Il Tribunale dell'Aja conferma in appello la condanna emessa nei confronti del generale dell'esercito jugoslavo Pavle Strugar. L'alto ufficiale è stato giudicato colpevole per la responsabilità di comando nell'assedio e bombardamento di Dubrovnik

21/07/2008 -  Ana Ljubojević

La Camera d'appello del Tribunale Penale Internazionale per l'ex Jugoslavia (TPI) venerdì scorso ha emendato, in via definitiva, la sentenza contro Pavle Strugar, condannandolo a 7 anni e mezzo di carcere per la sua partecipazione alla campagna militare nel 1991 contro la regione di Dubrovnik (Croazia).

Il ricorso presentato dalla difesa dell'ex generale della JNA (Jugoslovenska Narodna Armija, Esercito popolare jugoslavo) è stato respinto, ma i giudici hanno ridotto la pena di sei mesi in considerazione dell'età dell'imputato, nonché del suo stato di salute, aggravatosi dopo la sentenza di primo grado del 31 gennaio 2005.

La camera d'appello del TPI, presieduta dal giudice Andrésia Vaz, applicando l'articolo 7 dello Statuto del Tribunale sulla responsabilità del superiore gerarchico per i crimini commessi dai subordinati, ha giudicato colpevole Pavle Strugar di violazione delle leggi e delle usanze di guerra per "gli attacchi ai civili" e per "la distruzione o il danneggiamento intenzionale di istituzioni dedicate a religione, carità, educazione, arti e scienze, a monumenti storici e opere d'arte o scientifiche".

Come riporta l'atto di imputazione, le forze della JNA , tra il 6 e il 31 dicembre del 1991, hanno ucciso due persone e gravemente ferito altre tre nella città vecchia di Dubrovnik nel corso dei bombardamenti. Inoltre durante l'assedio, tra il 23 ottobre e il 6 dicembre del 1991, hanno sparato centinaia di granate verso la città vecchia di Dubrovnik, sotto il protettorato dell'UNESCO come sito appartenente al patrimonio culturale dell'umanità.

L'Istituto per la protezione di monumenti culturali dell'UNESCO ha confermato in seguito che, nel corso del 1991 e del 1992, quasi il 70% dei palazzi nel nucleo storico di Dubrovnik sono stati danneggiati dai proiettili, e le risorse necessarie per il restauro sono state stimate in circa 10 milioni di dollari.

Il generale Strugar prima di consegnarsi ai giudici dell'Aja

Il generale condannato venerdì scorso, Pavle Strugar, è il primo cittadino dell'allora Repubblica Federale Jugoslava che si sia arreso volontariamente al Tribunale dell'Aja. Nato a Peć/Peje nel 1933, durante la guerra comandava il Secondo gruppo operativo dell'esercito jugoslavo, a cui venne poi subordinato il terzo battaglione della 472ª brigata, che poi lanciò le granate su Dubrovnik.

Inizialmente, il 2 ottobre del 2001, è stato emendato un unico atto d'imputazione contro Miodrag Jokić, Pavle Strugar, Milan Zec e Vladimir Kovačević (detto Rambo). Dopo un'ulteriore investigazione Milan Zec, l'allora responsabile del quartier generale di Kumbor, Montenegro, è stato assolto il 26 luglio del 2001 per mancanza di prove a sostegno di tutti i capi d'accusa.

Miodrag Jokić, allora al comando del Distretto Navale della JNA, si è consegnato volontariamente al Tribunale il 12 novembre del 2001. Due anni dopo si è dichiarato colpevole di tutti i capi d'accusa, per cui il suo caso è stato stralciato da quelli di Strugar e Kovačević. Il 26 novembre del 2003, il caso di Strugar è stato infine stralciato dal caso di Kovačević (vedi il fascicolo "Dubrovnik" IT-01-42).

La posizione su cui si è basata la difesa di Strugar era che gli attacchi di artiglieria rivolti verso la città vecchia di Dubrovnik erano frutto di una decisione isolata del capitano Vladimir Kovačević. Presumibilmente, sempre secondo la difesa, il capitano aveva perso il controllo in seguito all'attacco delle forze croate, che avevano ucciso un soldato della JNA nella notte tra il 5 e il 6 dicembre. Tuttavia la Camera di prima istanza, sotto la presidenza del giudice Kevin Parker, ha stabilito che gli attacchi erano stati comunque pianificati il giorno prima, durante un incontro tra ben nove comandanti. Il generale Strugar aveva avuto quindi de jure e de facto il controllo sull'unità che aveva bombardato il centro storico di Dubrovnik.

Contro Strugar ha testimoniato anche il viceammiraglio Miodrag Jokić, condannato a sua volta il 30 agosto del 2005 a sette anni di carcere e trasferito in Danimarca nell'ottobre del 2006 per scontare la propria pena (vedi il caso IT-01-42/1).

Il caso di Vladimir Kovačević è stato chiuso il 12 aprile del 2006 a causa dei disturbi mentali dell'imputato. La decisione è definitiva e non prende in considerazione un possibile miglioramento delle condizioni mentali di Kovačević. Per la prima volta, però, il Tribunale internazionale dell'Aja ha conferito un caso direttamente alla Corte Speciale serba. Il processo è stato aperto dal Procuratore per i crimini di guerra nel luglio dell'anno scorso, ma l'imputato si trova ancora all'Accademia Medica Militare di Belgrado (VMA), dove gli è stata diagnosticata una forma di psicosi paranoica.

Pavle Strugar rimarrà invece detenuto all'Aja finché non si verificheranno le condizioni necessarie per il suo trasferimento nel paese dove sconterà la pena. La sua richiesta di essere trasferito in Montenegro non è legalmente valida, visto che la Risoluzione 827 del Consiglio di sicurezza dell'ONU vieta il trasferimento degli imputati "sul territorio dell'ex Jugoslavia".

In ogni caso, secondo le regole del Tribunale, il tempo trascorso in stato di arresto verrà sottratto alla durata complessiva della condanna e, a causa dell'età avanzata del detenuto, essa verrà probabilmente commutata negli arresti domiciliari.


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