Il secolo che nasce e muore a Sarajevo

Evento organizzato nell'ambito del percorso "Fra il non più e il non ancora"

28 giugno 1914. A Sarajevo, nei pressi del Ponte Latino, Gavrilo Prinzip assassina l'erede al trono asburgico Francesco Ferdinando e la moglie Sofia. E' il pretesto che di lì a poco darà il via alla prima guerra mondiale. Sarà “il tempo degli assassini”.

5 aprile 1992, qualche mese dopo l'avvio delle ostilità che porteranno all'esplosione della Jugoslavia, iniziano la guerra in Bosnia Erzegovina e l'assedio di Sarajevo. Durerà fino a tutto il 1995, capitolo infinito di una tragedia che insanguinerà per un decennio il cuore balcanico dell'Europa.

Il Novecento è alle nostre spalle. Ma quanto abbiamo saputo elaborare il secolo nel quale il numero dei morti in guerra risulterà triplo di quelli morti in eventi bellici nei diciannove secoli precedenti? Quanto ci siamo interrogati sulle parole “Arbeit macht frei” che accoglievano l'umanità destinata a passare per i camini? Quanto abbiamo saputo trarre lezione dal delirio novecentesco degli stati-nazione? Quanto abbiamo saputo riflettere sul progresso senza limiti che ha reso questo pianeta insostenibile? E che cosa abbiamo imparato noi europei dalla lezione della “guerra dei dieci anni”?

Intervengono
- Giuseppe Ferrandi, direttore Fondazione Museo Storico del Trentino
- Marcello Flores, storico del Novecento, Università di Siena
- Božidar Stanišić, scrittore bosniaco e corrispondente di OBC

Introduce
Michele Nardelli, Associazione territoriali#europei

Nel corso della serata agli interventi si alterneranno letture dal testo “Neve nera” di Azra Nuhefendić (“Le stelle che stanno giù” edizioni spartaco, 2011)