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Che Stato รจ stato? L’attribuzione dei cyber attacchi

Ogni volta che un sito ha qualche problema si pensa subito agli hacker, magari russi. Ma quando davvero il responsabile di un attacco รจ uno Stato come si fa a capirlo e a metterlo di fronte alle proprie responsabilitร ?

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ยฉ Rawpixel.com/Shutterstock

โ€œSono stati gli hacker russi!โ€ si sente ogni volta che un sito non funziona. Spesso in realtร  non vi รจ stato alcun attacco, ma solo qualche errore nella gestione dei sistemi informatici coinvolti. In altri casi un attacco magari cโ€™รจ stato davvero, ma gli autori sono altri. Ma quando lโ€™attaccante รจ davvero uno Stato, che sia la Russia o un altro, come si fa a capirlo e metterlo di fronte alle proprie responsabilitร ? Il problema รจ quello dellโ€™attribuzione dei cyber attacchi.

Lโ€™attribuzione รจ un concetto preesistente in diritto internazionale, ma i cyber attacchi pongono alcuni problemi nuovi. Qual รจ la situazione in Italia? Come risponde lโ€™Unione europea? Come e quando รจ il momento di puntare il dito contro un attore esterno e come reagire?

Lโ€™attribuzione nel diritto internazionale

Lโ€™โ€attribuzioneโ€ nel diritto internazionale รจ il processo con cui si identifica lโ€™autore di un attacco o di unโ€™operazione svolta contro uno Stato. รˆ un concetto importante, anche in relazione allโ€™art. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite , che riconosce, โ€œnel caso che abbia luogo un attacco armato contro un Membro delle Nazioni Unite … il diritto naturale di autotutela individuale o collettivaโ€. La maggior parte degli Stati del mondo (inclusi quelli dellโ€™Unione europea) sono concordi sul fatto che il diritto internazionale esistente si applichi anche al cyberspazio. Questo significherebbe che un attacco contro uno Stato, anche se svolto con โ€œcyber armiโ€ e non con armi convenzionali, darebbe luogo a un diritto a reagire. Sulla questione delle contromisure perรฒ non cโ€™รจ consenso a livello di Nazioni Unite; ad esempio, nel giugno 2017 il Governmental Group of Experts (UN GGE) non รจ riuscito a produrre un report sulla questione. La reazione, comunque, non รจ necessariamente bellica: in questo e in altri casi vengono spesso applicate โ€œsanzioniโ€, come blocchi dei conti, divieti di spostamento, ecc., o semplicemente viene denunciato pubblicamente un comportamento ritenuto inaccettabile.

Questo diritto in ogni caso presuppone che lโ€™origine dellโ€™attacco sia individuata e identificata in maniera credibile: unโ€™operazione che si chiama – appunto – attribuzione, e che, per avere valore, deve essere pubblica. Unโ€™attribuzione pubblica occorre perรฒ non solo per legittimare giuridicamente una reazione, ma anche per convincere politicamente Parlamento, opinione pubblica, paesi alleati, ecc. della sua necessitร .

รˆ opportuno specificare โ€œpubblicaโ€ perchรฉ esiste anche unโ€™attribuzione โ€œriservataโ€, condivisa ad esempio dalle agenzie di sicurezza con il solo governo, ma basata su fonti di intelligence troppo segrete per poter essere condivise con gli alleati o con il pubblico (ad esempio perchรฉ si rivelerebbe la presenza e lโ€™identitร  di una spia): in questi casi per quanto possa essere solida lโ€™attribuzione, la possibilitร  di unโ€™attribuzione pubblica credibile รจ limitata.

Nel seguito dellโ€™articolo approfondiamo la questione dellโ€™attribuzione dei cyber attacchi, ma i problemi con lโ€™attribuzione non sono nuovi e non sono legati solo allโ€™informatica. In un articolo su questo argomento Thomas Rid e Ben Buchanan, del King’s College London, citano ad esempio il casus belli che ha portato alla prima guerra mondiale , lโ€™omicidio a Sarajevo dellโ€™arciduca Francesco Ferdinando. Lโ€™Austria-Ungheria attribuรฌ quellโ€™attentato alla Serbia e dichiarรฒ guerra. Lโ€™assassino, Gavrilo Princip, era davvero un agente serbo? La questione รจ discussa, ma i milioni di morti rimangono.

