Normativa europea ita
L'attività di cooperazione allo sviluppo degli Enti Locali italiani si svolge nell'ambito del quadro normativo definito dalla legislazione europea. Un breve excursus nell'evoluzione storica della normativa europea di riferimento, con i documenti più rilevanti.
La Carta Europea delle Autonomie Locali elaborata nel 1985 dal Consiglio d'Europa ha sancito per la prima volta il diritto delle comunità locali di un paese a cooperare tra loro e con collettività omologhe di altri paesi.
La normativa di riferimento:
- Carta Europea delle Autonomie Locali - Consiglio d'Europa, 1985 english - pdf 84 kb
- Carta Europea delle Autonomie Locali - Consiglio d'Europa, 1985 francais - pdf 92 kb
- IV Convenzione di Lomè ACP-EC, 1989 english - pdf 671 kb
- Regolamento (CE) n. 1659/98 - Consiglio Europeo, 1998 italiano - pdf 62 kb
modificato dall'atto seguente:
- Regolamento (CE) n. 955/2002 - Parlamento europeo e Consiglio, 2002 italiano - pdf 97 kb
e ancora modificato:
- Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che proroga e modifica il regolamento (CE) n. 1659/98 relativo alla cooperazione decentralizzata, 2004 italiano - pdf 105 kb
L'evoluzione normativa in materia è proseguita con la IV Convenzione di Lomé del 1989, che ha permesso l'inserimento formale del concetto di cooperazione decentrata nell'attività dell'Unione Europea e l'apertura da parte della Commissione U.E. di un pur modesto capitolo di bilancio dedicato a tale forma di cooperazione, affidato in gestione alla propria Direzione Sviluppo. La Convenzione di Lomè riuniva gli allora 15 membri dell'Unione Europea e altri 68 paesi dell'Africa, Caraibi e Pacifico - definiti paesi A.C.P. - allo scopo di sostenere tali paesi nelle politiche di aggiustamento strutturale, favorendo l'integrazione regionale dal punto di vista politico ed economico.
Il Regolamento n. 1659/98 del Consiglio dell'U.E., dopo aver riconosciuto l'importanza della cooperazione decentrata allo sviluppo, stabilisce che le autorità pubbliche locali rientrano tra i partner che possono ottenere un sostegno finanziario dall'Unione per le attività di cooperazione internazionale. Secondo il Regolamento gli altri soggetti autorizzati sono organizzazioni non governative, gruppi professionali e gruppi d'iniziativa locali, cooperative, sindacati, organizzazioni di donne o di giovani, istituti d'insegnamento e di ricerca, chiese. Dalla prima versione approvata nel 1998, tale regolamento è stato prorogato e modificato varie volte da successivi interventi legislativi. Il documento attualmente in vigore è stato approvato nel Marzo 2004.
Il regolamento costituisce il seguito di numerose misure della Comunità (poi Unione) e sottolinea l'importanza della cooperazione decentrata in materia di sviluppo. Il principio che, come detto, è stato introdotto nella IV Convenzione di Lomé nel 1989 ed è stato sottolineato in particolare nel Regolamento (CEE) n. 443/92 del Consiglio riguardante l'aiuto finanziario e tecnico per i paesi in via di sviluppo dell'America latina e dell'Asia nonché la cooperazione economica con tali paesi. Nel 1992 l'autorità di bilancio ha creato una linea di budget volta a promuovere questo approccio in tutti i paesi in via di sviluppo. Il Regolamento (CE) n. 955/2002 proroga il regolamento citato, aumenta il pacchetto finanziario e modifica alcuni elementi dell'atto.
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