Ucraina, non รจ (ancora) un paese per giornalisti
L’Ucraina รจ avanzata di alcune posizioni nella classifica globale della libertร dei media, ma miglioramenti non ve ne sono e purtroppo la scalata dipende da demeriti altrui

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Una giornalista al lavoro a Kiev nell'agosto 2020 (ยฉ Oleksandr Polonskyi/Shutterstock)
(Questo articolo รจ stato realizzato in collaborazione con EastJournal )
Lโemergenza globale, crescenti tendenze autoritarie in diverse parti del mondo e il ruolo dei social media, con lโeclatante caso di Donald Trump, hanno di recente riacceso la discussione sulla libertร di stampa e il ruolo del giornalismo. Un ruolo complesso e difficile che in molte parti del mondo rimane ancora particolarmente rischioso. Secondo la consueta classifica sulla libertร di stampa pubblicata dallโorganizzazione internazionale Reporters Without Borders (RWB), per i paesi dellโEuropa dellโest e Asia Centrale il 2020 รจ stato un anno particolarmente difficile, con molte delle tendenze del passato ulteriormente accentuate dalla convergenza dell’emergenza sanitaria e di quella politica.
Ucraina, nulla di nuovo?
Nonostante le aspettative di alcuni, che speravano in un miglioramento della situazione con lโascesa al potere di Volodymyr Zelensky, le cose a Kiev non sono cambiate molto. Nel rapporto di RWB relativo al 2020 lโUcraina ha occupato la posizione numero 96 su 180 paesi analizzati. LโIstituto dei mass media (IMI – Institut masovoi informacii) ha contato 229 casi di violazioni della libertร di parola, dove il metodo piรน comune rimane lโaggressione fisica ai danni dei giornalisti (171), confermando il trend del 2019. Se รจ vero che la 96ยฐ posizione nella classifica redatta da Reporters Without Borders rappresenta un miglioramento di ben sei posizioni rispetto al 2019, รจ altrettanto vero che, come sottolineato nello stesso rapporto, questo risultato รจ dovuto โpiรน al peggioramento della situazione in altri paesi che a un reale miglioramento della situazioneโ in Ucraina.
Oltre i numeri
Quello che i numeri e i ranking spesso nascondono, infatti, รจ il contesto in cui i giornalisti si trovano a lavorare. Quello che in Ucraina molti lamentano, ad esempio, รจ un costante clima di impunitร . Come sottolinea Serhiy Tomilenko, rappresentante del Sindacato Nazionale dei Giornalisti, โcrimini contro i giornalisti sono diventati la normalitร โ anche a causa dellโincapacitร delle autoritร di far giustizia, creando un clima di โimpunitร sistemicaโ. Nel 2018, ad esempio, dei 38 casi totali portati davanti alle corti, solo 5 hanno raggiunto la fase del verdetto: con 1 indagato prosciolto e gli altri 4 casi caduti in prescrizione. Lo stesso trend si รจ registrato nel 2019 e 2020.
Il caso – irrisolto e politicizzato – di Pavel ล eremet, giornalista bielorusso ucciso nel 2016, รจ forse lโesempio piรน famoso, ma di certo non lโunico. Se la morte di ล eremet ha causato scalpore internazionale e le numerose ingerenze politiche hanno gettato ombra sulle indagini , ci sono altri casi di cui si parla poco o niente. Nel maggio 2019 Vadym Komarov, giornalista investigativo di ฤerkasy, รจ stato colpito con un martello alla testa in pieno giorno morendo 40 giorni dopo . Komarov stava per pubblicare una delle sue indagini sulla corruzione negli appalti che coinvolgeva alcuni influenti politici locali. Il giornalista aveva giร in passato subito numerose minacce e intimidazioni. Le indagini, finora, non hanno portato a nessun risultato .
In provincia
Negli ultimi anni sono stati proprio gli attivisti e giornalisti investigativi โdi provinciaโ a pagare spesso il prezzo piรน alto per il loro lavoro che andava contro gli interessi dei potenti baroni locali (come i casi di Katerina Handzjuk a Cherson e Mykola Byko a Charkiv ).
