Serbia, il movimento studentesco รจ davvero nazionalista?

A metร  maggio gli studenti serbi hanno pubblicato un “memorandum sul Kosovo”, che nega l’indipendenza del paese e sposa la retorica nazionalista. Una doccia fredda per molti osservatori internazionali. Ma secondo l’analista Nikola Burazer, รจ una mossa necessaria. “Dire che il Kosovo fa parte della Serbia รจ del tutto mainstream qui”, mentre essere apertamente filo-europei elettoralmente non paga. La nostra intervista

17/08/2026, Federico Baccini Bruxelles
Proteste studentesche a Kruลกevac (Serbia) il 28 febbraio 2025 ยฉ krsmanovic / Shutterstock

Proteste studentesche a Kruลกevac (Serbia) il 28 febbraio 2025 ยฉ krsmanovic / Shutterstock

Proteste studentesche a Kruลกevac (Serbia) il 28 febbraio 2025 ยฉ krsmanovic / Shutterstock

Il “Memorandum in quattro punti su Kosovo e Metohija”, pubblicato nel maggio 2026 dal movimento studentesco serbo, ha sollevato un vespaio nell’opinione pubblica internazionale.

Con la ripresa a piene mani degli stereotipi nazionalisti e del tono quasi epico, questo documento ribadisce che la regione รจ “parte inalienabile e integrante della Repubblica di Serbia” e inquadra tutta la questione come un “imperativo storico e morale la cui sostanza non รจ soggetta a negoziazione”.

Una delle questioni piรน delicate per le prospettive europee di Belgrado โ€“ i suoi rapporti con il Kosovo โ€“ รจ tornata cosรฌ al centro delle discussioni anche a Bruxelles e nelle altre capitali europee, suscitando forti critiche per la mancanza di un cambio di passo da parte di una forza nuova come quella rappresentata dagli studenti.

Tuttavia, quella che dall’esterno รจ considerata come una posizione estremista, sul piano interno sembra essere qualcosa che โ€“ almeno per ora โ€“ รจ impossibile da evitare per chiunque speri di sconfiggere il regime di Aleksandar Vuฤiฤ‡ e portare alla democratizzazione del Paese.

“Ho l’impressione che al di fuori della Serbia non ci sia sufficiente comprensione del contesto in cui si svolgono queste proteste e di quale sia effettivamente il mainstream”, spiega in un’intervista per OBCT Nikola Burazer, direttore di programma presso il think tank Centre for Contemporary Politics (CPS) di Belgrado, partendo da un’analisi realizzata per il Balkans in Europe Policy Advisory Group (BiEPAG).

A livello internazionale questa retorica sul Kosovo potrebbe danneggiare in modo significativo la credibilitร  del movimento studentesco?

Questo memorandum รจ certamente controverso, sia in Serbia sia a livello internazionale, ma non ha rappresentato una questione cosรฌ rilevante da danneggiare seriamente il movimento studentesco nel Paese.

In un certo senso la Serbia rappresenta, sotto alcuni aspetti, una realtร  parallela al resto d’Europa.

C’รจ sempre stata un’attenzione piuttosto forte sugli studenti serbi quando si parla di nazionalismo, quasi a suggerire che questo sia la prova che il movimento studentesco sia nazionalista tanto quanto il governo e che, pertanto, non rappresenti un’alternativa a Vuฤiฤ‡.

Ritengo che questa sia una prospettiva del tutto errata, perchรฉ il movimento studentesco รจ eterogeneo, e non sorprende assistere di tanto in tanto a manifestazioni nazionaliste, cosรฌ come non sorprendono manifestazioni filoeuropee.

Entrambe le posizioni sono controverse in Serbia tra gli elettori da cui dipenderร  il movimento.

Il movimento studentesco, in un certo senso, rappresenta uno specchio della societร  nel suo complesso. Tutti coloro che sono contrari al governo e che sono suoi potenziali elettori, sono ideologicamente eterogenei.

L’intera lotta politica non puรฒ basarsi esclusivamente su posizioni progressiste e filoeuropee, gli studenti hanno bisogno di un approccio inclusivo per attrarre anche gli elettori nazionalisti.

Si potrebbe addirittura sostenere che gli elettori nazionalisti siano i piรน importanti, poichรฉ si tratta di ex-sostenitori del governo o di elettori indecisi che in passato non hanno mai votato per un’opzione filoeuropea, ma la cui disponibilitร  a sostenere una lista studentesca potrebbe cambiare le carte in tavola.

