A Srebrenica, l’11 luglio

Nel 31° anniversario del genocidio, l’11 luglio a Srebrenica si terrà come di consueto la commemorazione delle vittime, al memoriale di Potočari. Alla cerimonia parteciperanno migliaia di persone in arrivo dalla regione e da diversi paesi del mondo, compresa l’Italia

22/06/2026, Nicole Corritore
Lapidi al Memoriale di Srebrenica - foto N.Corritore

Lapidi al Memoriale di Srebrenica – foto N.Corritore

Lapidi al Memoriale di Srebrenica - foto N.Corritore

Lunedì 1° giugno, presso il Memoriale di Potočari a Srebrenica, si è tenuta la riunione del Consiglio organizzatore della commemorazione delle vittime del genocidio, che si terrà il prossimo 11 luglio.

Come accade ogni anno, in quel giorno verranno tumulati i resti di altre vittime, che si aggiungeranno alle 6.772 sepolte al cimitero del Memoriale. Annualmente si aggiungono sepolture man mano che al Centro di identificazione di Tuzla viene riconosciuta l’identità delle vittime con l’analisi del DNA.

Il presidente del Consiglio organizzatore, Hamdija Fejzić, ha dichiarato che alla dženaza-namaz (preghiera e sepoltura collettiva) quest’anno si svolgerà la tumulazione di otto vittime. Ma ha anche sottolineato che sono già stati identificati i resti di altre 37 persone, per le quali però le famiglie non hanno ancora fornito l’autorizzazione alla sepoltura. Ciò accade soprattutto quando gli scheletri non sono interi, e le famiglie preferiscono attendere il ritrovamento di altre parti del corpo del proprio caro.

Srebrenica, estate 1995

In quell’operazione del luglio 1995 – che la giurisprudenza internazionale ha definito genocidio – le truppe serbo-bosniache di Ratko Mladić deportarono e massacrarono più di ottomila musulmani, occultandone i corpi in fosse comuni. Nei mesi successivi, per nascondere le prove del crimine commesso, riscavarono nelle fosse primarie per distribuire i resti in fosse secondarie, terziarie e così via, anche distanti chilometri tra loro.

Un tentativo di occultamento che, accanto al difficile lavoro di ricerca delle fosse comuni, rende lunga e complessa la procedura di ricomposizione dei resti della vittima. Per esempio, il caso di Muriz Baraković, ucciso all’età di 22 anni e che finalmente verrà sepolto a luglio. I resti di Muriz sono stati trovati in tre diverse fosse comuni: i primi nel 2001, in una fossa comune a Zeleni Jadar; nel 2005, altre parti del corpo sono stati trovati in una fossa comune a Budak – a 17 km dalla fossa di Zeleni Jadar; infine, altri resti sono stati esumati nel 2007, in una nuova fossa comune scoperta nei pressi di Zeleni Jadar.

Solo lo scorso 21 aprile, conclusa l’identificazione tramite il DNA, presso il Centro di Tuzla i familiari di Muriz hanno certificato ufficialmente l’identificazione e autorizzato la tumulazione al Memoriale di Potočari. Il numero esatto di chi verrà sepolto quest’anno sarà definitivo solo a inizio luglio, come ha dichiarato Emza Fazlić, portavoce dell’Istituto per le persone scomparse di BiH (Institut za nestale osobe BiH), tempo concesso ad altre famiglie per decidere se procedere alla sepoltura.

La Giornata internazionale contro il revisionismo

Dal 2024, l’11 luglio è stata decretata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite “Giornata internazionale di riflessione e commemorazione del Genocidio di Srebrenica”. Una Risoluzione, votata nel maggio del 2024, che nel giorno del voto l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani aveva dichiarato importante, “ancora più alla luce del persistente revisionismo e della negazione del genocidio di Srebrenica. Ma anche dei discorsi di odio da parte di leader politici di alto livello in Bosnia Erzegovina e nei Paesi vicini”. Dal 2024, in parallelo alla commemorazione presso il Memoriale, sono sempre più numerose le città europee ed extra europee che organizzano momenti ed iniziative in memoria delle vittime.

Trasportati da Tuzla, i tabut verranno depositati il 10 luglio in un hangar di quella che tra il 1992 e il 1995 era stata la base del Dutchbat, il battaglione dei caschi blu olandesi che avrebbero dovuto proteggere la popolazione dell’enclave (dichiarata “Safe area” dal Consiglio delle Nazioni Unite nell’aprile del 1993).

La base, oggi sede del grande centro museale del Memoriale, si trova di fronte al cimitero in cui  l’11 luglio si terrà la cerimonia. Il comitato organizzatore della commemorazione ha dichiarato che anche quest’anno saranno migliaia le persone, provenienti dalla Bosnia e molti paesi esteri, che parteciperanno alla cerimonia. Tra loro ci saranno anche i partecipanti della “Marš mira” (Marcia della pace) che arriveranno al Memoriale di Srebrenica – Potočari dopo tre giorni di cammino.

Il percorso della Marš mira - marsmira.net

Il percorso della Marš mira – marsmira.net

La prima Marcia per la pace si è tenuta nel 2015, quando alcune centinaia di persone, tra familiari e superstiti, hanno percorso in senso contrario quella che nel 1995 era stata una “marcia della morte” per migliaia di bosgnacchi che attraverso i boschi tentarono di fuggire dalle forze militari serbo-bosniache di Ratko Mladić.

I partecipanti alla Marcia della pace ogni anno sono più numerosi e provengono da diverse parti del paese e da altri stati europei ed extraeuropei. Il numero esatto dei partecipanti di quest’anno si saprà a fine luglio, a chiusura delle iscrizioni, ma al 10 giugno scorso gli organizzatori hanno dichiarato essere già più di duemila.

Inoltre, il Centro Memoriale di Srebrenica – Potočari organizza per il terzo anno, dal 4 al 12 luglio, una Summer school dedicata a studi sul genocidio che prevede la partecipazione di importanti esperti della materia – dall’approccio nella ricerca, fino alla metodologia per la raccolta delle testimonianze e la gestione dell’archivio delle memorie del genocidio – rivolta a studenti, laureandi o laureati in studi umanistici di diversi paesi, tra cui anche alcuni italiani.

Quest’anno, grazie al lavoro della giornalista Anisa Mahmutović, dal 18 giugno è cominciata la messa in onda sulla piattaforma MY TV di sei puntate del podcast dal titolo “Giornalisti testimoni del genocidio”. In ciascuna sono presenti redattori ospiti, giornalisti e fotoreporter che hanno raccontato gli eventi di Srebrenica durante la guerra, rimanendo in contatto con i colleghi di quella cittadina.

Il podcast, come scrive il Media Centar di Sarajevo, “è un omaggio generazionale ai giornalisti dell’epoca della guerra in Bosnia Erzegovina, ma anche una serie di ricerche che si interrogano se Srebrenica avrebbe potuto essere salvata prima del luglio 1995”. Oltre a sottolineare l’importante ruolo dei giornalisti durante la guerra, fa emergere anche il fondamentale ruolo che hanno avuto nel presentarsi da testimoni nei processi presso il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia (ICTY)”, tema già approfondito da Media Centar nel recente progetto “Il giornalismo come prima bozza della storia. I media come prova”.

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