Albania, il progetto degli oligarchi che indigna il paese
La rivoluzione dei Fenicotteri
Il 30 maggio 2026 un video è diventato virale in Albania. Il video riprendeva la violenza di alcuni agenti di sicurezza privati contro un manifestante, sotto lo sguardo indifferente della polizia di Stato. Quel video è stata la miccia che ha innescato già dall’indomani un’ondata di manifestazioni senza precedenti in Albania.
Chi manifesta in Albania e perché
La protesta è iniziata con lo scopo di proteggere l’area delle terre umide di Pishë Poro-Narta dai progetti di resort lussuosi, promossi da Jared Kushner e Ivana Trump, rispettivamente il genero e la figlia del presidente americano, e dai fratelli miliardari siriani Al-Khayyat, ma è cresciuta rapidamente, trasformandosi in una mobilitazione di massa che non si vedeva dai tempi della caduta del regime comunista nel 1991 in Albania.
Dal 31 maggio 2026, i manifestanti si ritrovano ogni giorno in Piazza Scanderbeg a Tirana. Sono per lo più giovani e genitori con bambini ad animare la protesta, già considerata la più energica, pacifica e apartitica che il paese abbia mai vissuto negli ultimi decenni con punte di quasi 200mila persone in piazza.
Battezzata con il nome di Rivoluzione dei fenicotteri, per via della laguna dove nidificano i volatili rosa, la protesta dà voce ad una varietà di problemi della società, dall’emigrazione di massa alla corruzione, passando per gli insostenibili costi di vita, l’assenza di prospettive e servizi di base, e più in generale l’indifferenza del governo verso i più deboli a favore invece di un ristretto numero di investitori e di oligarchi.
Le radici della protesta
Al potere dal 2013, il premier albanese Edi Rama è accusato di aver favoreggiato gli investitori stranieri nel paese, chiudendo gli occhi davanti agli scandali di corruzione dei suoi ministri e deputati. Rama ha addirittura sfidato la Corte Costituzionale e la SPAK (Struttura speciale anticorruzione e anti criminalità organizzata), evitando di consegnare alla giustizia i suoi ministri più fedeli.
Rama difende il suo comportamento dirigista (o autoritario, a seconda degli interlocutori), promettendo al paese un grande sviluppo economico e turistico e l’ingresso nell’Unione europea. L’Albania è candidata all’adesione all’UE dal 2014.
Il ruolo della diaspora
“L’Albania non è in vendita” rispondono i manifestanti, svolazzando cartelli, fenicotteri rosa di cartone e bandiere del paese. Sono in migliaia a ribellarsi contro le barriere fisiche e mentali, convinti che il futuro non è ancora scritto. “Per una Nuova Albania” è un altro degli slogan usati dai manifestanti albanesi.
Numerosa è anche la partecipazione della diaspora, con decine di manifestazioni di solidarietà tenutesi a Berlino, Londra, Bruxelles, Bologna, ecc. Spesso ridotta a mera fonte di rimesse, la diaspora negli anni si è popolata di tanti giovani professionisti delusi, che ogni giorno lasciano l’Albania per cercare un futuro migliore per sé e la propria famiglia. Solo nel periodo 2021-2025, sono stati circa 138mila i cittadini che hanno lasciato il paese.