Non si rischia di adottare un approccio opportunista, in questo modo?

Non siamo tutti ciechi di fronte alle differenze, ma la maggior parte di noi capisce che alcune cose vanno tollerate per il bene della vittoria, e che l’unico modo per ottenere questa vittoria รจ avere tutti dalla stessa parte.

Dovremmo preoccuparci solo se le differenze e certe posizioni estremiste venissero spinte troppo oltre, perchรฉ ciรฒ potrebbe danneggiare l’intero fronte dell’opposizione e favorire il governo.

Questa posizione sul Kosovo, che all’estero potrebbe essere vista come estremista da alcuni, in Serbia รจ in realtร  piuttosto diffusa.

Quando si afferma che la Serbia non dovrebbe mai riconoscere il Kosovo e si ricorre al simbolismo e alle dichiarazioni epiche, in realtร  ci si colloca pienamente all’interno del pensiero dominante. Questo memorandum ha effettivamente utilizzato una retorica piuttosto controversa, ma il punto principale โ€“ che il Kosovo fa parte della Serbia โ€“ รจ del tutto mainstream.

Il Kosovo รจ una questione altamente simbolica nella politica serba, e gran parte della societร  nasconde la testa sotto la sabbia quando si tratta della realtร  della situazione, di ciรฒ che sta effettivamente accadendo nel processo di dialogo e di ciรฒ che รจ realisticamente realizzabile per la Serbia.

Il Kosovo non รจ una questione su cui si riesce a svolgere un dibattito razionale. รˆ una questione simbolica attorno alla quale il governo costruisce narrazioni, mentre tutti gli altri attori politici non possono che perdere voti.

Non si possono conquistare voti sul Kosovo. Non si ottiene nulla promettendo un atteggiamento piรน razionale.

Questo memorandum rischia perรฒ di rafforzare nelle capitali europee la percezione che in Serbia non esista un’alternativa politica credibile a Vuฤiฤ‡…

Vuฤiฤ‡ trae certamente vantaggio dall’essere visto come colui con cui si puรฒ collaborare anche nel dialogo con Pristina. Tuttavia, esiste un divario significativo tra ciรฒ che il governo sta effettivamente facendo e ciรฒ che sostiene di fare.

Paradossalmente, se qualcuno dichiarasse pubblicamente di voler fare ciรฒ che il governo nella pratica sta facendo, sarebbe demonizzato e bollato come traditore da gran parte dell’opinione pubblica e dai media controllati dal regime.

Gli altri partiti politici sono costretti o ad assumere la stessa posizione di principio o ad accusare Vuฤiฤ‡ di concedere troppo nel processo di dialogo. Vuฤiฤ‡ sfrutta poi questa situazione davanti ai suoi partner a Bruxelles per sostenere che viene criticato proprio per le cose che sta facendo, mentre le alternative sono ancora peggiori.

Ciรฒ ha spostato lโ€™intero spettro politico verso destra quando si tratta di affrontare la questione del Kosovo.

Nessuno osa adottare una posizione piรน razionale o mostrare una maggiore disponibilitร  al compromesso. Il meglio che i partiti dell’opposizione riescono a fare รจ cercare di cambiare completamente argomento concentrandosi sulla vita quotidiana, sull’economia e su altre questioni.

รˆ quello che stanno facendo anche gli studenti?

Ciรฒ a cui stiamo assistendo con questo memorandum rientra esattamente nello stesso approccio.

Vuฤiฤ‡ lo utilizzerร  sicuramente con i partner europei per sostenere che qualsiasi cambiamento politico a Belgrado porterebbe in realtร  al potere forze ancora piรน intransigenti.

Non รจ la prima volta che ricorre a questa argomentazione contro gli studenti. Lo abbiamo giร  visto nelle narrazioni sull’assenza di bandiere dell’UE durante le proteste in Serbia, che รจ stata presentata come prova del fatto che il movimento sia anti-europeo.

Non sono perรฒ cosรฌ sicuro che questo tipo di propaganda contro il movimento studentesco possa essere ancora efficace come lo era in passato.

รˆ vero che questo memorandum ha deluso molti all’estero e potrebbe influenzare il modo in cui vengono interpretati gli eventi in Serbia: si tratta di una lotta tra un autocrate e un’opposizione democratica guidata dagli studenti, oppure รจ una lotta tra vecchie e nuove strutture politiche ugualmente nazionaliste?

Se il movimento studentesco ignorasse completamente la propria reputazione internazionale, potrebbe danneggiare le proprie prospettive di vittoria e favorire il governo.

