Moldavia: non รจ un paese per giovani
Sempre piรน in una situazione fragile e precaria, la Moldavia ha poche possibilitร di uscire indenne dalla grave crisi che attraversa. Gli oligarchi, i rapporti con Mosca e la strada verso l’Ue in questo reportage
Cosa pensereste se vi raccontassero di un paese dove lโuomo piรน ricco รจ anche il piรน potente con in mano unโampia fetta di economia nazionale, il controllo quasi totale dei media e una supremazia illimitata in politica? E se a questo aggiungessimo anche una crisi profonda del settore finanziario con tre banche in profondo rosso, una corruzione pervasiva che intacca ogni settore della vita pubblica e storie piccanti a carico di politici di primo piano?
Tranquilli, non si parla di Italia anche se i piรน maliziosi e, di certo, faziosi, correrebbero subito con il pensiero alla nostra penisola. Per una volta il paese in questione non รจ il nostro. Si trova a migliaia di chilometri di distanza, schiacciato fra Romania e Ucraina, su una linea di faglia in cui si scontrano periodicamente la placca dellโUnione Europea con quella della Federazione Russa scatenando scosse intermittenti di carattere geopolitico che si estendono minacciose in tutto il vecchio continente.
โBenvenuto in Moldovistanโ
โBenvenuto in Moldovistanโ, sono le prime parole con cui mi accoglie ironico un diplomatico europeo nella hall di un moderno hotel di Chiศinฤu a sottolineare come la Moldavia assomigli sempre di piรน ad una autocrazia dellโAsia Centrale che ad uno stato democratico che ambisce ad integrarsi gradualmente nellโUnione. Le notizie provenienti negli ultimi mesi dalla capitale moldava mi avevano incuriosito e allo stesso tempo preoccupato a tal punto da convincere tre eurodeputati a venire in visita da queste parti, io con loro, per sincerarsi della situazione.
Dalle elezioni dellโautunno del 2014, in poco meno di 15 mesi, si sono giร succeduti tre governi travolti da scandali e faide interne mentre cresce incontrollata la rabbia tra la gente, le strade si gonfiano di dimostranti e il paese si svuota di cervelli in fuga verso lidi piรน sicuri e accoglienti. Nelle aiuole davanti al parlamento รจ stato, perfino, allestito un accampamento permanente sulla falsariga di quello sorto spontaneo a Kiev in piazza Majdan nel 2013, solo che questa volta al potere si trovano i partiti che si appoggiano a Bruxelles mentre quelli che guardano a Mosca animano le piazze facendo la voce grossa. La rivoluzione รจ nellโaria, pronta a scoppiare alla prima scintilla, mentre lโUnione europea tentenna sul da farsi e la Russia assiste compiaciuta.
Ho rischiato altre volte di perdere lโaereo ma mai come in questo caso mi era capitato di arrivare in aeroporto con il check-in ormai chiuso a dover supplicare lโoperatrice della compagnia aerea recuperata, per caso, in un corridoio a riaprire gli imbarchi per consentirmi di salire a bordo. Uno spaventoso ingorgo autostradale aveva vanificato il largo anticipo con cui ero partito da casa costringendomi a raggiungere lo scalo di Verona appena pochi minuti prima del decollo. Cortesie che succedono solo nei piccoli aeroporti; nei grandi, di solito, vieni travolto dalla ressa e inghiottito nel caos.
Poco piรน di due ore di volo durante le quali leggere velocemente i documenti piรน recenti sulla situazione in Moldavia ed eccomi a Chiศinฤu in un altro piccolo aeroporto di una capitale che non si rende ancora conto di essere tale e che, forse, non ha mai ambito ad esserlo salvo doversi adattare alle curve improvvise ed imprevedibili della storia. Il tempo di raggiungere lโhotel, accogliere gli eurodeputati in arrivo da Francoforte che si inizia con il tradizionale briefing di apertura con gli ambasciatori europei che impiegano solo pochi minuti per sciogliere i lacci cerimoniali della diplomazia ed esternare in modo diretto frustrazione e disappunto.
