Croazia, la sola alternativa รจ verde
Nel 2019 la temperatura media a Zagabria รจ stata la piรน alta mai registrata e i giorni di neve sono stati i minori di sempre. Lo ha sottolineato l’Istituto statistico di Croazia. Per Jagoda Muniฤ – direttrice dellโorganizzazione internazionale "Friends of the Earth" – per evitare conseguenze drammatiche occorre adottare al piรน presto una svolta verde

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Graffiti a Zagabria (photo: Max Pixel, Public Domain)
(Originariamente pubblicato da H-Alter , nellโambito del progetto EDJNET )
Nel 2019 la temperatura media a Zagabria รจ stata la piรน alta mai registrata, mentre nello stesso anno nellโarea della capitale croata โ che comprende anche il monte Medvednica che sovrasta la cittร โ รจ stato registrato il minor numero di giorni nevosi di sempre. ร quanto emerge dal rapporto โInformazioni statistiche 2020 โ, recentemente pubblicato dallโIstituto croato di statistica (DZS).
I dati sono stati raccolti presso tre stazioni di rilevamento:
– nel quartiere di Maksimir, situato nella zona orientale della cittร , che vanta un folto bosco di querce e diversi laghetti, dove nel 2004 la temperatura media annua รจ stata di 11,2ยฐC, mentre nel 2019 รจ salita a 13ยฐC;
– sul monte Griฤ, in pieno centro storico di Zagabria, dove tra il 2004 e il 2019 la temperatura media annua รจ salita da 12ยฐC a 14,2ยฐC;
– a Puntijarka, sul monte Medvednica, a 957 metri di altitudine, dove negli ultimi quindici anni la temperatura media รจ salita da 6,6ยฐC a 8,7ยฐC;
Ne abbiamo parlato con Jagoda Muniฤ, che prima di assumere lโincarico di direttrice dellโorganizzazione internazionale "Friends of the Earth" per anni รจ stata presidente della rinomata associazione ambientalista "Zelena Akcija" con sede a Zagabria.
โQuesti dati non mi sorprendono affatto e non fanno che confermare le previsioni degli scienziati impegnati nellโelaborazione di scenari di impatto dei cambiamenti climatici. Quindi, le previsioni sul riscaldamento [globale] si stanno avverando piรน velocemente di quanto stimatoโ, afferma Jagoda Muniฤ.
Unโaffermazione che trova unโulteriore conferma analizzando i dati sulle temperature degli ultimi quindici anni tenendo conto delle tendenze di lungo periodo.
Stando ai dati del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), riportati da EdjNet, nellโultimo decennio a Zagabria e dintorni ci sono stati in media 8-9 giorni allโanno con una temperatura media sopra i 27ยฐC, mentre nella prima metร del XX secolo la temperatura media giornaliera a Zagabria non aveva quasi mai raggiunto tali valori.
Il costante aumento della temperatura media dellโaria porta inevitabilmente a una progressiva scomparsa della neve. Nellโinverno 2019-2020 a Zagabria รจ nevicato una volta sola, nelle prime ore della mattina del 22 marzo scorso quando i cittadini di Zagabria, spaventati da una forte scossa di terremoto, erano usciti dalle loro abitazioni.
Negli ultimi quindici anni a Griฤ il numero di giorni con copertura nevosa รจ sensibilmente diminuito, passando da 16 nel 2004 a 6 nel 2019. Valori simili sono stati registrati anche a Maksimir, dove il numero di giorni con copertura nevosa รจ passato da 17 nel 2004 a 8 nel 2019.
Quindi, in futuro i bambini a Zagabria potranno godere di scene invernali con strade e tetti coperti di neve solo guardando le vecchie fotografie.
A Puntijarka โ una localitร situata a 957 metri di altitudine, nelle immediate vicinanze di una pista sciistica che ospita le gare di Coppa del mondo di sci โ il numero di giorni con copertura nevosa รจ passato da 95 nel 2004 a 71 nel 2019.
Abbiamo chiesto a Jagoda Muniฤ se ritiene che questo trend negativo possa mettere a rischio il futuro del comprensorio sciistico di Medvednica e quale sia lโimpatto ambientale delle gare di Coppa del mondo di sci organizzate a Sljeme, con un massiccio ricorso allโinnevamento artificiale e la costruzione di numerose infrastrutture di trasporto, oltre a quelle sportive e ricettive. Questioni che fanno sorgere unโaltra domanda: quanto รจ veramente importane il monte Medvednica per il clima a Zagabria?
