Si è sfaldata in seguito a scandali di corruzione, abusi e scontri personalistici tra figure di spicco dei partiti che la compongono. La coalizione “Alleanza per l'Integrazione Europea” non è più al governo della Moldavia. Un'occasione di rinnovamento o una sconfitta con gravi conseguenze sull'integrazione europea del paese?

13/03/2013 -  Natalia Ghilaşcu Chişinău

Lo scorso 5 marzo il governo guidato da Vlad Filat è stato sfiduciato in parlamento grazie ai voti non solo del Partito comunista ma anche del Partito democratico, fino ad allora membro della coalizione di governo Alleanza per l'Integrazione Europea (AIE). Il voto è giunto in una fase cruciale dei negoziati per l'accordo di associazione con l'UE, che rischiano ora di rimanere bloccati da un'eventuale impasse politica.

La crisi politica attuale si è sviluppata dopo un incidente mortale avvenuto durante una battuta di caccia a cui aveva partecipato il procuratore generale e numerosi altri notabili. L'evento non era stato reso pubblico per settimane e la commissione d'inchiesta parlamentare, istituita dopo che la vicenda è arrivata sui media, ha sentito direttamente tutte le principali cariche istituzionali dello stato. Gli scontri che si sono sviluppati in merito tra i partiti della coalizione di governo hanno portato all'uscita del Partito democratico (PD) dalla coalizione e al voto di sfiducia della scorsa settimana.

Gli eventi di queste settimane seguono inoltre a una serie di scandali di corruzione e appropriazione indebita che hanno riguardato in particolare ministri del Partito Liberal-Democratico (PLD), principale forza politica della coalizione di governo a cui appartiene lo stesso primo ministro sfiduciato Vlad Filat.

Ora il PLD insiste su un nuovo governo a guida Filat, ma le pressioni degli altri partiti di quella che rischia di essere l'ex coalizione di governo sembra stiano spingendo il PDL a proporre un nuovo candidato.

I leader della coalizione europeista AIE sono consci che devono stare uniti se vogliono rimanere al governo e proseguire il proprio programma di integrazione europea e dopo il voto di sfiducia si sono presto impegnati in questa direzione. Ma il rischio di nuove elezioni è molto alto.

Reazioni dall'UE

Alla sfiducia votata in parlamento hanno reagito ben presto il commissario all'Allargamento e politiche di vicinato Štefan Füle e l'Alto rappresentante per gli affari esteri dell'UE Catherine Ashton, esprimendo preoccupazione per la caduta del governo in un momento così importante nei negoziati per il processo di liberalizzazione dei visti. Entrambi hanno invitato le parti al dialogo per formare una maggioranza stabile in grado di promuovere valori democratici, tutelare lo stato di diritto e continuare il processo di integrazione politica ed economica con l'UE. Il commissario Füle ha ribadito la propria posizione anche in un messaggio su Twitter , invitando i politici locali a non mettere le emozioni al di sopra dell'interesse nazionale, rischiando di perdere ciò che è stato realizzato.

Nei prossimi mesi il governo moldavo dovrebbe proseguire con i negoziati e superare gli ultimi ostacoli per sottoscrivere un accordo sulla liberazione dei visti e di libero scambio economico con l'UE, secondo quanto promesso in campagna elettorale dai tre partiti che avevano formato la coalizione di governo. Nonostante un accordo di base su questo punto, personalismi e conseguenze degli scandali di corruzione rendono del tutto plausibile l'eventualità di un nuovo voto a breve. Se entro metà aprile un nuovo governo non riuscirà ad ottenere la fiducia, il parlamento dovrà essere sciolto e i cittadini moldavi verranno chiamati alle urne per la quarta volta negli ultimi cinque anni.

Non è affatto da escludere che un nuovo voto porti al governo forze politiche che preferiscono maggiore integrazione con la Federazione Russa piuttosto che con l'UE. Secondo l'analista romeno Dan Dungaciu, un eventuale riavvicinamento con la Russia sarebbe “una sconfitta non solo per Chişinău, ma anche per Berlino, che si era impegnata a porre fine all'influenza di Mosca sulla Moldavia”. Anche lo storico Igor Cașu ha palesato preoccupazione, suggerendo che in caso di sconfitta dei partiti europeisti, la Moldavia potrebbe ritornare nell'orbita di Mosca e voltare le spalle all'Occidente per chissà quanto tempo.

Un nuovo governo

Molti europeisti esprimono preoccupazione per l'orientamento geopolitico che potrebbe prendere il paese in seguito a un nuovo voto. Ma non per questo difendono l'attuale classe politica. L'analista politico Roman Mihaieș ricorda che la gente non era scesa in piazza nelle proteste del 2009 per sostenere un governo di corrotti che non è riuscito a migliorare la situazione nel paese. “Dovremmo dire in modo chiaro che il nostro scopo non è ora quello di salvare l'immagine del primo ministro, ma piuttosto proseguire un percorso che possa rendere il nostro paese veramente europeo”, ha dichiarato Mihaieș, sottolineando che tutte le persone del PLD coinvolte in scandali o abusi amministrativi dovrebbero essere subito allontanate dalla politica: “L'UE non può stringere le mani di politici corrotti”.

Lo stesso ormai ex-primo ministro Vlad Filat ha ammesso che i valori alla base dell'Alleanza per l'Integrazione Europea sono stati violati in questi anni al potere e ha richiamato i partner della coalizione a trovare un accordo che porti al governo figure con altissimi standard etici e professionali. La capacità di offrire un vero rinnovamento in un eventuale nuovo governo dell'AIE sarà fondamentale nello stabilire il consenso che i partiti europeisti potranno raccogliere alle prossime elezioni.


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