โCโรจ un enorme problema di credibilitร per lโUnioneโ, attaccano allโunisono, โabbiamo a che fare con dei prestanome che raccontano a Bruxelles quello che gli europei vogliono sentirsi dire salvo, poi, nella pratica fare il contrario una volta a casaโ. Chi รจ al governo continua a definirsi a parole pro-europeo ma, di fatto, la spinta delle riforme si รจ esaurita da tempo in un paese che รจ il piรน grande beneficiario pro-capite di fondi europei. โChi puรฒ scappaโ, sottolinea lโambasciatore dellโUnione Pirkka Tapiola, โbasti pensare che ufficialmente gli abitanti sono quattro milioni ma secondo le stime delle compagnie telefoniche nella realtร non sono piรน di due milioni e mezzoโ. โDobbiamo interrogarci su quello che รจ la Moldova oggiโ, aggiunge un altro diplomatico, โun piccolo villaggio divenuto strategicamente importante sul piano geopoliticoโ, chiosa ironico. โMa non dobbiamo ripetere gli errori degli americani in America Latina negli anni settantaโ, osserva con una certa amarezza, โquando puntellavano tutte le dittature in funzione anticomunistaโ.
State-capture
I presenti concordano unanimi che รจ di assoluta importanza rimanere coerenti con i valori europei. Giร , ma come riuscire nellโimpresa quando la professione formale di europeismo รจ un escamotage per coprire malgoverno e interessi privati in atti pubblici? Il termine inglese piรน utilizzato da queste parti per definire il processo in corso in Moldavia รจ โstate-captureโ ovvero cattura, occupazione, appropriazione dello stato da parte di soggetti privati. Le forze al potere sono talmente impopolari che in gennaio per evitare contestazioni di massa contro lโinsediamento del nuovo governo hanno fatto convocare il parlamento solo tre ore prima della seduta con una breve riunione di mezzโora in cui, senza alcun dibattito prima del voto di fiducia, il candidato premier ha presentato il programma e la lista dei ministri che a loro volta hanno prestato giuramento in tutta fretta alle undici di notte davanti al presidente della Repubblica.
Del tutto ovvio che questa procedura carbonara abbia scatenato ancora di piรน la rabbia della gente. Per il nuovo primo ministro Pavel Filip la strada รจ tutta in salita. Facile ottenere la fiducia del parlamento; difficile, quasi impossibile ottenere quella dellโopinione pubblica.
โEโ un momento interessante ma, di certo, non il migliore per visitare la Moldovaโ, esordisce il presidente del parlamento Andrian Candu mentre ci accoglie nei suoi uffici che si trovano a pochi metri dallโaccampamento dei manifestanti. โI governi precedenti hanno fatto molti errori ma ora รจ importante agire in fretta per riprendere il percorso delle riformeโ, afferma, โche sono lโobiettivo prioritario del nuovo esecutivoโ. Candu sottolinea come nelle prime due settimane il consiglio dei ministri abbia giร adottato il nuovo regolamento bancario e il pacchetto di leggi riguardanti il settore energetico. โDobbiamo, inoltre, soddisfare rapidamente tutti i requisiti necessari perchรฉ il Fondo Monetario Internazionale possa tornare in missione a Chiศinฤu per negoziare il nuovo prestitoโ, commenta con una vena di preoccupazione.
Eโ noto che le casse dello stato sono quasi vuote dopo lo scandalo che ha coinvolto i tre principali istituti di credito del paese. โPer combattere la corruzione abbiamo appena approvato i disegni di legge sullโintegritร dei membri di governo in linea con le richieste della societร civile e degli organismi europeiโ, puntualizza lo speaker del parlamento mentre ci fornisce ragguagli sulle inchieste in corso. Voci ricorrenti pronosticano che in mancanza di iniezioni di denaro fresco lo stato non sarร in grado, nei prossimi mesi, di far fronte alle scadenze previste incluso il pagamento dei salari dei dipendenti pubblici. Andrian Candu รจ un affabile interlocutore dai modi gentili e lโinglese fluente. Gli osservatori critici lo descrivono come il volto presentabile e braccio destro del grande burattinaio che dietro le quinte muove i fili della politica moldava: Vladimir Plahotniuc.
La scena economico-politica di tutti i sei paesi del partenariato orientale e piรน in generale delle ex-repubbliche dellโUnione Sovietica รจ caratterizzata dallโingombrante presenza di oligarchi, uomini dโaffari che hanno accumulato ingenti fortune durante gli anni caotici della transizione da economia di stato a quella di mercato grazie a processi di privatizzazione di beni ed aziende pubbliche non proprio trasparenti per non dire opachi o perfino torbidi. In autocrazie come Russia e Bielorussia gli oligarchi agiscono indi
sturbati con la protezione, in simbiosi o sotto le ali robuste di Putin e Lukashenko, gli uomini forti che ne dirigono e controllano le mosse.