Lโ€™attribuzione dei cyber attacchi

Nei dibattiti sullโ€™attribuzione di attacchi informatici, รจ diffusa la convinzione che le sfide principali siano di tipo tecnico e legate principalmente alla difficoltร  di trovare evidenze concrete e incontrovertibili. Rid e Buchanan contestano queste convinzioni affermando invece che lโ€™attribuzione non รจ un problema tecnico ma soprattutto politico, รจ quello che ne fanno gli Stati; non รจ una scienza esatta, ma in un certo senso โ€œunโ€™arteโ€, ogni caso รจ diverso ed รจ un problema sfumato; รจ una funzione di ciรฒ che รจ politicamente in gioco.

Al di lร  della difficoltร  o meno del caso, vi sono anche situazioni in cui si ritiene non valga la pena dare inizio ad indagini strutturate, ad esempio se il danno percepito รจ ridotto. E se un caso รจ difficile uno Stato potrebbe decidere di non dedicarci tempo e risorse.

Di un attacco occorre capire come, cosa, chi e perchรฉ, ma il primo passo per attribuire un attacco รจ capire che un attacco cโ€™รจ stato. A differenza di quanto si potrebbe pensare infatti lโ€™attaccante non sempre rivela di aver svolto un attacco. Anzi, se lโ€™obiettivo รจ trafugare delle informazioni per un periodo prolungato sarร  importante non farsi individuare e non far capire che si ha accesso a quei dati. Gli attacchi sono spesso individuati grazie a degli โ€œindicatori di compromissioneโ€, in seguito a comportamenti anomali dei sistemi informatici o a controlli periodici.

Molti attacchi non sfruttano vulnerabilitร  tecnologiche, ma debolezze umane, come le classiche email di phishing . Il modo in cui viene fatto un attacco puรฒ rivelare informazioni sullโ€™attaccante: se ad esempio usa strumenti estremamente complessi si tratterร  probabilmente di un attore statuale; gli orari degli attacchi possono fare capire il fuso orario dellโ€™attaccante, le parole utilizzate la sua lingua, e un errore naturalmente puรฒ essere fatale.

A volte il contesto geopolitico di un attacco puรฒ immediatamente portare a dei sospetti, ma si tratta probabilmente dellโ€™eccezione. Capire la motivazione dellโ€™attacco รจ difficile ma รจ una parte importante del processo di attribuzione, che non รจ quindi meramente tecnico.

Se gli strumenti sono stati utilizzati in precedenza per altri attacchi il responsabile potrebbe essere lo stesso. Alcuni attaccanti ricorrenti prendono il nome di advanced persistent threat (APT), gruppi particolarmente sofisticati che si ritiene agiscano per conto di uno Stato o ne siano emanazione diretta. A questi gruppi vengono assegnati, solitamente da aziende di cybersecurity , dei nomi, naturalmente non ufficiali, come APT1 (un gruppo cinese), Equation Group (USA) e Fancy Bear (Russia).

Rid e Buchanan sottolineano come comunicare lโ€™attribuzione sia parte dellโ€™attribuzione stessa, un elemento fondamentale, da considerare come un obiettivo a sรฉ stante. Visto il rischio di rivelare le proprie fonti e i propri metodi spesso le agenzie tendono a peccare di troppa cautela. Ci sono perรฒ almeno alcuni buoni motivi per dare piรน dettagli: aumentare la credibilitร  del messaggio e del messaggero; migliorare lโ€™attribuzione stessa, e permettere una miglior difesa collettiva. In questo contesto hanno un ruolo anche le aziende private: giร  nel 2016 Herbert Lin, della Stanford University, scriveva che negli ultimi anni il loro ruolo era cresciuto, e lo stesso Dipartimento della Difesa statunitense riconosceva a denunce pubbliche effettuate da attori privati anche un ruolo di dissuasione. รˆ importante perรฒ sottolineare che la decisione finale sullโ€™attribuzione รจ sempre politica, ed รจ influenzata anche da questioni politiche, non solo da quelle tecniche.

