Una strada senza nome. Infanzia e altre disavventure in Bulgaria

Autrice: Kapka Kassabova
Editore: Crocetti
Anno: 2026

Last Updated: 23/04/2026

Una strada senza nome è la storia di un’infanzia comunista a Sofia, dell’emigrazione successiva alla caduta del Muro di Berlino e del ritorno, anni dopo, in un paese che è al contempo luogo d’origine e di sradicamento.

Il memoir di Kapka Kassabova è, nella prima parte, il racconto ironico e lucido di un’educazione totalitaria a scuola e nella vita quotidiana, dell’oppressione interiorizzata, delle privazioni e imposizioni tipiche del socialismo reale vissute come assoluta normalità: il Muro, osserva, “non era più un luogo, e neppure un simbolo. Era invece uno stato mentale collettivo, e c’è qualcosa di confortevole, di rassicurante, in tutto ciò che è collettivo”.

Il ritorno in Bulgaria, una quindicina di anni dopo la caduta del Muro (che la porta in Inghilterra e poi in Nuova Zelanda), costituisce la seconda parte: un viaggio esplorativo nel postcomunismo e nelle sue contraddizioni, una storia frammentaria ed episodica del proprio paese, e insieme la ricerca impossibile delle origini. Una riflessione profonda sul “Socialismo dal Volto Umano”, sull’esilio, sul senso dei confini e, soprattutto, sull’identità individuale e collettiva in un mondo in movimento.

Kapka Kassabova è nata nel 1973 a Sofia, in Bulgaria, dove è cresciuta, prima di trasferirsi in Nuova Zelanda, e ora vive nelle Highlands scozzesi. Poetessa e scrittrice, i suoi libri hanno ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. In Italia sono stati pubblicati il saggio Confine. Viaggio al termine dell’Europa (EDT 2019), Il lago. Ritorno nei Balcani in pace e in guerra (Crocetti, 2022), Elisir. Nella valle alla fine del tempo (Crocetti, 2023); Anima. Una pastorale selvaggia (Crocetti, 2024)