In altri paesi come la Moldavia, la Georgia, lโArmenia o lโUcraina sono liberi di muoversi senza alcun vincolo o controllo accaparrandosi direttamente, anche con mezzi poco ortodossi, pezzi di stato e spazi di politica. Vladimir Plahotniuc รจ lโunico vero oligarca della scena moldava. Da solo controlla piรน del 70% dei media, varie attivitร economiche e almeno una forza politica, il Partito Democratico (legato al Partito Socialista Europeo), oltre a tanti deputati di altre forze. Cinquantasei di loro, sui 101 che compongono il parlamento, hanno firmato a inizio anno la richiesta al capo dello Stato di nominare Plahotniuc primo ministro del nuovo governo. Ma il presidente Nicolae Timofti, un ex giudice costituzionale, tra furibonde polemiche e sotto la crescente pressione popolare ha respinto la lettera ai mittenti per questioni di integritร pubblica.
โNon cโรจ nessuno che non sia ricattabile in Moldaviaโ, mi raccontano alcuni amici riportandomi voci secondo le quali Plahotniuc รจ in possesso di materiale compromettente e video a luci rosse che, se resi pubblici, potrebbero distruggere le carriere di tanti personaggi di primo piano. Si spiega, forse, in questo modo il cambio di casacca di parecchi deputati. Cosรฌ al posto di primo ministro รจ salito Pavel Filip, legato a doppio filo con lโoligarca tornato, per il momento, nellโombra per preparare le contromosse della sua ascesa alle alte cariche dello stato.
โIn questo paese non esistono leader politici bensรฌ proprietari di partitoโ, sostengono i maligni evidenziando come chi si trova al vertice delle forze politiche sono gli stessi che le hanno fondate e che elargiscono posti di lavoro, salari e prebende. Vlad Filat era il leader del Partito Liberal Democratico, affiliato al Partito Popolare Europeo, e, fino a pochi mesi fa, anche il politico piรน conosciuto in Moldavia dopo aver ricoperto per quasi tre anni il ruolo di primo ministro. Anche lui uomo dโaffari, fino al 2013 era considerato il compare di Plahotniuc. Poi, dopo uno scontro pubblico causato piรน dallโego insaziabile di entrambi che da ragioni politiche, si รจ rotta lโalleanza e Filat nellโottobre dello scorso anno รจ finito in gattabuia, travolto da quello che la stampa locale ha definito il furto del secolo ovvero il buco di un miliardo di dollari a carico delle prime tre banche del paese che ha costretto governo e banca centrale ad intervenire per scongiurare il collasso dellโintero sistema creditizio.
Dove siano finiti quei soldi, che corrispondono grosso modo al 15% del PIL moldavo, รจ oggetto delle indagini giudiziarie in corso. Filat รจ accusato di aver intascato una tangente di 250 milioni di euro, una cifra davvero scomoda e ingombrante se, come si dice, รจ stata consegnata in mazzette di banconote contenute in valigette. Numero e volume di queste รจ argomento corrente di battute e scommesse nei caffรจ di Chiศinฤu. Tutti sanno che lโex primo ministro non puรฒ essere lโunico responsabile del misfatto. Gli uffici del procuratore generale e dellโautoritร anti-corruzione, perรฒ, nonchรฉ di parte dei servizi segreti, sono saldamente nelle mani degli uomini di Plahotniuc e, secondo alcuni, rispondono e si muovono seguendo precisi ordini.
Oligarchi
Di miliardari, uomini dโaffari e oligarchi saliti al potere ce ne sono stati tanti, vedi recentemente i casi di Bidzina Ivanishvili in Georgia o Petro Poroshenko in Ucraina. Il piรน citato e conosciuto a livello internazionale, perรฒ, รจ senzโaltro Silvio Berlusconi che ha fatto scuola sia per carisma, che per spregiudicatezza e longevitร politica entrando di diritto nellโimmaginario collettivo di mezzo mondo. Anche Plahotniuc e Filat non hanno potuto sfuggire al fascino dellโex-presidente del consiglio italiano. Raccontano le cronache moldave un aneddoto di qualche anno fa. I due si erano recati ad Arcore per una visita di cortesia e Berlusconi li ospita a cena. Storditi e sbalorditi dallโeleganza degli arredi e dallo sfavillio di soprammobili e oggetti vari, durante la momentanea assenza del padrone di casa, Filat viene colto dal raptus di portarsi a casa un souvenir, afferra una forchetta di argento dalla tavola e se la mette nella tasca interna della giacca sotto lโocchio benevolo e apparentemente complice del compare. Alla ricomparsa di Silvio prima del commiato, perรฒ, Plahotniuc si esibisce in un gioco di prestigio fuori programma. โMister Berlusconiโ, spiega lโoligarca, "voglio mostrarle che sono in grado di far sparire una posata dalla mia giacca materializzandola in quella del mio amicoโ e cosรฌ facendo prende unโaltra forchetta e la infila nella tasca interna della propria giacca sfilando subito dopo con un rapido movimento la prima forchetta dalla giacca di Filat, colto alla sprovvista, tra lโilaritร compiaciuta dellโimprenditore italiano. Narrano le cronache moldave che in quellโoccasione Plahotniuc vinse la prima battaglia con Filat uscendo dalla villa di Arcore con il trofeo-forchetta ambito dal compagno. Il tutto a spese di Berlusconi.
