La legge moldava prevede che i bambini siano vaccinati per poter frequentare la scuola materna, ma molti genitori non sono d'accordo. Ora il parlamento discute una proposta di legge che renda la vaccinazione facoltativa

11/04/2013 -  Natalia Ghilaşcu Chişinău

Molti bambini moldavi non possono frequentare la scuola perché i genitori si rifiutano di vaccinarli, temendo effetti negativi sulla loro salute. La vaccinazione è infatti uno dei requisiti obbligatori per l'iscrizione, anche se il ministero della Pubblica Istruzione non è d'accordo e la legge che lo prevede è stata dichiarata costituzionale solo dopo un prolungato dibattito. I genitori di oltre mille bambini non vaccinati sono delusi perché verrebbe loro negato il diritto all'istruzione; un'iniziativa legislativa per la gestione di questi casi è stata bloccata dal parlamento, perché il permissivismo potrebbe demotivare molte altre persone a rispettare la legge. Tuttavia, una nuova proposta di legge del difensore civico sarà presto discussa in parlamento e potrebbe rendere la vaccinazione facoltativa.

Le scuole materne e i bambini non vaccinati

Tatiana, 30 anni, crede che i vaccini possano essere molto dannosi per i suoi figli. Molti genitori che la pensano come lei falsificano i certificati medici per aggirare la legge, poiché le scuole materne non ammettono i bambini non vaccinati per evitare la diffusione delle malattie virali. D'altra parte, molti genitori che rifiutano di vaccinare i figli preferiscono tenerli a casa per non esporli a tali rischi.

Il videoreportage di Natalia Ghilaşcu (in romeno) 

I genitori sono costretti a bussare alle porte di numerose istituzioni mediche per convincere i medici che rifiutare il vaccino non porta alcun pericolo. Questa convinzione si è diffusa dopo alcuni casi in cui pare che proprio il vaccino abbia causato morte o malattia in bambini piccoli.

Tatiana ha cercato di iscrivere i suoi due figli in due asili della capitale. La direzione rispetta le paure dei genitori, ma non può ammettere i bambini senza un certificato medico che motivi questa scelta. A Tatiana non resta che trovare un asilo privato. Dice anche di essere riuscita a convincere un medico della sua scelta di non vaccinare il bambino. "Alcuni medici sono d'accordo con noi, ma sono obbligati dal ministro della Salute ad osservare la legge e lanciare una campagna a favore della vaccinazione. Ho parlato con alcuni medici che erano contro questa politica".

Il ministero dell'Istruzione sostiene la libera scelta

Medici e istituti scolastici fanno riferimento ad una legge sulla salute pubblica che prevede la vaccinazione obbligatoria. Gli operatori sanitari sono a conoscenza della nuova tendenza ad evitare la vaccinazione, ma si sforzano di convincere i genitori che la vaccinazione non è nociva e, in definitiva, i genitori non hanno altra scelta.

Dal ministero dell'Istruzione suggeriscono che le eccezioni dovrebbero essere autorizzate in nome del diritto allo studio, ma le scuole che non osservano le procedure sono soggette a sanzioni, dice Rodica Josanu, avvocato del ministero dell'Istruzione: "Il servizio sanitario per la prevenzione ha sanzionato molti dirigenti scolastici perché hanno ammesso bambini non vaccinati. Vi è quindi un conflitto fra il diritto costituzionale all'istruzione e le norme del ministero della Salute". Secondo Arcadie Astrahan, esperto indipendente presso l'UNDP, "i bambini non vaccinati, soprattutto quelli che presentano controindicazioni mediche, non dovrebbero essere privati del diritto all'istruzione, perché sono già protetti dal fatto che gli altri alunni sono vaccinati”.

I rischi della mancata vaccinazione

Anna, 38 anni, ha deciso di non vaccinare il figlio per paura degli effetti collaterali. "Spesso la direzione scolastica mi chiama perché vada a prendere mio figlio quando ci sono controlli medici: temono che gli crei problemi". Lei però pensa che i bambini non vaccinati non costituiscano un pericolo per gli altri.