โMedvednica รจ molto importante per il clima locale, per la qualitร dellโaria a Zagabria e per la protezione dalle alluvioni. Negli ultimi dieci anni la situazione รจ notevolmente peggiorata a causa della devastazione dei boschi provocata dai tagli e di un traffico incontrollato di veicoli fuoristrada. Le cime della Medvednica subiscono le pressioni maggiori per via della presenza di impianti sciistici. Giร nei primi anni Duemila Zelena Akcija aveva sottolineato che sarebbe stato meglio organizzare le gare di Coppa del mondo a Bjelolasica per incentivare lo sviluppo del Gorski Kotar. Giร allora si raccomandava di non costruire gli impianti sciistici a quote sotto i 1500 metri a causa dei cambiamenti climatici previsti. Nel frattempo, il Centro sportivo di Bjelolasica รจ in disuso e anche lโarea di Medvednica รจ gestita maleโ, spiega Jagoda Muniฤ.
Poco dopo le elezioni politiche dello scorso 5 luglio, unโottantina di associazioni ambientaliste e altre organizzazioni impegnate nella tutela dellโambiente ha inviato al parlamento e al governo croato una lista di richieste intitolata โInsieme per una ripresa e una crescita verde della Croazia โ.
โSe non dovesse essere affrontata urgentemente e sistematicamente a livello di ogni singolo paese, la crisi climatica nel lungo periodo avrร un impatto sullโeconomia e sullโumanitร ancora piรน drammatico di quello causato dalla pandemia da Covid 19. Quindi, una ripresa verde รจ lโunica strada possibile che, oltre a contribuire a risolvere la crisi climatica, permetterebbe di creare nuovi posti di lavoro e di ridurre la spesa sanitaria, garantendo un progresso veloce ed efficace verso una nuova realtร a basso tenore di carbonio, senza disuguaglianze, con unโeconomia resiliente e competitivaโ, affermano i firmatari dellโappello.
Le loro richieste riguardano diverse questioni, dallโadeguamento delle politiche nazionali in materia di ambiente ed energia al Grean Deal europeo e la sospensione degli investimenti nellโindustria fossile, fino a una transizione decisiva verso unโeconomia a basso contenuto di carbonio in grado di creare nuovi posti di lavoro, senza dimenticare la necessitร di ricostruire gli edifici distrutti dal recente terremoto che ha colpito Zagabria seguendo i piรน alti standard di efficienza energetica.
Il Green Deal europeo รจ stato presentato dalla Commissione europea alla fine del 2019 come un tentativo di sviluppare โ come si legge nella parte introduttiva โ โuna strategia di crescita in grado di trasformare lโUE in una societร equa e prospera, con unโeconomia moderna, efficiente nellโuso delle risorse e competitiva, dove nel 2050 non ci saranno piรน emissioni nette di gas a effetto serra e la crescita economica sarร dissociata dallโuso delle risorseโ. Il patto mira inoltre a โproteggere, preservare e aumentare il capitale naturale dellโUE, nonchรฉ a proteggere la salute e il benessere dei cittadini dai rischi di carattere ambientale e dalle relative conseguenzeโ.
Abbiamo chiesto a Jagoda Muniฤ quanto la Croazia sia lontana dagli obiettivi del Green Deal europeo e quali siano i possibili margini di miglioramento.
โTemo che la Croazia sia un osservatore passivo delle dinamiche legate al Green Deal europeo. Anche durante la presidenza croata del Consiglio dellโUE non avevo notato alcuna iniziativa al riguardo. ร indubbiamente importante โ soprattutto nellโottica della ripresa economica dopo la pandemia da coronavirus โ che lo sviluppo economico si focalizzi su una transizione verde e giusta verso unโeconomia a basso tenore di carbonio. A tale proposito, bisogna sostenere le richieste delle organizzazioni della societร civileโ, spiega Muniฤ.
Stando alle sue parole, un primo passo verso il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal dovrebbe essere quello di smettere di investire nelle energie fossili e di rilasciare concessioni per lโesplorazione e lo sfruttamento dei combustibili fossili, e di focalizzarsi sulle fonti rinnovabili, sulle ristrutturazioni edilizie ad alta efficienza energetica e sui mezzi di trasporto con il minor impatto sullโambiente, come i veicoli elettrici e i mezzi di trasporto pubblici.