Societร civile delusa
Non usano mezze misure nel commentare la situazione i rappresentanti della societร civile che ci raggiungono in una sala dellโhotel dove alloggiamo. Delusi, frustrati, scazzati, spazientiti non sanno piรน a chi rivolgersi per manifestare il proprio sdegno nei confronti di ciรฒ che sta avvenendo nel loro paese. โPer troppo tempo la Moldavia รจ stata spacciata in Europa come una storia di successo camuffando la realtร โ, racconta il primo interlocutore, โlo stato รจ stato privatizzato da unโunica personaโ. โAnche se il nuovo governo รจ stato eletto nel rispetto della legge non ha alcuna legittimitร visto che sta in piedi grazie al sostegno di un pugno di deputati che ha cambiato schieramentoโ, osserva un altro. โCi accusano di essere pro-russi solo perchรฉ osiamo criticare chi รจ al governoโ, aggiunge un terzo. โSe il processo di integrazione europeo รจ quello cui assistiamo oggi in Moldavia io sono anti-europeoโ, dichiara lโultimo ospite, provocatoriamente, al colmo della sopportazione.
Difficile dare loro torto. LโUnione Europea sta perdendo la faccia e forse lโha giร persa. La propaganda russa che nelle altre ex repubbliche sovietiche batte la grancassa in Moldavia non ha alcun bisogno di amplificazione. โPer Mosca basta mettere alla berlina i bisticci e i pasticci delle forze di maggioranza per ingraziarsi di nuovo lโopinione pubblicaโ, commenta chi si trova al mio fianco. โLa Moldavia, perรฒโ, mi confessa un amico, โรจ ancora vittima della mentalitร sovietica: tutti disapprovano il sistema ma, allo stesso tempo, tutti ne vorrebbero fare parteโ.
Gli spostamenti nelle capitali sono solitamente problematici. Anche pochi chilometri possono trasformarsi in una penosa odissea se si รจ vittima del traffico congestionato del centro. Non รจ, perรฒ, il caso di Chiศinฤu. Qui ministeri, parlamento, e uffici governativi si trovano a poche centinaia di metri di distanza gli uni dagli altri al punto da rendere superfluo ogni mezzo di trasporto. Meglio, quindi, riordinare le idee a piedi fra un appuntamento e lโaltro attraverso i numerosi parchi cittadini evitando i cumuli di neve sporca ormai affumicata dagli scarichi delle automobili.
Andrei Galbur รจ vice-primo ministro fresco di nomina nonchรฉ ministro degli Esteri e responsabile dellโintegrazione europea. Passa per un duro nei ranghi del nuovo governo. A lui si devono le recenti disposizioni che obbligano i corrispondenti stranieri a richiedere unโapposita autorizzazione per esercitare lโattivitร giornalistica in Moldavia. Tenendo conto del fatto che occorrono almeno trenta giorni per ottenerla chi non si trova giร nel paese ed arriva per descrivere fatti e misfatti dellโultima ora รจ impossibilitato, in pratica, a svolgere la professione.
