Elezioni in Kosovo, Albin Kurti punta a superare lo stallo politico
I cittadini del Kosovo si recheranno alle elezioni anticipate domenica 7 giugno. Il primo ministro Albin Kurti e il suo Movimento Vetëvendosje (LVV) puntano alla vittoria per rompere l’attuale stallo istituzionale. La competizione elettorale, tuttavia, rimane estremamente incerta

Pristina © Wirestock Creators/Shutterstock
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Le nuove elezioni parlamentari anticipate si terranno in Kosovo il 7 giugno, cinque mesi dopo la tornata precedente, con 21 entità politiche in lizza per un totale di 902 candidati.
Dato il breve intervallo tra le due elezioni, le promesse rimangono generalmente simili e si concentrano principalmente su energia, salari, politiche sociali, sviluppo delle infrastrutture e tecnologia.
Il Movimento Vetëvendosje (LVV), attualmente al potere, mira a superare il record del 51,1% ottenuto alle elezioni di dicembre 2025, fissando questa volta un obiettivo addirittura del 61%.
D’altro canto, il Partito Democratico del Kosovo (PDK) confida di porre fine alla crisi politica e vincere le elezioni. Nel frattempo, la Lega Democratica del Kosovo (LDK), con il ritorno dell’ex presidente Vjosa Osmani, crede di poter vincere recuperando i voti persi nelle precedenti elezioni, quando si era classificata al terzo posto.
Nel frattempo, Ramush Haradinaj, fondatore dell’Alleanza per il Futuro del Kosovo (AAK), si è dimesso dopo vent’anni. Il suo successore è Ardian Gjini, che si candida per la prima volta alla carica di primo ministro.
Una novità di queste elezioni è la partecipazione del Partito Socialdemocratico (PSD), guidato da Dardan Molliqaj, ex braccio destro di Albin Kurti nel Movimento Vetëvendosje.
L’obiettivo del PSD è entrare in Parlamento e opporsi al governo di LVV, che appare sicuro di poter trionfare nuovamente alle elezioni. Tuttavia, durante la campagna elettorale, molti sono rimasti sorpresi dal suo atteggiamento critico del PSD nei confronti degli ex partiti di opposizione, accusati di essere troppo indulgenti con il governo.
Campagna elettorale 2026, fondi pubblici e accuse di favoritismi
Secondo la coalizione di organizzazioni locali di monitoraggio elettorale “Democrazia in Azione” (DNV), i primi cinque giorni della campagna elettorale, iniziata il 28 maggio, sono stati caratterizzati dal predominio dei leader, dall’utilizzo di bambini nell’agitazione elettorale e dall’assenza di dibattiti tra i candidati premier.
Come preoccupazione costante, la DNV ha evidenziato la disparità di trattamento nella corsa elettorale: “L’utilizzo di risorse pubbliche prima dell’inizio ufficiale della campagna elettorale, tra cui le decisioni del governo in carica di distribuire sussidi finanziari ai cittadini, ha creato un vantaggio elettorale sleale per il partito al governo”, afferma l’organizzazione.
Sedici giorni prima delle elezioni, il governo ad interim guidato da LVV ha distribuito pagamenti una tantum di 100 euro a pensionati, bambini, studenti e lavoratori del settore privato. Questo sostegno è stato incluso in un provvedimento denominato “nuovo pacchetto per contrastare l’inflazione”.
Quattro giorni dopo, il governo ha stanziato altri due milioni di euro per sostenere le rotte aeree che servono la diaspora. Anche questa decisione ha suscitato critiche, ma il governo ha negato che si trattasse di compravendita di voti tra gli espatriati, la stragrande maggioranza dei quali sostiene LVV.
Durante i primi cinque giorni di campagna elettorale, si è osservata una maggiore intensità delle attività sul territorio e le entità politiche si sono concentrate sull’organizzazione di comizi nei principali centri del Kosovo.
Si sono verificati anche casi di utilizzo di bambini in alcuni comizi di partito.
Nel frattempo, DNV ha rilevato che la campagna è caratterizzata da un elevato grado di personalizzazione e centralizzazione, dove i leader politici e i candidati alle posizioni chiave dominano le attività pubbliche e la comunicazione politica, mentre i candidati al parlamento hanno un ruolo più limitato. Di conseguenza, i candidati utilizzano sempre più i social network per la propria autopromozione.
La “carta della colpa” e la polarizzazione politica in Kosovo
In generale, il discorso elettorale in Kosovo è caratterizzato da un mix di conflitti politici e programmatici.
Questa volta, secondo il ricercatore Festim Rizanaj, si assiste ad uno scontro più diretto, fatto di etichette e accuse reciproche su chi abbia causato la ripetizione delle elezioni.
“La polarizzazione sociale, influenzata dalla retorica delle etichette o delle divisioni ‘noi e loro’, ha dominato anche questa campagna elettorale”, afferma Rizanaj.
La “carta della colpa” è ampiamente utilizzata in queste elezioni dai partiti politici. Il partito al governo, LVV, accusa i partiti di opposizione di non aver accettato compromessi sull’elezione del Presidente, mentre questi ultimi accusano LVV di arroganza e di aver imposto i propri candidati.
Social media e incitamento all’odio, il campo di battaglia digitale tra i partiti
La campagna sui social network è significativamente più aspra a causa dell’incitamento all’odio utilizzato dai sostenitori dei partiti.
“L’uso di un linguaggio offensivo e discriminatorio da parte degli attori politici, sebbene ad un livello inferiore rispetto ai precedenti processi elettorali, dimostra che lo spazio online continua a rappresentare una seria sfida per la qualità del dibattito pubblico”, osserva inoltre DNV.
Il monitoraggio effettuato dalla missione di osservazione ha evidenziato, nel corso dei cinque giorni, 56 casi di incitamento all’odio, linguaggio diffamatorio o denigratorio, disinformazione e contenuti decontestualizzati.
Intelligenza artificiale e disinformazione
Le difficoltà nel controllo dei contenuti hanno reso i social network in Kosovo un terreno fertile per i tentativi di influenzare gli elettori.
“Hibrid”, piattaforma di fact-checking e monitoraggio della disinformazione in Kosovo, ha rilevato un aumento dei livelli di disinformazione sui social network.
Tra le principali forme di disinformazione si annoverano sondaggi falsi che manipolano l’opinione pubblica, dichiarazioni e video datati presentati come attuali, nonché l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per creare contenuti falsi e propagandistici.
Queste tendenze negative sui social network, secondo Festim Rizanaj, ricercatore presso “Hibrid”, stanno distruggendo il dibattito pubblico autentico.
“Questa denigrazione delle figure politiche può indurre i cittadini a cambiare la propria percezione di determinate personalità, poiché gli sviluppi politici vengono spesso interpretati attraverso questi video, il che distorce la comprensione del dibattito e delle promesse, concentrandosi principalmente su banalità”, afferma Rizanaj.
Per quanto riguarda l’influenza esterna, Rizanaj sottolinea che la Serbia mira a creare narrazioni sulla mancanza di democrazia e sulla pressione istituzionale esercitata sulla comunità serba in Kosovo.
La disinformazione, mette in guardia Hibrid.info, potrebbe causare polarizzazione sociale e danneggiare la fiducia dei cittadini nel processo elettorale.
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