate, la polizia politica. Quasi ogni romeno era un potenziale pedinato dei servizi, in quanto ogni cittadino poteva essere un potenziale nemico. Il consiglio Nazionale per lo Studio degli Archivi dell'ex Securitate ha confermato che prima dell'89 erano reclutati nei servizi anche bambini di eta tra 12 e 14 anni.

Quello che intriga i giornalisti romeni è il fatto che la Romania abbia oggi più agenti segreti in democrazia rispetto a quanti ne aveva sotto la dittatura di Ceausescu.

Secondo alcuni politici il coinvolgimento dei servizi nella vita politica romena è sempre più evidente. L'anno scorso, il socialdemocratico Miron Mitrea dichiarò che in Romania si ottengono informazioni dai servizi segreti per fare politica. L'intera questione dell'influenza dei servizi segreti nella politica romena resta comunque aperta a diverse interpretazioni.

La maggior parte degli analisti però punta il dito sul ruolo attivo di queste strutture informative. Solo l'anno scorso, durante la campagna elettorale, il presidente Traian Basescu ha dichiarato che per la prima volta i servizi segreti non risultavano coinvolti nella battaglia politica. Con quella dichiarazione Basescu non ha tranquillizzato l'opinione pubblica, ma ha scatenato dubbi e ha alimentato polemiche sul coinvolgimento dei servizi nelle precedenti campagne.

La dichiarazione del presidente, allora in corsa per un secondo mandato, considerata da molti osservatori una gaffe ha portato i suoi avversari a sostenere che Basescu è diventato capo di Stato con l'aiuto dei servizi. Il presidente, che ha un debole per il lavoro dei servizi, apprezza spesso pubblicamente l'attività di queste strutture e per quanto riguarda il Servizio delle Informazioni Estere ha nominato come direttore un suo uomo di fiducia.

Che la Romania sia "terra fertile" per l'intelligence l'hanno capito anche alla Nato. Ad Oradea, a dodici chilometri dal confine con l'Ungheria, è in fase di realizzazione lo HUMIT (HUMAN Intelligence), centro di spionaggio e controspionaggio dell'Alleanza Nord Atlantica, formato da agenti romeni ."Romeni, le migliori spie della Nato", hanno titolato i giornali locali dopo aver appreso della realizzazione del centro. Il centro di Oradea è coordinato dal Comando Alleato per la Trasformazione, con la sede a Norfolk (USA).

La Romania ha esperienza nell'ambito anche dopo aver partecipato con strutture militari a molte missioni internazionali: dall'Afghanistan all'Iraq, dalla Bosnia al Kosovo. I militari romeni riescono solitamente a raggiungere dei buoni risultati nei paesi arabi anche grazie ai rapporti tradizionali tra la Romania e questa parte del mondo.


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