Ma d’altra parte, se facesse esattamente ciรฒ che gli osservatori internazionali si aspettano e di conseguenza perdesse le elezioni, ogni sforzo sarebbe stato vano.

Il movimento studentesco deve trovare un equilibrio tra la propria reputazione internazionale come alternativa pro-democratica, anti-autoritaria e filoeuropea, e la propria strategia elettorale interna volta a vincere le elezioni.

Allo stesso tempo, non possiamo dimenticare le considerazioni tattiche che spiegano perchรฉ il movimento studentesco non stia abbracciando pienamente una posizione filoeuropea.

E quali sono queste considerazioni?

Che rischierebbe di danneggiare le prospettive elettorali dell’intero movimento studentesco e di tutti quelli che si oppongono al regime.

La maggior parte dei cittadini serbi che sostengono l’integrazione nell’UE ha accettato questa realtร .

Il movimento non puรฒ essere apertamente e inequivocabilmente filoeuropeo perchรฉ ridurrebbe le sue possibilitร  di sconfiggere il regime.

Non ci aspettiamo che gli studenti sventolino bandiere dell’UE ovunque o facciano apertamente campagna a favore dell’integrazione europea.

Ci interessa di piรน quali siano i loro valori effettivi.

Le loro azioni dello scorso anno a Bruxelles e Strasburgo sono state un passo nella giusta direzione e un modo razionale per dimostrare l’impegno nei confronti dei valori europei, evitando al contempo un atteggiamento apertamente filoeuropeo in patria, dove una posizione del genere apporterebbe pochi benefici al movimento studentesco.

Anzi, potrebbe davvero danneggiarlo.

Se il movimento studentesco dovesse alla fine diventare un attore di governo, in che modo questo memorandum potrebbe influenzare il dialogo tra Pristina e Belgrado?

Possiamo solo formulare ipotesi, non basate su ciรฒ che dicono gli studenti stessi ma sulla nostra comprensione della politica e su ciรฒ che probabilmente potrebbe accadere nella pratica.

Non รจ ancora chiaro come avverrร  la trasformazione da un movimento studentesco decentralizzato ad attore politico in grado di prendere decisioni rapidamente.

Tuttavia, la politica nazionale in questo Paese รจ in gran parte plasmata dalla realtร  e dal contesto in cui la Serbia si trova. La Lista Studentesca, cosรฌ come qualsiasi futura coalizione di cui dovesse far parte, non potrebbe ignorare la realtร . Dovrebbe prendere decisioni all’interno di un contesto politico in cui le scelte disponibili sono limitate.

L’integrazione europea รจ nell’interesse fondamentale della Serbia e lo rimarrร  anche in futuro. Dubito che qualsiasi futuro governo possa rifiutare tale processo e adottare una posizione contraria all’adesione all’UE.

Lo stesso vale per il Kosovo. Non vedo alcun futuro governo abbandonare il processo di dialogo perchรฉ, nonostante tutte le sue controversie e la sua impopolaritร , rimane l’unica via praticabile per la Serbia. Rifiutare il dialogo indebolirebbe ulteriormente la posizione dei serbi in Kosovo e renderebbe ancora piรน difficile per la Serbia difendere i propri interessi in quella regione, qualunque essi siano.

La democratizzazione del Paese rimane l’obiettivo piรน importante che, allo stesso tempo, contribuirebbe a sbloccare il processo di adesione della Serbia all’UE.

Uno dei motivi principali per cui molte persone continuano a sostenere il cambiamento politico nonostante queste potenziali preoccupazioni รจ che la democratizzazione del Paese creerebbe lo spazio per un dibattito pubblico onesto su molte delle questioni che ci stanno a cuore, tra cui l’integrazione europea e il Kosovo.

Sarร  molto piรน facile quando saremo in grado di discutere apertamente di questi temi e di sostenere le nostre idee, piuttosto che difendere le nostre posizioni in un contesto dominato da media asserviti e da narrazioni nazionaliste tossiche.

Cambiare il governo รจ il primo e piรน importante passo. Tutto il resto viene dopo.

Questo รจ un prerequisito per qualsiasi progresso significativo che speriamo di raggiungere, sia in termini di integrazione europea sia di riconciliazione regionale. Siamo tutti molto razionali al riguardo.

Alcuni osservatori internazionali sembrano aspettarsi che gli studenti serbi possano adottare posizioni sostenute solo dal cinque per cento dei cittadini serbi e poi, in qualche modo, vincere le elezioni. รˆ semplicemente impossibile.


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