Slovenia: torna Janša, cambiano le bandiere

Uscito sconfitto dalle elezioni del 22 marzo, l’ex premier conservatore Janez JanÅ¡a Ú comunque riuscito a tornare al potere. Il giorno del suo insediamento, ha fatto togliere la bandiera della Palestina dalla sede del governo e quella arcobaleno dal ministero della Cultura

17/06/2026, Stefano Lusa Capodistria
Janez Janša © Alexandros Michailidis/Shutterstock

Janez Janša

Janez Janša © Alexandros Michailidis/Shutterstock

Il 4 giugno 2026 tutti gli occhi erano puntati sul palazzo del governo. La bandiera palestinese era lì e sventolava al vento da quasi due anni. L’aveva fatta issare il premier Robert Golob al momento del riconoscimento della Palestina e poi non l’aveva mai più tolta per esprimere solidarietà per quanto stava accadendo nella regione.

Quel 4 giugno, la giornata per il centrosinistra era peraltro particolarmente infausta. Robert Golob, con il suo Movimento Libertà, alle elezioni dello scorso 22 marzo aveva ottenuto la maggioranza relativa, ma a trovare i numeri per fare il governo era stato alla fine Janez Janša, il vecchio ed esperto leader del centrodestra.

Quel giorno, quindi, JanÅ¡a ha ottenuto la fiducia e si Ú presentato al palazzo del governo per il passaggio di consegne di rito. JanÅ¡a guida un governo formalmente di minoranza, ma che può contare sull’appoggio esterno dei populisti di Resni.ca (Verità) e anche su quello dei due deputati delle minoranze italiana ed ungherese. In tutto 50 voti, quattro di più dei 46 che servono per governare.

Al termine della cerimonia, mentre Golob abbandonava il palazzo, una finestra si Ú aperta e qualcuno ha ritirato la bandiera palestinese. La stessa sorte Ú toccata, poche ore dopo, anche al drappo arcobaleno che sventolava sul ministero della Cultura.

Il vessillo palestinese però non ci ha messo molto a venir riappeso su un altro palazzo del potere, quello della presidente della Repubblica NataÅ¡a Pirc Musar. Lei in questi anni ha parlato di “genocidio” e non ha mancato di condannare fermamente, con il resto del centrosinistra, la politica del governo israeliano e la repressione messa in atto contro i palestinesi dopo gli attentati di Hamas.

In Slovenia centrodestra e centrosinistra hanno le idee chiare sulla crisi mediorientale, ma non hanno le stesse idee. La storia delle bandiere sui palazzi lo dimostra in maniera eloquente.

Due Slovenie

Nel paese continuano a contrapporsi due Slovenie, divise da una frattura politica e culturale che attraversa da oltre un secolo. A dare forma a questa contrapposizione fu il vescovo Anton Mahnič, che alla fine dell’Ottocento teorizzò una divisione inconciliabile tra cattolici e liberali sloveni. Una formula che non ha mai abbandonato la cultura politica slovena e che, declinata in chiave moderna, si Ú tramandata sino ad oggi. Uno schema da cui la Slovenia non riesce a uscire e che imbriglia le forze politiche in un perpetuo ed insuperabile muro contro muro.

Con l’avvento del governo di centrodestra era chiaro che la politica slovena nei confronti della Palestina e di Israele sarebbe cambiata. Il nuovo premier Janez JanÅ¡a Ú considerato un amico di Israele. Proprio per questo non ci ha messo molto a cancellare tutti i provvedimenti presi dal centrosinistra. È stato spiegato che non avevano alcun senso, nessuna conseguenza pratica e che mettevano la Slovenia nel novero di paesi che stava non dalla parte dei palestinesi ma da quella di Hamas. In Israele naturalmente sono contenti della svolta ed adesso stanno pensando di aprire un’ambasciata a Lubiana.

Il centrosinistra e gli attivisti filo-palestinesi sono inorriditi. Lo scontro con il nuovo governo sarà senza quartiere e senza esclusione di colpi. La campagna per bocciare i primi provvedimenti del centrodestra a colpi di referendum Ú già iniziata, ma nulla di nuovo e nulla di originale sta accadendo. È sempre stato così ad ogni cambio di regime. I battuti sin dal primo giorno danno battaglia senza concedere un’ora di tregua. Aveva fatto così anche JanÅ¡a con Golob ed altri lo avevano fatto prima di loro.

Schengen ripristinato

Intanto sta per cominciare l’estate. Gli sloveni come al solito penseranno meno alla politica e di più alle spiagge, soprattutto a quelle disseminate lungo la costa croata. Non senza una certa dose di maestria, nella sua prima seduta, proprio in quella dove aveva revocato le sanzioni ad Israele, il nuovo governo ha deciso di far gioire i propri cittadini revocando con effetto immediato i controlli di frontiera con la Croazia e l’Ungheria.

Erano stati introdotti dopo che l’Italia nell’ottobre del 2023 aveva sospeso gli accordi di Schengen con la Slovenia per ragioni di sicurezza legate al rischio di infiltrazioni terroristiche attraverso la rotta balcanica. Inizialmente i controlli avrebbero dovuto durare 10 giorni, di recente sono stati prorogati sino al prossimo dicembre. Con l’Austria va anche peggio. Lì i controlli sono stati ripristinati nel 2015. Per alcuni servono, per altri non sono che una inutile e costosa esibizione muscolare di forze che potrebbero essere impiegate più utilmente da altre parti.

In Slovenia nessuno nega che le migrazioni illegali esistano ed anzi il nuovo governo sembra intenzionato ad affrontarle con maggior decisione. Minare gli accordi di Schengen e ripristinare i controlli ai confini interni però non servirebbe a far fronte al problema.

A Lubiana e a Zagabria la decisione del governo Janša Ú stata accolta con entusiasmo. Adesso la speranza, nemmeno tanto celata, Ú che il confine possa nuovamente dissolversi anche ai valichi tra Austria e Italia.

Viaggiare dalla croata Ragusa fino a Cabo de Roca in Portogallo senza dover esibire un documento era stata una promessa dell’Europa in cui molti avevano creduto. Un’idea forte, che nel tempo Ú diventata sempre più fragile, minata da problemi, contraddizioni, egoismi e nazionalismi. Molti continuano a crederci e ci credono in particolare le minoranze nazionali che vivono lungo i confini e naturalmente tutti quelli che credono nell’Unione Europea: un progetto che ha garantito ai paesi che ne fanno parte pace, stabilità e benessere.

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