UE-Armenia, sempre più vicine
Negli ultimi tre anni le relazioni tra Armenia e Ue hanno conosciuto unāaccelerazione senza precedenti. Un avvicinamento che riguarda il settore energetico, quello economico e la sicurezza

Nikol Pashinyan, Ursula von der Leyen, António Costa
Nikol Pashinyan, Ursula von der Leyen, António Costa © Unione europea
Negli ultimi tre anni le relazioni tra Armenia e Unione europea hanno conosciuto unāaccelerazione senza precedenti attraverso una progressiva istituzionalizzazione della cooperazione politica, economica e di sicurezza. Un passaggio centrale ĆØ stata la due giorni Unione – Armenia di inizio maggio, con prima il summit della ComunitĆ Politica Europea, giunto allāottavo incontro e poi il primo summit Armenia-UE.
Questi importanti appuntamenti si sono tenuti nel quadro del percorso di avvicinamento che si era andato consolidando nel marzo 2025, quando il parlamento armeno ha adottato una legge per avviare formalmente il processo di adesione allāUnione europea. Pochi mesi dopo, nel dicembre 2025, Bruxelles e Yerevan hanno adottato una nuova Agenda strategica per il partenariato UE-Armenia, che definisce le prioritĆ della cooperazione bilaterale nei prossimi anni.
La partnership si fonda sul Comprehensive and Enhanced Partnership Agreement (CEPA), entrato in vigore nel 2021, e su un crescente coinvolgimento europeo nel paese caucasico. Dopo lāinvio della missione civile EUMA nel febbraio 2023, lāUE ne ha esteso il mandato nel febbraio 2025 per ulteriori due anni. Nellāaprile 2026 Bruxelles ha inoltre deciso di dispiegare in Armenia la European Union Partnership Mission (EUPM), con lāobiettivo di rafforzare la resilienza del paese rispetto alle minacce esterne.
Come riporta il portale ungherese EUrologus, sul piano economico la cooperazione ĆØ sostenuta dal piano europeo āResilience and Growthā da 270 milioni di euro, annunciato nel 2024, e dagli investimenti previsti nellāambito della strategia Global Gateway, pari a circa 2,5 miliardi di euro. LāArmenia ĆØ stata inoltre inclusa nello European Peace Facility, dal quale dovrebbe ricevere 30 milioni di euro.
Il Summit
Il summit UE-Armenia del 5 maggio ha rappresentato il punto più avanzato raggiunto finora nelle relazioni tra Bruxelles e Yerevan. Lāincontro si ĆØ concluso con la firma ufficiale di una serie di lettere di intenti e accordi settoriali, sottoscritti pubblicamente dai funzionari responsabili della loro implementazione, alla presenza, come testimoni, del presidente del Consiglio europeo António Costa, della presidente della Commissione Ursula von der Leyen e del primo ministro armeno Nikol Pashinyan. I contenuti politici dellāintesa sono stati sintetizzati dalla stessa von der Leyen nel suo intervento finale e formalizzati nella Joint Declaration adottata al termine del summit.
Nel suo discorso, von der Leyen ha descritto lāArmenia come parte della āpiù ampia famiglia europeaā, definendo il rapporto bilaterale una āpartnership unicaā destinata a entrare in una nuova fase. Il summit ha infatti delineato una cooperazione più strutturata in settori strategici, dalla connettivitĆ alla sicurezza, dallāenergia alla liberalizzazione dei visti.
Uno dei pilastri principali riguarda la connettivitĆ regionale. Le parti hanno annunciato nuove iniziative per facilitare il transito e i collegamenti infrastrutturali, inclusa la modernizzazione dei valichi di frontiera e il rafforzamento del ruolo dellāArmenia come hub regionale. Ć stato inoltre avviato un dialogo ad alto livello sui trasporti, destinato a coordinare investimenti e integrazione con le reti europee.
Sul piano energetico, il summit ha confermato il sostegno europeo allo sviluppo delle energie rinnovabili in Armenia, in particolare nel settore solare. Bruxelles considera la cooperazione energetica parte integrante della strategia armena di diversificazione e riduzione della dipendenza esterna, in un quadro più ampio di sicurezza energetica integrata in Caucaso, verso il Mar Nero.
