Montenegro, criptovalute senza supervisione
Nonostante l’annuncio di collaborazione con la Guardia di Finanza italiana, il Montenegro non ha ancora un quadro giuridico per una polizia finanziaria, mentre il settore degli asset digitali rimane parzialmente regolamentato

Riunione tra le istituzioni montenegrine e la Guardia di finanza italiana
Riunione tra le istituzioni montenegrine e la Guardia di finanza italiana © BOJANA ĆUPIĆ - Governo del Montenegro
(Originariamente pubblicato da CIN-CG)
Il Montenegro non ha ancora stabilito un quadro legislativo per l’istituzione di una polizia finanziaria, sebbene i funzionari statali annuncino da un decennio la creazione di un servizio sul modello della Guardia di Finanza italiana.
Il Primo Ministro del Montenegro Milojko Spajić, in occasione dell’incontro con una delegazione della Guardia di Finanza, guidata dal Generale Vito Giordano, nel marzo 2024, ha annunciato che, con il loro supporto, avrebbe lavorato alla creazione di una polizia finanziaria montenegrina, che dovrebbe essere modellata sulla famosa istituzione italiana.
Dal Comando Generale della Guardia di Finanza – II Reparto (Ufficio Relazioni Internazionali) hanno dichiarato al Centro di Giornalismo Investigativo del Montenegro (CIN-CG) che le istituzioni montenegrine hanno mostrato interesse per l’applicazione dell’esperienza della polizia finanziaria italiana, ma non hanno risposto alla domanda se siano stati intrapresi passi concreti verso l’instaurazione di tale collaborazione.
“Durante la visita del Vicepresidente del governo italiano e ministro degli esteri, Antonio Tajani, nei Balcani occidentali nel settembre 2024, è stata ulteriormente espressa la disponibilità politica dell’Italia a fornire ogni attivita di collaborazione e sostegno operativo anche nella lotta contro la criminalità organizzata, evidenziando l’importanza di segire i flussi finanziari per sconfiggerla. (…) L’Italia ha sviluppato un sistema articolato e ben collaudato, che consente di individuare comportamenti fraudolenti anche molto sofisticati, spesso realizzati tramite operazioni fittizie e strutture societarie artificiali. Questo tipo di competenze potrebbe essere di grande aiuto per il Montenegro” hanno comunicato al CIN-CG dalla Guardia di Finanza.
Nella Strategia Fiscale del Governo montenegrino per il periodo 2024-2027 si afferma che il Ministero delle Finanze proporrà una soluzione legislativa che creerà i presupposti formali per l’istituzione di una polizia finanziaria. Nello stesso documento si precisa che esiste spazio per la collaborazione con la Guardia di Finanza attraverso la formazione dei futuri quadri della polizia finanziaria montenegrina.
“Tenendo conto dell’attuale decentramento delle istituzioni che svolgono funzioni di controllo in questo settore, il Governo del Montenegro ritiene che con l’istituzione della polizia finanziaria questo organo potrebbe combattere molto più facilmente sia la corruzione ai massimi livelli, sia tutti i tipi di malversazioni finanziarie”, si legge nella Strategia Fiscale.
Tuttavia, non esiste ancora un quadro giuridico per l’istituzione di una polizia finanziaria.
Polizia Finanziaria in attesa da oltre 10 anni
Il Governo del Montenegro annuncia la formazione di una polizia finanziaria dal novembre 2014, il cui compito principale dovrebbe essere la lotta contro la criminalità economica, la corruzione e l’economia sommersa.
Con l’adozione della Legge sull’Amministrazione Tributaria del 2015 e del Regolamento sull’organizzazione interna e la classificazione delle mansioni, all’Agenzia delle Entrate montenegrina è stato aggiunto un settore speciale della Polizia Tributaria. Sebbene all’epoca fosse stato annunciato che avrebbe collaborato strettamente con la sezione di polizia per la lotta alla criminalità economica e con la Procura Speciale, non sono stati emanati atti normativi secondari riguardanti le competenze e i poteri della Polizia Tributaria, né è stato assunto personale.Nel 2018, la Polizia Tributaria è stata formalmente cancellata dall’organigramma dell’Agenzia delle Entrate montenegrina.