Ma a preoccupare, piรน in generale, รจ anche lโatteggiamento del governo di turno nei confronti dei giornalisti e dei mezzi dโinformazione. Se lโex presidente, Petro Poroลกenko e i suoi alleati, erano stati spesso criticati per lโaperta ostilitร nei confronti di alcuni giornalisti e canali dโinformazione, spesso definiti โfilo-russiโ solo perchรฉ critici nei confronti del governo, poco sembra cambiato con la presidenza Zelensky. Per esempio, appena alcuni mesi dopo la sua inaugurazione il nuovo presidente ha stabilito una tendenza preoccupante, quella di garantire un accesso selettivo ai giornalisti durante le sue numerose visite nelle regioni. Mezzi di informazione e giornalisti piรน critici nei confronti dellโoperato del Servitore del Popolo (Sluha Narodu โ il partito di Zelensky), si trovano spesso negato lโaccreditamento. Tattica giร utilizzata dallo stesso Poroลกenko durante la campagna elettorale.
Se lโapprovazione finale della legge sui media e la disinformazione, che aveva provocato dure critiche da parte dell’Osce e lโopposizione del sindacato dei giornalisti, รจ stata di volta in volta rimandata, lโemergenza sanitaria causata dalla pandemia ha ridotto lโaccesso allโinformazione e agli atti dellโesecutivo da parte dei giornalisti. Come sottolinea una recente analisi di Freedom House, non solo lโintroduzione dello stato dโemergenza, ma anche alcuni atti normativi introdotti dal governo (Nยบ 2888 e Nยบ 3660) hanno reso ancora piรน difficile il ruolo dei giornalisti e la capacitร di scrutinare lโazione dellโesecutivo.
I pericoli del โgiornalismo patriotticoโ
I problemi, perรฒ, non vengono tutti dallโalto. LโUcraina rimane un paese ferito, con parte del proprio territorio annesso illegalmente dalla Russia (Crimea) e un conflitto che, seppur non piรน nella sua fase calda, continua a dilaniare alcune regioni dellโest. Un conflitto e una polarizzazione che non hanno risparmiato la societร civile e i mezzi dโinformazione anche a migliaia di chilometri di distanza dalla linea del fuoco. Negli anni, la malsana idea di un โgiornalismo patriotticoโ come strumento per controbattere la propaganda russa ha fatto breccia nella comunitร giornalistica e nella societร civile . E se lโex presidente Poroลกenko, con la sua retorica nazionalista ha cavalcato questa tendenza non nascondendosi dal dividere i mezzi dโinformazione e i giornalisti in โbuoniโ e โcattiviโ, durante la presidenza Zelensky non ci sono stati molti miglioramenti.
I giornalisti e mezzi dโinformazione che hanno una posizione critica nei confronti del governo o di alcune sue politiche (come quella sulla lingua, ad esempio) rimangono sotto costante minaccia da parte di attivisti o di giornalisti stessi. Come ha recentemente sottolineato il segretario generale della Federazione europea dei giornalisti (EFJ), Ricardo Gutiรฉrrez, anche a causa di questa tendenza โil livello di violenza contro i giornalisti rimane molto alto in Ucrainaโ e i colpevoli rimangono molto spesso impuniti.
Cosรฌ, ormai non ci si sorprende quasi piรน quando una giornalista di NewsOne, canale televisivo appartenente ad un uomo molto vicino al Blocco dโOpposizione (erede del Partito delle Regioni del fuggitivo ex presidente Viktor Janukovyฤ), viene aggredita in diretta e accusata di essere filo-russa . Oppure quando la giornalista Katerina Sergatskova viene minacciate di morte, accusata di essere a libro paga del Cremlino e costretta ad abbandonare la capitale per aver pubblicato un articolo in cui esponeva presunti legami tra unโorganizzazione (patriottica) che โlotta contro la disinformazione russaโ (StopFake) e alcuni elementi del mondo di estrema destra .
Che le minacce e le aggressioni provengano da โattivistiโ o che siano altri giornalisti a fomentare odio contro i colleghi sui social media (come nel caso di Katerina), a preoccupare di piรน รจ la mancanza di reazione da parte delle autoritร , come se il tutto fosse normale. Come se ad essere colpevoli fossero gli aggrediti – perchรฉ non abbastanza patrioti o perchรฉ lavorano per il canale televisivo โsbagliatoโ โ e non gli aggressori. Non dovrebbe forse sorprendere, quindi, che secondo alcuni recenti sondaggi il 74% dei rispondenti pensa che il paese si stia โmuovendo nella direzione sbagliataโ e che se domani ci dovessero essere le elezioni parlamentari, il primo partito potrebbe essere il Blocco dโOpposizione, erede del fuggitivo Janukovyฤ e dei suoi amici.
| Questa pubblicazione รจ stata prodotta nell’ambito del Media Freedom Rapid Response (MFRR), cofinanziato dalla Commissione europea. La responsabilitร sui contenuti di questa pubblicazione รจ di Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa e non riflette in alcun modo l’opinione dell’Unione Europea. |
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