Kosovo: se la schizofrenia รจ internazionale

In Kosovo l’ICO se ne va, ma molti altri restano. Un’analisi delle maggiori questioni diplomatiche sul tappeto, con un’attenzione particolare al diritto internazionale e al precedente bosniaco

12/09/2012, Elias Pinteri

Si รจ conclusa il 10 di settembre la fase di indipendenza controllata del Kosovo. Lโ€™evento รจ stato suggellato da una serie di cambiamenti alla Costituzione, che hanno via via rimosso la presenza internazionale dai processi decisionali in Kosovo, e dallโ€™annunciata chiusura dellโ€™Ufficio Internazionale Civile (ICO), al cui capo cโ€™era il Rappresentante Civile Internazionale (ICR) che era il funzionario preposto alla supervisione dellโ€™indipendenza controllata.

Una sessione speciale del Parlamento kosovaro e la visita di una serie di dignitari internazionali che si sono congratulati con le autoritร  locali hanno suggellato il superamento dellโ€™โ€esame di maturitร โ€ per lโ€™autoproclamatasi Repubblica del Kosovo. Ma cosa cambierร  dโ€™ora in poi a maturitร  superata? A dir il vero, sarร  tutto da vedere e le diplomazie internazionali sembrano aver intrapreso dei cammini paralleli e divergenti.

Chi ha approvato Ahtissari?

Infatti, lโ€™indipendenza controllata del Kosovo รจ prevista dal piano Ahtissari, che come si sa, non รจ mai stato accettato universalmente, nรฉ รจ stato appoggiato dallโ€™ONU, proprio per mancanza di consenso. Il piano Ahtissari รจ stato perรฒ sostenuto dallโ€™International Steering Group, il gruppo composto da 22 paesi della Unione Europea, piรน Stati Uniti e Turchia. Questi per primi hanno riconosciuto lโ€™autoproclamata indipendenza del Kosovo e ne hanno favorito il cammino successivo, sia finanziariamente che politicamente.

I paesi del ISG sono stati quelli che hano nominato il Rappresentante Civile Internazionale (ICR). La struttura sembra un โ€œcopy&pasteโ€ del modello usato in Bosnia, dove perรฒ il Peace Implementation Council si compone di 55 paesi ed รจ molto piรน rappresentativo dato che Russia, Giappone, l’Organizzazione della Conferenza Islamica vi sono membri di pieno diritto. Insomma la rappresentativitร  dellโ€™International Steering Group รจ sostanzialmente limitata ai paesi occidentali. Nemmeno lโ€™Unione europea รจ al completo: cinque paesi membri della Ue – Spagna, Cipro, Slovacchia, Romania e Grecia – non hanno riconosciuto il Kosovo e sono quindi fuori dal ISG.

In tanti restano

Cosa cambierร  ora? A parte la chiusura dellโ€™ufficio dell’ICO e le modifiche costituzionali, di fatto cambierร  poco altro. La presenza internazionale in Kosovo rimarrร  e, ironia della sorte, la base legale per tale presenza รจ proprio la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la 1244, quella che, a suo tempo, aveva creato lโ€™amministrazione internazionale dell’UNMIK. Ciรฒ vale appunto per la missione di pace della NATO, la KFOR, che addirittura espanderร  i propri effettivi con 700 truppe aggiuntive, per la missione dellโ€™OSCE e anche per EULEX, la missione dellโ€™Unione Europea che opera nel settore della giustizia, della polizia e del controllo delle frontiere.

EULEX continuerร  ad operare e continuerร  a mantenere i suoi poteri esecutivi, cioรฉ giudici EULEX che decidono casi nelle corti del Kosovo, almeno per altri due anni. E UNMIK? Anche UNMIK, la missione dellโ€™ONU che fino al 2008 amministrava de jure e de facto il territorio รจ ancora presente, anche se con una struttura limitata, e dopo che le sue compentenze le sono state letteralmente sottratte dalle istituzioni della neonata Repubblica del Kosovo.

Insomma, per lโ€™ONU, almeno dal punto di vista legale, poco รจ cambiato rispetto al periodo precedente allโ€™indipendenza del Kosovo. Le decisioni dellโ€™International Steering Group non hanno rilevanza per quanto riguarda l’ammissione alle Nazioni Unite, nรฉ per quanto riguarda lโ€™ammissione ad altre organizzazioni internazionali.

Faccia a faccia all’ONU

Il Consiglio di Sicurezza dellโ€™ONU inoltre continua ad esaminare ogni tre mesi i rapporti che vengono inviati da UNMIK. Lโ€™ultima sessione dellโ€™ONU รจ avvenuta il 21 agosto scorso, praticamente pochi giorni prima della fine dellโ€™indipendenza controllata. La sessione ha avuto un alto profilo dato che sia il primo ministro serbo Ivica Daฤiฤ‡ che quello kosovaro Hashim Thaรงi vi hanno partecipato e hanno presentato le loro posizioni, che sono chiaramente antitetiche.