โNon mi interessano le parole, contano i risultatiโ, attacca subito dallโaltro lato del grande tavolo attorno al quale siamo seduti in una sala del ministero. โLa classe politica ha una grande responsabilitร per quello che sta accadendo ma questo governo vuole riportare il paese sulla retta via delle riforme in particolare per quanto riguarda il settore della giustizia e la lotta alla corruzioneโ, sostiene convinto. Galbur tiene a sottolineare la propria indipendenza dalle forze di maggioranza confermando la consuetudine che attribuisce il portafoglio degli affari esteri a personalitร libere da vincoli di partito. Sembra sincero quando afferma che la porta del dialogo con la societร civile รจ sempre aperta. Ripete come un mantra che occorre riconquistare la fiducia della gente, si dichiara a favore di rigide condizioni per eventuali futuri crediti dalle istituzioni internazionali, promette di affrontare la questione della concentrazione dei media. Rimane sul vago e non si sbilancia, perรฒ, quando si tratta di stabilire i tempi precisi della tabella di marcia che dovrebbe scandire la messa in atto delle riforme. Galbur si rivela meno ostico di come me lโavevano descritto. Forse comincia a rendersi conto del compito immane che lo aspetta.
Opposizione
Chi non crede a una parola di quello che dice Galbur e, in generale, gli esponenti del governo, sono ovviamente i leader dellโopposizione che incontriamo nella sede dellโambasciata europea. Igor Dodon, Renato Usatii e Andrei Nastase compongono un trio eterogeneo e mal assortito se si considerano i trascorsi, gli orientamenti e le forze che rappresentano. Dodon, leader del Partito Socialista, me lo ricordo bene durante lโultima campagna elettorale immortalato nei manifesti a fianco di Putin; Usatii, leader del partito โPatriaโ, รจ un imprenditore populista molto discusso con base in Russia; Nastase da mesi occupa le piazze con la sua piattaforma civica โDignitร e veritร โ.
I primi due gravitano nellโorbita russa mentre il terzo รจ un europeista critico disgustato dalla piega che hanno preso gli ultimi avvenimenti. Da qualche settimana i tre leader, le cui forze secondo gli ultimi sondaggi rappresentano insieme il settanta per cento delle intenzioni di voto, hanno stretto un patto per abbattere il nuovo governo e convocare elezioni anticipate. Militando in campi opposti hanno deciso di accantonare per il momento le questioni geopolitiche per affrontare assieme i problemi piรน scottanti.
Per Nastase occorre liberare la Moldavia dalla presa di Plahotniuc che ha distrutto la democrazia e ha soggiogato lo stato ai suoi interessi; per Usatii i problemi della giustizia in Moldavia sono peggio di quelli in Russia; per Dodon la Moldavia si รจ trasformata in uno stato oligarchico che sfrutta i valori europei per altri fini. Per Nastase bisogna prima mettere in atto le riforme e poi decidere eventualmente lโorientamento del paese; per Usatii รจ in corso una persecuzione giudiziaria nei suoi confronti che deve essere fermata; per Dodon lโUE dovrebbe controllare meglio come vengono spesi i soldi dei contribuenti europei in loco.
Lo stesso Dodon, poi, chiarisce di essere a favore di un partenariato strategico con la Russia per ragioni di affinitร ed opportunitร economica anche se non vuole in nessun modo che la Moldavia torni ad essere una colonia di Mosca. Ipotizza, quindi, quattro possibili scenari futuri: โIl governo adotta vere riforme contro gli oligarchi; nessuna riforma con lโEuropa che continua a pompare denaro per ragioni geopolitiche; nessuna riforma, nessun finanziamento con elezioni anticipate; una rivoluzione come nella vicina Ucraina con spargimento di sangueโ. Instabilitร e moti di piazza sono lo spettro che agita il paese. Tutti gli osservatori concordano che la situazione รจ molto precaria, pronta ad esplodere alla prima scintilla ma nessuno scommette su quello che puรฒ accadere.
Lโantico insediamento monastico di Orheiul Vechi si trova ad una sessantina di chilometri da Chiศinฤu. Mi faccio accompagnare da un taxi a visitarlo per riempire il buco di qualche ora provocato dallโimprovviso cambio di partenza del volo di ritorno. Il piccolo monastero, scavato nella roccia, รจ una meta turistica molto battuta da queste parti. Agli occhi di un italiano, perรฒ, non dice molto. Colpisce, al contrario, lo stato di abbandono dei villaggi che si attraversano per raggiungere la meta su e giรน per strade sterrate e colline desolate. Si calcolano siano circa centomila i figli rimasti senza genitori in Moldavia. Lโemigrazione ha svuotato il paese delle energie migliori. Interi villaggi sono popolati solo di bambini, ragazzi ed anziani senza le generazioni intermedie con tutti i problemi sociali che ne derivano. Un paese senza giovani รจ un paese senza futuro. Ammesso che possa esserci, davvero, un futuro per la Moldavia.
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