Cosa fanno Italia e Unione europea

I servizi segreti italiani ogni anno aggiornano il Parlamento, e il paese, rispetto alla cybersicurezza: il Documento di sicurezza nazionale italiano 2019 รจ stato pubblicato nel 2020 assieme alla Relazione sulla politica dellโ€™informazione per la sicurezza . Si segnala fra le altre cose che vi sono riportate, un aumento degli โ€œattacchi non identificatiโ€.

Lโ€™Italia naturalmente non รจ lโ€™unico paese europeo ad avere subito attacchi. Fecero scalpore nel 2007 gli attacchi allโ€™Estonia durante uno scontro con la Russia per lo spostamento di una statua di epoca sovietica a Tallinn. Per quanto lโ€™attribuzione lโ€™attribuzione sia una competenza dei singoli paesi membri, lโ€™Unione europea sta tentando di andare nella direzione di dare risposte unitarie, in particolare con il Cyber Diplomacy Toolbox (CDT), un framework, adottato nel giugno 2017, per una risposta diplomatica unitaria da parte dellโ€™Ue a attacchi cyber. Alcuni mesi dopo sono state adottate alcune linee guida sullโ€™implementazione . Alcune misure previste dal CDT richiedono lโ€™attribuzione come presupposto della loro applicazione, e sono previste anche โ€œcyber sanzioniโ€.

Secondo Paul Ivan , Senior policy analyst dello Europe in the World Programme, gli stati membri e le istituzioni UE dovrebbero -fra le altre cose- fare di piรน per sviluppare โ€œcommon threat assessmentsโ€ (valutazioni comuni della minaccia) e una cultura comune dellโ€™attribuzione dei cyber attacchi.

La Russia e i soliti sospetti

La Russia รจ stata ripetutamente accusata di cyber attacchi negli ultimi anni, ma in realtร , fanno notare Sven Herpig e Thomas Reinhold (in un contributo a unโ€™edizione degli Chaillot Papers  tutta dedicata alle cyber strategie russe), quelli in cui cโ€™รจ stata unโ€™attribuzione pubblica credibile sono pochi.

Uno di questi รจ stato nel 2018, quando Regno Unito, Danimarca, Stati Uniti e Australia hanno attribuito pubblicamente al governo russo il cyber attacco โ€œNotPetyaโ€, che ha colpito tutto il mondo, a partire dallโ€™Ucraina. Il Canada ha invece attribuito lโ€™attacco a โ€œattori in Russiaโ€. Altri paesi hanno fatto dichiarazioni di supporto. Paul Ivan fa notare che nonostante fra questi ci fossero diversi stati membri dellโ€™Unione europea e il Cyber Diplomacy Toolbox fosse giร  stato adottato, lโ€™Ue non sia riuscita a concordare su un’attribuzione comune.

Un altro caso da citare รจ quello relativo allโ€™attacco contro lโ€™Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC), condannato dal Consiglio europeo sempre nel 2018. Gli stati non hanno fatto esplicito riferimento alla Russia, ma lo hanno fatto i presidenti del Consiglio europeo Tusk, quello della Commissione europea Juncker e lโ€™Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza Mogherini.

Ma a parte questi casi, in cui comunque la non unanimitร  non aiuta, continuare a puntare il dito sulla Russia senza riuscire davvero a dimostrarne le responsabilitร  rischia di essere controproducente, non riesce a convincere lโ€™opinione pubblica e la comunitร  internazionale, e contemporaneamente (e forse paradossalmente) contribuisce comunque a rafforzare lโ€™immagine di potenza del paese.

 

 

Questa pubblicazione รจ stata prodotta nell’ambito del progetto ESVEI, co-finanziato da Open Society Institute in cooperazione con OSIFE/Open Society Foundations. La responsabilitร  dei contenuti di questa pubblicazione รจ esclusivamente di Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa.

Tag: ESVEI

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