Estate a tutto cinema coi film festival di Locarno e Sarajevo
Dal 5 al 15 agosto si terrà la 79° edizione del Locarno Film Festival, con 233 film di tutte le durate tra concorsi e retrospettive. Dal 14 al 21 agosto si svolgerà il 32° Sarajevo Film Festival con 51 film fra tutte le competizioni

© Jakub Zerdzicki/Shutterstock
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233 film di tutte le durate, tra concorsi, omaggi e retrospettive. È il menù del 79° Film Festival di Locarno, in programma dal 5 al 15 agosto.
La manifestazione prenderà il via in Piazza Grande con il francese “Les yeux verts” di Fanny Liatard e Jérémy Touilh con protagonista l’attrice romena Anamaria Vartolomei (nota per il Leone d’oro “La scelta di Anne” e “Il conte di Montecristo”) su un bambino rifugiato e i suoi sogni condizionati dallo stress e dalla paura.
Il Concorso internazionale che assegnerà il Pardo d’oro include 17 lungometraggi, compresi i due italiani “Alberi erranti” del sardo Salvatore Mereu (già apprezzato per “Ballo a tre passi”, “Sonetàula” e “Assandira”) e “Ketticè” di Giovanni Tortorici con Monica Bellucci e prodotto da Luca Guadagnino. Tra i nomi già noti, spicca l’instancabile coreano Hong Sang-soo con “Nowhere To Lay My Eyes”.
Figura poi in gara “I Rarely Wake Up Dreaming” della tedesca Isabelle Stever (nota per “Gisela” del 2007), una coproduzione Germania / Ucraina con Tania Myronyshena, Markus Bright, Iryna Mak, Viktor Zhdanov, Maiia Sobolevska, Maria Myronyshena e Oleksandr Rudynskyi, su una giovane coppia queer ucraina messa in crisi dall’invasione su larga scala della Russia.
E ancora “Nu e locul tau aici – You Don’t Belong Here” del romeno Florin Șerban, che aveva esordito nel 2010 con il promettente “Se voglio fischiare, fischio”, con Adrian Văncică, Teodor Butănescu, Cristina Richter, Alex Conovaru e Izdrailă Janir. Protagonista è un medico il cui figlio adolescente è sospettato dalla polizia di aver ucciso un vecchio rom. La pellicola concorre anche al Pardo Verde / Pardo for Change e la settimana seguente sarà in competizione al Sarajevo Film Festival.
In gara nella sezione parallela Cineasti del presente, riservata alle opere prime e seconde, ci sono l’ucraino-polacco “Demony – Demons” di Natalka Vorozhbyt e “Tear Gas” di Uta Beria, coproduzione tra Georgia, Francia e Germania.
Tra i cortometraggi in gara per i Pardi di domani figura l’ucraino “Another Day in the Metal Box” di Gleb Feldman – Ucraina, mentre nel concorso nazionale c’è “The First Flower” di Astrit Ismaili, produzione Kosovo, Svizzera e Paesi Bassi. Ancora Kosovo con un film presentato nel non competitivo Panorama Suisse: si tratta di “La beauté de l’ane – The Beauty of the Donkey” di Dea Gjinovci, produzione Svizzera, Kosovo, Francia, Usa. Nella stessa sezione anche il documentario svizzero-bosniaco “Nessuno vi farà del male – No One Will Hurt You” di Dino Hodic, un ritorno a Srebrenica per elaborare il trauma del massacro del luglio 1995.
La storica rassegna ticinese ricorderà anche i due ex direttori, Lili Hinstin e Moritz De Hadeln, deceduti negli ultimi mesi, e ospiterà l’importante retrospettiva “Red & Black – La sinistra hollywoodiana e la lista nera”, composta da oltre 40 titoli che restituisce la complessità dei primi anni ‘50 tra maccartismo e Guerra fredda, con la censura e gli abusi ai danni di molti cineasti.
Tra i tanti ospiti il regista americano James Gray che presenterà il bel “Paper Tiger” con Adam Driver e Scarlett Johansson, e Isabella Rossellini che riceverà l’Excellence Award in occasione della proiezione di “Cuore selvaggio” (1990) di David Lynch.
Sarajevo Film Festival
Dal 14 al 21 agosto si svolgerà il 32° Sarajevo Film Festival, che consegnerà un Cuore di Sarajevo onorario all’attore Diego Luna e presenterà 51 film tra tutte le competizioni.
Tra i lungometraggi in gara figurano anche lo sloveno “Everything That’s Wrong With You – Vse, kar je narobe s tabo” di Urša Menart, il croato “Small Thing / Male stvari” di Zvonimir Jurić e il macedone “17” di Kosara Mitić. Inoltre due pellicole dal Kosovo, “Dua” di Blerta Basholli (nota per “Hive” del 2021 pluripremiato al Sundance), presentato alla Semaine de la critique del Festival di Cannes, e “Shame and Money” di Visar Morina.
Fuori concorso spicca la coproduzione Serbia / Croazia “Yugo Goes To America – Yugo ide u Ameriku” di Filip Grujić e Aleksa Borković: un documentario tra dramma e commedia su tre amici che viaggiano da New York a Los Angeles a bordo di una vecchia Yugo.
In gara tra i documentari due grandi firme: “Good People – Dobri lugje” del macedone Milcho Manchevski e il carcerario “When I Get Out” dello sloveno Metod Pevec, già al Festival di Portorose.
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Tag: Cinema
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