Secondo Jagoda Muniฤ, in questa transizione รจ importante tenere conto anche del concetto di giustizia sociale, perchรฉ i costi della transizione ecologica non devono cadere sulle spalle dei piรน poveri. Muniฤ spiega che, se vogliamo intraprendere una transizione che riduca la povertร e le disuguaglianze economiche, aumentando cosรฌ il benessere dellโintera collettivitร , allora dobbiamo tenere conto anche del principio di giustizia sociale. In pratica, ciรฒ significa che le misure intraprese devono ridurre la cosiddetta povertร energetica.
โLa Francia ne รจ un esempio paradigmatico, dove lโaumento del prezzo del carburante, come conseguenza di un incremento delle accise, aveva scatenato la rivolta dei gilet gialli. Un aumento automatico del prezzo dei carburanti, senza che, al contempo, venga garantito un trasporto pubblico di qualitร e accessibile a tutti, colpisce soprattutto le fasce piรน povere della popolazione. Un altro esempio รจ rappresentato dagli incentivi per lโacquisto di veicoli elettrici erogati dal Fondo per la tutela dellโambiente e lโefficienza energetica. Qui non entrerei nella questione delle modalitร di erogazione di questi contributi secondo il principio del โdito piรน veloceโ โ solo chi fa il click a mezzanotte del primo giorno di apertura del bando ottiene lโincentivo โ , mi concentrerei piuttosto sullโessenza di questo tipo di finanziamenti. Attivare risorse per cofinanziare lโacquisto di pochi veicoli privati (sostenendo cosรฌ le industrie straniere) non contribuisce in modo significativo alla riduzione dellโinquinamento, soprattutto se il trasporto pubblico non funziona bene e se la maggior parte dei cittadini non puรฒ permettersi di acquistare un veicolo elettrico nuovo, nemmeno con un incentivo, guidando automobili diesel anche di 20 anni. In questo caso il rapporto tra risorse investite e benefici ottenuti non รจ affatto positivoโ, spiega Jagoda Muniฤ.
ร opinione diffusa che la responsabilitร del riscaldamento globale ricada esclusivamente sui paesi piรน sviluppati, che le soluzioni possano essere solo globali e che alle comunitร locali delle semi-periferie del mondo non resti che seguire lโevolversi della situazione e sperare per il meglio. Volendo ribaltare questa visione, cosa potrebbe essere fatto, ad esempio, a Zagabria?
Direi che si tratta di unโopinione diffusa in Croazia, che ha assunto la posizione di un piccolo paese periferico. La Croazia puรฒ fare molto. Il fatto che siamo piccoli e che ancora vantiamo un ambiente e una natura relativamente incontaminati (che perรฒ stiamo distruggendo rapidamente) puรฒ essere un vantaggio, piuttosto che un difetto.
Un buon esempio รจ rappresentato dal Costa Rica, un paese simile [alla Croazia] per quanto riguarda la grandezza e il numero di abitanti, con una storia altrettanto difficile, che perรฒ ha fatto molto. La differenza tra noi e loro sta nella visione. La Croazia non ha alcuna visione di sviluppo. Con lโindipendenza e lโadesione allโUE ci eravamo avvicinati a una visione, ma oltre a ciรฒ non sappiamo cosa vogliamo essere, se non un piccolo paese alla periferia dโEuropa che dipende dal turismo e dai fondi UE.
Eppure, proprio un piccolo paese come la Croazia, con simili caratteristiche, puรฒ velocemente cambiare passo verso uno sviluppo sostenibile. Nei prossimi cinque anni dobbiamo avviare una transizione verde e giusta e, al contempo, aumentare la resilienza dellโecosistema e della societร per far fronte alle conseguenze del cambiamento climatico.
Concretamente, a Zagabria bisogna avviare la ricostruzione post terremoto migliorando lโefficienza energetica degli edifici, facilitare lโinstallazione di panelli fotovoltaici sui tetti e la creazione di tetti verdi, migliorare lโefficienza e lโaccessibilitร ai mezzi pubblici sostenibili, nonchรฉ ridurre lโutilizzo dei veicoli privati nella cittร .
Per quanto riguarda la resilienza ai cambiamenti climatici, dobbiamo modernizzare il sistema di drenaggio delle acque meteoriche (separandolo dal sistema di scarico delle acque reflue); aumentare il numero di corridoi verdi, parchi e alberi in generale allo scopo di creare un sistema naturale in grado di ridurre lโimpatto delle forti fluttuazioni delle precipitazioni (siccitร /inondazioni) e della temperatura (improvvisi aumenti e cali di temperatura). Inoltre, occorre urgentemente fermare la devastazione del monte Medvednica.
Questo articolo รจ pubblicato in associazione con lo European Data Journalism Network ed รจ rilasciato con una licenza CC BY-SA 4.0
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