Dall’Agenzia delle Entrate montenegrina hanno dichiarato al CIN-CG che alla fine di marzo 2025, con il Regolamento che modifica e integra il Regolamento sull’organizzazione interna e la classificazione delle mansioni, è stato formalmente istituito il Settore per l’accertamento e la riscossione dei redditi non dichiarati delle persone fisiche.
“Dopo aver definito il quadro legislativo, le procedure istituzionali, i poteri legali e i meccanismi di cooperazione interistituzionale, possiamo aspettarci la formazione di una polizia finanziaria sul modello di quella italiana”, hanno comunicato dall’Agenzia delle Entrate del Montenegro.
Tuttavia, Dragana Jaćimović dell’Istituto Alternativa avverte che, a parte l’annuncio della formazione di una polizia finanziaria, il Governo non ha fornito ulteriori informazioni.

Dragana Jaćimović – foto Institut Alternativa
“Il Ministero delle Finanze ha fornito unicamente la precisazione che proporrà una soluzione legislativa che creerà i presupposti formali per l’istituzione di una polizia finanziaria, tenendo conto della prassi della Guardia di Finanza. Un paragrafo in una strategia non è un buon modo per introdurre nuovi organi nel quadro istituzionale per la lotta alla corruzione e alle forme gravi di criminalità”, ha dichiarato Jaćimović al CIN-CG.
“Un tale approccio non è un metodo adeguato per introdurre un nuovo organo con poteri di polizia in un sistema già frammentato di lotta alla corruzione e alla criminalità finanziaria”, ha aggiunto.
Il Montenegro non chiede aiuto agli italiani riguardo alle frodi con criptovalute
Sebbene la Guardia di Finanza italiana abbia, tra l’altro, un apparato operativo sviluppato per le indagini finanziarie e gli abusi di criptovalute, le strategie governative montenegrine non specificano se la polizia finanziaria si occuperebbe di asset digitali.
La Guardia di Finanza, infatti, dispone di unità specializzate in finanza digitale forense, analisi della blockchain e sequestro di asset digitali; nella pratica, può bloccare conti e portafogli digitali, sequestrare cripto-attività, server e attrezzature e condurre indagini finanziarie a lungo termine insieme alla procura.
Così, nel rapporto della Guardia di Finanza per i 250 anni del corpo si afferma che nel periodo da gennaio 2023 a maggio 2024 hanno effettuato oltre 1,5 milioni di controlli e 110.000 indagini, e che sono stati sequestrati oltre 75 milioni di euro in criptovalute, inclusa una farm di mining per il conio di nuove valute virtuali.
Dalla Direzione della Polizia montenegrina hanno dichiarato al CIN-CG che con l’istituzione italiana non hanno ancora collaborato nel campo delle cripto-attività.
Il Montenegro non ha una legge specifica che regoli il settore degli asset digitali, sebbene il Governo avesse annunciato la redazione di una Legge sulle criptovalute già nel 2020. Dal Ministero delle Finanze nel settembre 2024 è stato comunicato che, in collaborazione con la Banca Centrale del Montenegro e la Commissione per il Mercato dei Capitali, stanno lavorando a una legge che regolamenterebbe il settore degli asset digitali.
Una ricerca della Global Initiative Against Transnational Organized Crime (GI-TOC) ha evidenziato la crescita dell’uso delle criptovalute in Montenegro, ma anche le lacune normative che i gruppi criminali sfruttano per i trasferimenti di denaro e per operare attraverso mercati illegali. Nella ricerca si afferma che, a causa del vuoto normativo, i gruppi criminali utilizzano le criptovalute per il riciclaggio di denaro e che gran parte degli scambi di contanti in criptovalute avviene in una zona grigia e senza supervisione.
Dall’Agenzia delle Entrat montenegrina sostengono che, a causa dell’assenza di una legge sugli asset digitali, non sono in grado di occuparsi di criptovalute.
“Fino all’adozione di una legge speciale che regoli le cripto-attività e la loro tassazione, l’Agenzia delle Entrate non è in grado di intraprendere alcuna azione riguardo alla tassazione delle criptovalute”, sottolineano dall’Agenzia delle Entrate.
Il settore delle criptovalute è parzialmente regolamentato dalla Legge sulla prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo, con l’istituzione del Registro dei fornitori di servizi correlati alle cripto-attività, di cui è competente la Commissione per il Mercato dei Capitali.