Secondo Nadejda Şmacenco, direttrice della scuola materna n. 92 di Chişinău, le scuole non fanno che rispettare la legge attuale, pena sanzioni in caso di ispezioni sanitarie. "Non possiamo ammettere i bambini non vaccinati perché tossiscono spesso e sono pericolosi per la salute altrui". Per Elena Robu, vice direttrice della clinica n. 1 di Chişinău, in 50 anni la Moldavia rischierebbe di raggiungere il tasso di infezioni della Somalia se tutti i genitori si rifiutassero di vaccinare i loro bambini contro la poliomielite e altre malattie: "Perché dobbiamo esporre i nostri figli ad un tale rischio? Se un bambino accede a qualsiasi tipo di comunità sociale, l'immunità deve essere la più alta possibile".

Poca fiducia nella qualità dei vaccini

Anna, come centinaia di altri genitori a Chişinău, non si fida però della qualità dei vaccini attuali. "Alcuni vaccini sono necessari, ma la maggior parte di questi indeboliscono il sistema immunitario e aumentano la probabilità di prendere il virus. Un figlio di amici ha preso la tubercolosi dopo il vaccino".

Anche molti genitori che hanno vaccinato i figli non sono convinti dell'obbligatorietà della vaccinazione: "Non si sa se i vaccini siano davvero efficaci. Non ci sono garanzie sulla loro qualità e non possiamo essere sicuri che funzionino. Se fossero efficaci, il tasso di tubercolosi nel nostro paese non sarebbe così alto", racconta un genitore. Un altro esprime preoccupazione per vaccini scaduti o conservati in condizioni non igieniche, mentre un altro ancora afferma che in epoca sovietica la procedura era la stessa e si può stare tranquilli.

Secondo Laura Turcan, che lavora presso il Centro Nazionale per la medicina preventiva, la Moldavia soddisfa tutti i requisiti perché le vaccinazioni siano sicure, ma riconosce che il più delle volte le cliniche private comprano i vaccini da paesi con standard più elevati, in cui i prodotti sono di qualità migliore.

"I vaccini delle cliniche pubbliche sono acquistati con i limitati fondi statali, quindi ai prezzi più convenienti e a volte di qualità dubbia. Sono realizzati in paesi come India, Vietnam e Indonesia e possono causare effetti collaterali nei bambini" spiega un medico di famiglia di Chişinău.

Dal 2001, il governo moldavo e il ministero della Salute hanno aumentato gli stanziamenti per l'acquisto di vaccini da 78.000 a 456.000 dollari su base annua.

La Corte costituzionale difende la legge

Il Centro per i Diritti Umani ha presentato un'istanza presso la Corte costituzionale per verificare la costituzionalità della legge sui vaccini. Nel mese di gennaio, la Corte ha deciso che la legge è costituzionale, anche se un gruppo di avvocati ha espresso riserve in merito. Secondo Arcadie Astrahan, la legge dovrebbe essere rivista, perché nessuna legge dovrebbe imporre un trattamento che va contro le convinzioni della persona. La Corte non ha preso in considerazione la posizione del ministero dell'Istruzione, che era scettico su tale previsione normativao. Il difensore civico per i diritti dei bambini ha condiviso queste preoccupazioni e ha sostenuto circa mille famiglie che le hanno presentate in tribunale.

Sergiu Sirbu, parlamentare indipendente, ritiene discriminatorio il requisito della vaccinazione obbligatoria e ha presentato un disegno di legge che permetterebbe alle scuole di ammettere i bambini non vaccinati: "Considero questa una grave violazione del diritto all'istruzione e tale disposizione deve essere immediatamente rimossa. Limitare l'accesso alle scuole è una seria sfida alle norme internazionali e costituzionali. Lo Stato ha tutti i mezzi per lottare contro la diffusione delle malattie infettive senza limitare il diritto all'istruzione".


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