Un ulteriore capitolo ha riguardato il digitale e lāinnovazione. LāUE ha espresso interesse a sostenere investimenti pubblici e privati nel settore tecnologico armeno, incluse infrastrutture digitali e progetti legati allāintelligenza artificiale. La Commissione ha presentato questo asse come uno dei settori di maggiore potenziale nella cooperazione futura tra Armenia e mercato europeo.
Ampio spazio ĆØ stato dedicato anche alla sicurezza. La dichiarazione congiunta conferma il sostegno europeo alle iniziative di pace e stabilitĆ nel Caucaso meridionale e richiama la crescente cooperazione nel contrasto alle minacce ibride.
Uno dei punti politicamente più rilevanti riguarda la liberalizzazione dei visti. Durante il summit ĆØ stato presentato il primo rapporto sui progressi compiuti dallāArmenia nel percorso verso la facilitazione dei visti con lāUE, tema che negli ultimi anni ha assunto un forte valore simbolico nel dibattito pubblico armeno. In questo contesto si inserisce lāavvio di forme di cooperazione con Frontex.
Infine, il summit ha posto particolare enfasi sugli aspetti sociali ed economici della partnership. Tra i progetti menzionati figurano iniziative di sminamento e programmi abitativi destinati agli sfollati, in particolare alle persone colpite dalle conseguenze dei recenti conflitti regionali, ma soprattutto la situazione degli esuli karabakhi.
Nelle parole dellāambasciatore, la soddisfazione
I media HVG, OBCT e TSN hanno incontrato per unāintervista congiunta lāAmbasciatore dellāUnione europea in Armenia, Vassilis Maragos, il 7 maggio 2026 a Yerevan.
Alla domanda su quali fossero le sue aspettative per questa intensa tre giorni di incontri tra Armenia e Unione europea, lāambasciatore ha descritto lāevento come ottimo, con ragguardevoli risultati. Secondo la sua valutazione, il summit non ha rappresentato un punto di partenza ma la fase di maturazione di un percorso giĆ avviato. Lāazione europea, ha spiegato, si inserisce in un modo concreto e settoriale che mira a rafforzare la resilienza del paese in ambiti economici, energetici, sociali e infrastrutturali. Lāobiettivo principale ĆØ la diversificazione dellāArmenia in termini di mercati, partner e capacitĆ di scelta strategica.
Lāambasciatore ĆØ tornato sulla parola chiave che più ha echeggiato durante questi giorni di intesi interscambi: la connettivitĆ . L’UE sta giĆ lavorando al rafforzamento delle infrastrutture di trasporto e di frontiera, compresi i progetti che coinvolgono la Georgia e l’Iran, sostenendo anche iniziative di interconnettivitĆ regionale più ampie legate ai progetti di connettivitĆ del Corridoio di Mezzo e del Mar Nero. In questo contesto, lāAmbasciatore Maragos ha sottolineato che una maggiore interdipendenza e l’apertura regionale potrebbero creare nuove opportunitĆ economiche, rafforzare la sicurezza energetica e contribuire alla stabilitĆ a lungo termine nel Caucaso meridionale.
Nel complesso, il quadro delineato restituisce un approccio europeo fondato su interventi mirati e graduali, che combinano infrastrutture, digitalizzazione e sostegno economico, con lāobiettivo di rafforzare la capacitĆ del paese di integrarsi progressivamente nei sistemi regionali e transnazionali di trasporto, mercati, energia, mobilitĆ umana e scambi culturali.
Un’apertura a ventaglio per un paese finora fortemente condizionato nel suo sviluppo da una geografia di area land-locked e da un impietoso quadro di isolamento regionale. Nessuna sorpresa, quindi, che la soddisfazione sia palpabile per questa possibile boccata dāaria, per questo scatto in avanti rispetto al trentennio passato, tre decadi di indipendenza difficilissime, apertesi e chiusesi con delle guerre.
György Folk (HVG, Ungheria) ha contribuito alla realizzazione di questo articolo.
Il viaggio in Armenia ĆØ stato organizzato su invito del programma EUNEIGHBOURS EAST, finanziato dallāUnione europea.
Questo articolo ĆØ stato prodotto nellāambito di PULSE, unāiniziativa europea coordinata da OBCT che sostiene le collaborazioni giornalistiche
Tag: PULSE
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