La nota positiva รจ che le due parti hanno comunque annunciato il loro interesse a proseguire il dialogo tra Pristina e Belgrado. Ma la parte piรน interessante รจ lo stesso discorso del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, che mette in guardia la comunitร  internazionale dal rischio di diventare troppo accomodante e che occorre un rinnovato ed attivo impegno politico. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite fa appello ai membri del Consiglio di Sicurezza affinchรฉ utilizzino la loro influenza per far sรฌ che le parti continuino il dialogo.

Situazione critica

Il rapporto del Segretario Generale sulla situazione in Kosovo รจ parecchio critico: il numero di ritornati serbi รจ in calo costante, gli atti di violenza contro la popolazione non-albanese sono allโ€™ordine del giorno e la polizia del Kosovo non puรฒ o non vuole investigare tali violenze, in piรน la polizia รจ stata oggetto di critiche per gli incidenti avvenuti il 28 giugno scorso a Gazimestan e in generale per la scarsa efficienza nel rispondere agli attacchi contro le comunitร  di ritornati in Kosovo.

Le Nazioni Unite esprimono cosรฌ preoccupazione per la mancanza di consenso internazionale sulla situazione in Kosovo, che crea notevoli difficoltร  sul terreno. Insomma una situazione tuttโ€™altro che rosea – seppur in un forbito linguaggio diplomatico – il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha messo il dito nella piaga dei problemi che ancora affliggono il Kosovo: pochi i ritorni data la mancanza di sicurezza per i non albanesi (a inizio luglio sono stati uccisi una coppia di ritornati serbi, gli ultimi di una lunga serie), la mancanza di efficacia o interesse della polizia nellโ€™investigare e reprimere le violenze contro le minoranze e chiaramente, la perdurante situazione nel Nord del Kosovo dove le autoritร  di Pristina non esercitano di fatto alcun controllo.

Onu unica garanzia?

Mentre la missione ONU in Kosovo รจ ora significativamente ridotta, e simbolicamente confinata alla periferia di Pristina, rimane il fatto che le Nazioni Unite, nonostante tutti i difetti che si possano attribuire loro, sono lโ€™organizzazione che di fatto fornisce la legittimitร  internazionale. In questo senso, sono significativi gli sforzi della diplomazia kosovara che disperatamente cercano di raccogliere piรน riconoscimenti internazionali possibili, per poter essere ammessi alle Nazioni Unite. Ma anche qui il progresso รจ limitato: i paesi che hanno riconosciuto il Kosovo sono 89 secondo lโ€™ambasciata USA, 92 secondo le autoritร  kosovareโ€ฆ

In queste ultime settimane i media kosovari avevano riportato come successi della propria diplomazia i riconoscimenti che il Kosovo aveva ottenuto da parte di Mali e Nigeria, solo per poi ritrattare imbarazzati in seguito alle smentite ufficiali che sono venute dalle cancellerie di questi paesi. Ma soprattutto, appare insormontabile per il Kosovo lโ€™avversione di Russia e Cina, membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, che non appaiono per nulla disposti a permettere lโ€™ingresso del Kosovo nelle Nazioni Unite.

Lโ€™importanza data alla sessione del Consiglio di Sicurezza dellโ€™ONU, il contenuto del rapporto di Ban Ki Moon e la prossimitร  della fine dellโ€™indipendenza controllata del Kosovo, non sono una coincidenza. Il messaggio che se ne evince รจ che lโ€™ONU e i paesi che non hanno riconosciuto il Kosovo esprimono perplessitร  e critiche sulla situazione. Il quadro che ne emerge ha tinte molto piรน fosche di quanto presentato dall’ICO e dal gruppo di 24 paesi che hanno fatto parte dellโ€™International Supervisory Group e che hanno celebrato con successo la conclusione di un processo i cui esiti apparivano scontati fin dallโ€™inizio. "Schizofrenica" รจ forse la parola che potrebbe definire meglio la situazioneโ€ฆ

Pochi giorni fa, in un caffรจ si commentava con un collega lโ€™annunciata fine dellโ€™indipendenza controllata del Kosovo. Con una vena dโ€™ironia quest’ultimo mi ha detto: "Mi ricorda Bush, nel 2003, sulla portaerei in Iraq e lo striscione alle spalle Mission accomplishedโ€. Come allora, il timore รจ che la fine dellโ€™indipendenza controllata sia soltanto lโ€™inizio dei problemi.

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