Da tale Commissione riferiscono che il Registro è stato istituito alla fine del 2025, ma che l’obbligo di iscrizione si applica esclusivamente a coloro che iniziano a fornire servizi correlati alle cripto-attività, mentre coloro che si sono occupati in precedenza di criptovalute non sono soggetti a tale obbligo.
“La Commissione non può procedere retroattivamente nei confronti di soggetti che hanno operato prima dell’istituzione del Registro, poiché per quel periodo non esisteva una base giuridica. Se durante la vigilanza scopriamo una persona che fornisce servizi senza essere iscritta, possiamo adottare le misure previste dalla legge, inclusa la denuncia alle autorità competenti per fornitura non autorizzata di servizi”, hanno dichiarato dalla Commissione al CIN-CG.
Multe inferiori ai profitti
Nel rapporto del Comitato di esperti per la valutazione delle misure contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo (MONEYVAL), organismo del Consiglio d’Europa, si afferma che il Montenegro non ha un obbligo chiaro di valutare preventivamente i rischi delle nuove tecnologie e che la politica sanzionatoria nei confronti dei fornitori di servizi di cripto-attività non è né proporzionata né sufficientemente dissuasiva. Si segnalano inoltre debolezze nella vigilanza e nelle capacità investigative degli organi competenti.
“I risultati del MONEYVAL confermano il rischio che il Montenegro diventi un rifugio per il crimine legato alle criptovalute. Nella situazione attuale, i pericoli maggiori per i cittadini sono le frodi finanziarie e la possibilità che le criptovalute vengano utilizzate come canale per la criminalità organizzata”, ha dichiarato l’avvocato Veselin Radulović al CIN-CG.
Il rapporto MONEYVAL evidenzia anche debolezze nella vigilanza, nello scambio di informazioni e nelle capacità di cooperazione internazionale nelle indagini finanziarie relative alle criptovalute.

Veselin Radulović – foto: archivio privato
La Legge sulla prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo prevede che l’Unità di Intelligence Finanziaria (Financial Intelligence Unit – FIU) della Direzione della Polizia conduca le indagini relative alle criptovalute.
“L’Unità dispone di software per l’analisi della blockchain e nelle indagini scambia dati con le principali piattaforme internazionali di criptovalute attraverso il sistema della FIU. Ciò significa che, quando in un caso sorge già il sospetto di un reato, possono tracciare il flusso di denaro attraverso borse estere e ottenere informazioni sulle transazioni e sugli utenti”, hanno dichiarato dalla Direzione della Polizia.
Secondo i dati ufficiali, la polizia e la procura montenegrine finora non hanno perseguito alcun caso di sequestro di cripto-attività, sebbene i rapporti internazionali avvertano che le reti criminali nella regione utilizzano asset digitali per occultare i flussi di denaro.
La Legge sulla prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo prevede multe pecuniarie da 5.000 euro a 20.000 euro in caso di mancata segnalazione di transazioni in criptovalute di valore pari o superiore a 1.000 euro. Queste sanzioni pecuniarie sono previste per l’occultamento di transazioni e dei dati relativi al mittente e al beneficiario di cripto-attività, nonché per la mancata segnalazione di transazioni sospette.
L’avvocato Veselin Radulović avverte che le eventuali sanzioni per gli autori di reato sono notevolmente inferiori ai profitti realizzabili con attività illegali.
“Per questo motivo, gli attori considerano la multa, se scoperti e perseguiti, come un costo che possono coprire, non come una vera sanzione. Le istituzioni non dispongono di un quadro giuridico adeguato, né di capacità di personale e tecniche, e sono piuttosto inferiori rispetto alle sofisticate strutture delle criptovalute. Il fatto che il rischio sia basso, il profitto alto e la supervisione debole incoraggia le frodi con criptovalute, il riciclaggio di denaro e l’uso del territorio e della giurisdizione del Montenegro per queste attività criminali”, sostiene Radulović.
Dal Governo del Montenegro e dal Ministero delle Finanze non hanno risposto alle domande del CIN-CG sulla valutazione del rischio delle nuove tecnologie e sulla regolamentazione delle cripto-attività, né sull’annunciata formazione di una polizia finanziaria.
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