E' ormai riconosciuta come la più ricca e articolata manifestazione italiana espressamente dedicata alle cinematografie dell'Europa centro-orientale. Si apre oggi, organizzato dall'associazione Alpe Adria Cinema, il Trieste Film Festival. A suo modo interprete delle trasformazioni epocali che in questi ultimi quindici anni hanno attraversato l'Europa

19/01/2006 -  Nicola Falcinella Trieste

Si apre stasera a Trieste la 17ma edizione di Alpe Adria Trieste Film Festival, la vetrina italiana più importante per il cinema dell'Europa centrale e orientale. Fino al 26 gennaio saranno proposti nelle tre sedi Cinema Excelsior, Ariston e Miela - molti in anteprima italiana - i lavori di recente produzione di questa area geografica. Per l'inaugurazione (questa sera alle 20) è stato scelto lo sloveno "Odgrobadogroba - Di tomba in tomba" del lubianese Jan Cvitkovič già vincitore a Torino, Cottbus e San Sebastian. Nella serata inaugurale anche l'ultimo film di Márta Mészáros, "A temetetlen halott - L'insepolto Ungheria", una delle più conosciute registe d'Ungheria racconta la vita di Imre Nagy nel cinquantenario dei fatti del '56.

Il concorso lungometraggi comprende undici lavori, alcuni premiati in molti festival. Spicca l'anteprima italiana di "Moartea domnului Lazarescu - La morte del signor Lazarescu" di Christi Puiu, uno dei più bei film del 2005 e vincitore all'ultimo Festival di Cannes della sezione "Un Certain Regard". Poi la prima produzione indipendente kosovara, "Kukumi" di Isa Qosja, premio speciale della giuria all'ultimo Sarajevo Film Festival. E il vincitore del festival bosniaco, "Leidi zi - La signora Zi" del bulgaro Georgi Djulgerov, incentrata sul dramma dell'abbandono dei bambini. "A fény ösvényei - I percorsi della luce" è l'esordio, inquietante ed estremo, dell'ungherse Attila Mispál. Dalla Slovenia "Delo osvobaja - Il lavoro rende liberi" di Damjan Kozole (già a Trieste con "Spare Parts") che affronta la disoccupazione e legata all'entrata della Slovenia nell'Unione Europea. Sull'allargamento della Ue e le nuove generazioni il film collettivo affidato a sei promettenti registi dell'Europa dell'Est - Stefan Arsenijević, Nadeja Koseva, Mait Laas, Kornél Mundruczó, Christian Mungiu, Jasmila Žbanić - che hanno realizzato quattro lavori di fiction e un documentario, cuciti assieme da un film di animazione, confluiti in un unico lungometraggio, "Lost and found. Six Glances of a Genaration - Persi e ritrovati. Sei sguardi su una generazione". In un selvaggio paesino sul delta del Danubio è ambientato lo svizzero-rumeno "Ryna" di Ruxanda Zenide, una delle rivelazioni dell'anno appena chiuso. Infine "Stesti - Qualcosa come la felicità" del ceco Bohdan Sláma, candidato per la Repubblica Ceca all'Oscar per il miglior film straniero.

Ancora in programma un ricordo di Roberto Rossellini nel centenario dalla nascita e l'anteprima di "Senza destino" (fra poche settimane nelle sale italiane) di Lajos Voltai dal romanzo del premio Nobel Imre Kertész sui campi di concentramento nazisti. Tra gli eventi speciali un altro film collettivo "Solidarność, Solidarność..." realizzato in occasione del venticinquesimo anniversario della nascita dell'omonimo sindacato dai maggiori registi polacchi (tra gli altri Krzysztof Zanussi a Juliusz Machulski, Andrzej Jakimowski, Jan Jakub Kolski, Piotr Trzaskalski), ciascuno con un corto di 10 minuti.

Confermato, dopo il successo degli anni passati, il "Premio Alpe Adria Cinema" concorso internazionale documentari. In gara 17 titoli di formati e durate diverse (corti, medi e lungometraggi). Accanto al concorso una sezione speciale: a distanza di 15 anni dall'inizio della guerra nell'ex-Jugoslavia vengono presentati alcuni documenti eccezionali con 2 film di produzione croata (con partecipazione serba). Uno sulla definitiva ricostruzione dell'eccidio di Srebrenica ("Izvan razumne sumnje - Al di là di ogni ragionevole dubbio") e l'altro sulle atrocità commesse nella prigione di Lora a Spalato ("Lora. svjedočanstva - Lora. Testimonianze").

Il concorso internazionale cortometraggi, Premio Laboratorio Mediterraneo propone diciannove opere prodotte negli ultimi due anni, provenienti da 13 paesi. Da segnalare due eventi speciali della sezione, che accorpano corti diretti da autori di diverse nazionalità: "Balkan Blues" (Bosnia, Macedonia, Serbia, Croazia) - un progetto di Rada Šešić incentrato su una nuova generazione di giovani registi che stanno rielaborando con successo il cinema d'autore - e la serie "Between Europe and Middle East" (Francia, Belgio, Giordania), un progetto di Germana Jaulin nato nell'ambito del premio "Art visuels 2004", un concorso sul tema dell' "incontro", rivolto a giovani registi europei e del Medio Oriente.

Ancora una sezione monografica dedicata al cinema tedesco con "Update Deutschland", una quindicina di film dell'onda nuova del cinema tedesco contemporaneo con autori poco conosciuti quali Christian Petzold e Angela Schalenec. L'Omaggio ai Guerman: un vero e proprio "Ritratto di famiglia" rivolto a due importanti cineasti russi, padre e figlio: Aleksej Guerman Sr e Aleksej Guerman jr, ai quali il festival dedica il primo omaggio completo mai realizzato, presentando anche l' ultimo lavoro di Aleksej Guerman jr, il bellissimo "Garpastum", in concorso all'ultima Mostra del Cinema di Venezia.

Altro omaggio la retrospettiva dedicata allo scrittore Bohumil Hrabal, "Il cinema sul fondo. Sperimentazioni, cinema, video, docufiction, videoclip e documentari con la sezione "Immagini", inaugurata con lo stupefacente musical operistico dentro un ospedale "Johanna" del visionario ungherese Kornél Mundruczó.

Nell'ambito degli ormai consueti incontri tra cinema e scrittura, è previsto quest'anno un confronto tra autori di reportage scritti e autori di reportage filmati sul tema del viaggio e dell'avventura con la tavola rotonda "Il molteplice viaggiare", a cui parteciperanno registi, scrittori, sceneggiatori, giornalisti e documentaristi: tra loro Davide Ferrario, Massimo Zamboni, Paolo Rumiz e Monika Bulaj.

Confermata anche la sezione "Zone di cinema" dedicata alla produzione locale con otto lavori e due momenti speciali: l'anteprima nazionale dell'ultimo lavoro di Gloria De Antoni "Ritorno al Tagliamento" con Franco Interlenghi e Antonella Lualdi sui luoghi di "Addio alle armi" di Hemingway, e "La rosa rossa" di Franco Giraldi. Il film, una delle più belle e intense pellicole girate nella penisola istriana, si collega al libro "Nata in Istria" di Anna Maria Mori, di cui il festival ospiterà la presentazione in un incontro pubblico alla presenza della scrittrice.

Last but not least il ricordo di Silvan Furlan, critico cinematografico, studioso e sceneggiatore sloveno scomparso prematuramente nell'aprile 2005. "Un grande amico della nostra manifestazione" come l'ha ricordato la direttrice Annamaria Percavassi.

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