Abbiamo sentito Roberto Morozzo della Rocca rappresentante della Comunità di Sant'Egidio in merito all'inizio delle ostilità in Afganistan e le possibili ripercussioni nei Balcani

10/10/2001 -  Davide Sighele

Abbiamo sentito Roberto Morozzo della Rocca rappresentante della Comunità di Sant'Egidio in merito all'inizio delle ostilità in Afganistan. La Comunità di Sant'Egidio è stata promotrice dopo i fatti tragici di New York e Washington, di un incontro a Roma tra rappresentanti del mondo islamico e di quello cristiano. Nell'ottica del dialogo interreligioso e dell'ecumenismo. Gli abbiamo posto alcune domande, anche alla luce di quest'ultimo incontro.

D. Come giudica la situazione ed i suoi possibili sviluppi dopo l'inizio delle ostilità in Afganistan?

R. Difficile dire come evolverà la situazione. Se in Pakistan non prendonoil potere gli islamici radicali nel prossimo periodo, probabilmente il confilitto resterà limitato all'Afghanistan. Mi pare giusto che si cerchi diassicurare alla giustizia i responsabili degli spaventosi attentati dell'11 settembre. Ammesso che il responsabile sia Bin Laden, dato che non credo chegli USA dicano il falso a questo riguardo, non so se una guerra poteva essere evitata, essendo Bin Laden organico al regime talebano. Bush avrebbepotuto programmare azioni di polizia internazionale a lungo termine,
decisione forse saggia, ma sarebbe stato fortemente penalizzatodall'opinione USA che vuole una rapida giustizia. In ogni caso mi pare che Bush stia agendo responsabilmente con le dovute distinzioni tra terroristi emondo islamico, che invece l'opinione occidentale in generale (in USA e in
Europa) pare non voler comprendere, come mostra certa grande stampaamericana ed europea. C'è chi spinge per lo scontro di civiltà, ivi compresi settori intellettuali per così dire illuminati, e su entrambe le spondeatlantiche, ma non sembra che Bush sia di questo avviso.

D. Quali riflessioni dopo il dialogo tra mondo islamico e cristiano promossodalla Comunità di Sant'Egidio il 3 e 4 ottobre a Roma?

R. Direi che l'iniziativa di dialogo islamo-cristiano promossa dallaComunità di Sant'Egidio è stata utile a far capire che il mondo islamico è complesso e variegato, e non si possono accumunare un miliardo di persone difede islamica nel mondo al pensiero di un Bin Laden. E' stato un contributo alla pace e al dialogo. L'iniziativa ha ribadito solidarietà agli StatiUniti, anche da parte degli alti esponenti islamici, marcando una netta condanna del terrorismo da parte di personaggi significativi del mondoislamico.

D. Che conseguenze può avere tutto questo sull'area balcanica?

R. In area balcanica la crisi potrà portare, in caso di allargamento, ad un minore impegno occidentale per la pace, in particolare assottigliando lapresenza militare dei paesi NATO sul terreno. La distensione USA-Russia potrebbe favorire una distensione tra USA e mondo slavo ortodosso ingenerale. Forse i nuclei di estremismo islamico presenti in Bosnia attorno a qualche moschea finanziata da paesi musulmani saranno vieppiù isolati econtrollati. Ma in generale i giochi balcanici sembrano per il momento svolgersi a prescindere dalla crisi generata dal terrorismo. Ben più che neiBalcani, le ripercussioni politiche esterne della crisi saranno in Medio Oriente e riguarderanno la questione palestinese.

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